domenica 6 maggio 2012

Ciao A.,

senti, volevo chiederti di smetterla di entrare nei miei sogni e fare quello che ti pare.
Non fai altro che illudermi e farmi pensare a te e ricordarti, col tuo bel sorriso - Dio, sei così bello.

 E basta!, dai. Credevo che fossi uscito dalla mia testa e dal mio cuore. Invece eccoti di nuovo. Mi ritrovo a fantasticare su di te, come ho fatto per giorni dopo che l'anno scorso ero venuta "casualmente" a trovarti. Ti ricordi? Oddio, proprio un anno fa esatto.
Comunque ecco, non ha proprio senso, perché ci conosciamo da quando andavamo all'asilo e io ero la "fidanzata del capo". Questo, te lo ricordi? Che tu facevi in pratica il capo dei maschi della nostra classe. E poi, alle elementari, che ci tenevamo per mano e ci baciavamo come fanno i bambini.
No, davvero, non ha proprio senso. Siamo persone diverse, no? E allora perché mi vien da pensare a te? E un po' vorrei riaverti. E vorrei che arrossissi per me come facevi quando eravamo bambini; e vorrei che ci battesse forte il cuore a tutti e due, come quando passavamo i pomeriggi insieme; e vorrei che mi tenessi per mano. Come nel sogno.
Cheddiavolo, mi farai diventare pazza.
Non ha alcun senso, alcun senso, che gli ormoni mi si agitino dentro in questo modo.
Mi fai sentire un'enorme stupida, quindi smettila, ciao.

p.s. Spero che però, almeno un po', mi pensi anche tu.

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