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giovedì 19 aprile 2012

Ultimamente faccio parte di quella categoria di persone chiamata: i rifiuti della società.

Probabilmente è il tempo, a mettermi questa malinconia. Rispondo male alla gente e non mi va che mi chiedano come sto, anche perché non saprei rispondere.
Oggi c'è stata un'uscita scolastica alla redazione di un quotidiano, ed è stato molto interessante. Poi con G., R. e Fede S. siamo andate ad un centro commerciale a mangiare, poi siamo andate in biblioteca. Fede S. con la sua tessera (io lì non sono ancora iscritta, anche se penso lo farò presto) mi ha preso due libri, che sono l'Antologia di Spoon River, di Edgar Lee Masters e Caro Nessuno, di Berlie Doherty. Nella mia lista ci sono anche Il ritratto di Dorian Gray, da finire la biografia di Jobs e della Joplin, Questa storia, di Baricco, Il profumo delle foglie di limone, di Clara Sànchez, che mi ha regalato la mamma di M., Blue e un paio di altri che al momento non mi vengono in mente. Tra le mie letture più recenti ci sono Da qui vedo la luna, L'educazione delle fanciulle (scritto a quattro mani dalla Littizzetto - è una grande, quella donna, stima profonda - e Franca Valeri), I pesci non chiudono gli occhi e i quattro libri della saga Quattro amiche e un paio di jeans (anche Il Passaggio, ma quello non è più tanto recente). Poi avevo intenzione di vedere se in biblioteca hanno un libro di poesie di Saba, magari prendere qualcosa di Leopardi, e cercare Rivoluzione n° 9 di Muccino.
Vabbè, comunque. Quando sono tornata a casa mi sono messa a leggere, e alla fine m'è venuto sonno. Ho guardato fuori dalla finestra ed era tutto grigio e non avevo voglia di fare niente, così mi sono messa a dormire con gli Scorpions nelle orecchie e quando mi sono svegliata erano passate un paio d'ore e mio fratello era tornato da scuola. Ho mangiato una ciotola di cereali col latte e l'ultima fetta di pan carrè con la Nutella. Ancora non avevo voglia di fare niente; così, continuando a ripetermi che tra poco sarei andata a studiare per la verifica di inglese per domani, ho guardato alla tele i videoclip delle canzoni che davano e mi sono segnata un po' di titoli. Sono andata avanti a leggere, poi è arrivato mio padre e abbiamo mangiato la pizza io e lui e basta mentre guardavamo il telegiornale. Continuava a dire che i nostri politici sono tutti dei ladri e io lo lasciavo parlare.
Alla fine per le sette mi sono decisa ad andare a studiare, ma domani non so come andrà.
Davvero, non mi va più né di studiare né altro. Non capisco nemmeno che cos'ho, ma mi sento stanca, stanchissima, vecchia. Con le ossa rotte e tutto il resto, solo che domani mattina dovrò rimettermi in piedi e uscire di casa per vedere le stesse facce di sempre e fare le cose di sempre. Certe volte mi viene voglia di scappare e lasciare questa monotonia e noleggiare un camper o girare l'Australia in bicicletta o fare immersioni nella Barriera Corallina e semplicemente andarmene, correre via. Magari potrei chiedere a L. di venire con me, che oggi l'ho incrociata in metro e mi sembrava un po' strana.
Poi in questi giorni ho fatto poco e niente; ieri mi sono guardata Number 23 (che è strainquietante ma mi è piaciuto un sacco) su Youtube - Cristo, ora che non c'è più Megavideo la mia vita ha perso il senso, se mai ne abbia avuto uno -, con Jim Carrey, e i pomeriggi prima ho scritto e pensato un sacco, stesa sul letto, a guardare la pioggia e gli alberi di fronte alla mia finestra che ormai sono diventati belli verdi ondeggiare - è assurdo pensare che li ho visti trasformarsi, dall'autunno, che erano tutti rossi e gialli, poi l'inverno, che erano spogli e nudi come modelle scheletriche, e poi ora, che è tutto pieno di fiori - e quando è uscito il sole sono andata sul terrazzo ad abbozzare qualche poesia e guardare la gente che cammina e stare con la felpa e sotto il pigiama e Pulce che veniva a sedersi di fianco a me coi biscotti e il latte a cercare di leggere quello che scrivevo.

sabato 4 febbraio 2012

Alcuni compagni di banco mi hanno consigliato alcuni film. Ne ho già visti solo un paio. Riporto qui la loro lista:

1. Chocolat
2. Across the Universe
3. Pleasantville
4. Alla ricerca della felicità
5. Neverland
6. Mr. & Mrs. Smith
7. Inception (e questo, posso garantire, è da non perdere)
8. Ritorno dal nulla
9. Edward mani di forbice
10. Big fish - Le storie di una vita incredibile
11. A Hard Day's Night
12. Tron legacy

Tra un po' metterò pure una lista dei libri che sto leggendo (e sono una valanga). Ora dovrei prenderli tutti e controllare gli autori, quindi non c'ho sbatti e buonanotte.
R. C.

domenica 18 dicembre 2011

A nove anni ho smesso di credere a Babbo Natale

Sì, direi tra le quarta e la quinta elementare. Il che è triste, perché quando smetti di credere a Babbo Natale vuol dire che stai diventando grande e non ti è (quasi) più concesso sognare. Il che vuol dire che a uno dei miei fratelli (d'ora in poi lo chiamerò Pulce, in questo blog) mancano qualcosa come tre/quattro anni prima che smetta di scrivere le letterine per Babbo Natale. Proprio ora che sta imparando a scrivere ed è in quella fase in cui fai degli errori buffissimi. E in questo periodo è così bello e mi fa sorridere talmente tanto vedere Pulce che cerca di scrivere bene per farsi capire da Babbo Natale, che pensare di togliergli questo momento mi mette angoscia. Il punto è che non saremo noi a dirgli la verità; sarà lui a scoprirla da solo. A farsi domande, come me le son fatte io (ma come è possibile che in Marocco [dai miei cugini, N.d.A.] non ricevano regali a Natale?, Babbo Natale non fa mica il giro del mondo? E dove li prende i giocattoli? E perché nessuno l'ha mai visto?); a ragionare con il suo cervellino.
Perché quando cominci a non crederci più, il Natale ha un altro gusto.
Però boh, a parte questo, sento che sto per crollare. Son tre giorni che non tocco il pc, sono distrutta, mi sento un fottuto straccio troppo consumato, e domani ho due verifiche e martedì un'altra e ci sono ancora dei giri di interrogazione in un po' tutte le materie fino a giovedì. Quando uscirò da scuola, l'ultimo giorno, credo mi metterò tipo a ballare o roba del genere, a ringraziare il cielo per l'esistenza delle vacanze di Natale.
Perché i 5 giorni che mi sono fatta a casa settimana scorsa (dal 7 all'11, ringraziando Sant'Ambrogio di essere il patrono di Milano, e Pisapia, sindaco di Milano, per aver chiuso le scuole anche venerdì e sabato), sinceramente... non son serviti a un cazzo. Della serie che sono stata sempre in giro, o sempre a studiare, ho dormito 11 ore a notte, ma poi ero più stanca di prima.
Quindi ecco, non vedo l'ora che questi ultimi quattro giorni passino, non vedo l'ora, non vedo l'ora. Non riesco più ad alzarmi la mattina; al posto che alle sei, se va bene, per le sei e mezza sono in piedi e devo fare tutto di fretta, altrimenti perdo il bus, e intanto prego affinché la metro rossa abbia i suoi soliti "problemi tecnici" e mi faccia arrivare in ritardo, almeno posso balzarmi tutta l'ora ed entrare alle 9 meno un quarto dicendo "la metro non andava, non è colpa mia o della sveglia!", anche se in realtà sarei potuta essere in classe benissimo per le 8 e un quarto. Cosa che tra l'altro ho già fatto, con alcuni compagni di classe; solo che faceva un freddo della madonna e allora non abbiamo resistito fino alla fine dell'ora e siamo entrati prima, ma sempre in ritardo, saltandoci l'interrogazione (oh yeah).
Poi, poi, poi. Sto leggendo Il passaggio, di Justin Cronin, che è un mattone di 800 e passa pagine, ma lo sto adorando. Seriamente. E' scritto benissimo e scivola via che è una meraviglia.
Stranamente mia madre, da ormai un sacco di mesi, non trascina più me e i miei fratelli a Messa. Non so bene quale sia il motivo; forse s'è rotta le palle delle nostre lamentele e dei miei discorsi spacca maroni sul fatto che "Se ci obblighi ad andare in chiesa a quest'età, da vecchi non vorremo più metterci piede!" Il che, secondo me, è assolutamente vero. Insomma, sicuramente non sono atea, perché pensare di essere completamente sola un po' mi spaventa. Credo in Dio e credo che Gesù sia esistito e tutto il resto, ma non capisco il motivo dell'andare a Messa ogni domenica - insomma, se credi a qualcosa di tanto intimo, non dovresti avere il bisogno di dimostrarlo -, e non appoggio la Chiesa, come organismo, per tutta la merda che ha sparso in giro per il mondo, pur sostenendo di fare il volere di Dio.
A parte questo, è favoloso vedere luci e decorazioni in giro per la città. E' una di quelle cose che mi fa stare bene, come sentire le canzoni natalizie e ricordarmi di quando ero piccina così.
Non so quanto riuscirò a scrivere qui sul blog; tralasciando il fatto che la seconda liceo è pesante, cosa che tra l'altro è vero, è prende un sacco di tempo, con la storia delle feste e che poi vado in Belgio a trovare i miei zii fino a Capodanno, non potrò essere costante (come se io lo fossi stata fino ad ora...).
Ma comunque. Guardatevi Se mi lasci ti cancello, è qualcosa di meraviglioso. C'è Jim Carrey che per una volta recita un ruolo serio, e, anche se il titolo sembra una roba tipo commedia demenziale, fidatevi, non lo è. Il titolo originale, infatti, sarebbe Eternal Sunshine of the Spotless Mind.
Non vedo l'ora del concerto del Boss [Bruce Springsteen, N.d.A.]! Ho preso i biglietti qualche settimana fa e sono già gasatissima.

R. C.

venerdì 11 novembre 2011

Tell me somethin' about this place.

Allora, oggi è l'11/11/'11.
Alle ore 11.11 dell'11/11/'11, stavamo facendo inglese. C'era una mia compagna di classe (che è sempre ultra nervosa, ma simpaticissima), dietro di me, che si agitava come non so che cosa. Alle 11.11. Diceva che bisognava assolutamente esprimere un desidero (lei ne ha espressi tre, mi ha detto). La prof ci guardava male perché parlavamo di questo 11/11/'11, che tra l'altro non mi sembra neanche qualcosa di così fantastico.
Ma tant'è. Io, il desiderio, mica l'ho espresso. Perché in realtà non sapevo neanche cosa chiedere. Insomma, proprio non saprei.
Tra le altre cose, sono andata a quel corso di poesia del giovedì pomeriggio, nella mia scuola. La prof che organizza il corso ha i capelli cortissimi ed arancioni ed è un po' strana, non so, poi ha questi denti lunghi, tipo quelli dei conigli, però sono lunghi tutti, e non solo gli incisivi. E sono anche un po' gialli e ha una bocca strana, e mi viene in mente che voi mica lo sapete, come sono i miei denti. Dato che ovviamente (ehm, no) sapere come sono i denti della gente che scrive sui blog è di vitale importanza, vi dirò che i miei denti sono dritti dritti, non sono lunghi come quelli dei conigli, né grossi da castoro. Sono dritti e bianchi e non ho mai messo l'apparecchio (L. dice sempre Sò, ma quei tuoi cazzo di denti sono perfetti!). Sì, se volete che io sia immodesta vi dirò che ho dei bei denti, se volete che io faccia la modesta, beh, no, ma che dite!, cioè, non sono poi tutta 'sta gran cosa...
Okay, finiamola, che dite? Oh, dei.
Comunque ecco, ero a questo corso di poesia ed ero convinta ci saremmo seduti in cerchio, non so, roba del genere, di solito nei corsi di poesia non ti fanno sedere in cerchio?, invece siamo andate in una di quelle classi a piano terra che assomigliano all'aula di arte, a scuola non c'era nessuno, solo qualche bidello, e c'era questa lunga fila di banchi allineati e ci siamo seduti là, saremo stati una decina, massimo una decina. Abbiamo letto delle poesie di Orazio, il tizio del Carpe diem, e la prof ci ha fatti ragionare sulle poesie e ce le ha lette ad alta voce ed è stato bello, m'è piaciuto, oh sì, il punto è che sono tutti di terza quarta e quinta e di seconda siamo solo in due e gli altri sanno un sacco di roba sulla poesia e sui poeti eccetera eccetera.
Ho intenzione di vedere Il discorso del re, Il silenzio degli innocenti ed Edward mani di forbice. Dicono siano dei gran bei film.
Domenica io e le ragazze andiamo al cinema, ci prendiamo i pop-corn, viene anche il ragazzo di Fede S., mi ha chiesto se voglio andare ad un corso di scrittura, a lui piace un sacco scrivere, e questo corso comincia a febbraio ed è una roba molto professionale, m'hanno detto, molto seria, è di sera e ci andrò con lui e Fede S. Probabilmente. Dovrei sentire che dicono ai piani alti, insomma.
La gente ultimamente è sclerata, non so bene perché, forse per l'11/11/'11 o forse è a causa del Carpe, o magari del Diem, chessò.

Cherry

sabato 24 settembre 2011

Scommetto che stanotte non ci dormirò su

Perché praticamente oggi ero sull'autobus, al ritorno, da sola. Ero su un sedile vicino al finestrino, e ascoltavo la musica.
Poi dopo un po' entra questo ragazzo e mi dice qualcosa, solo che io non sento perché ho gli auricolari nelle orecchie. Allora me li levo, e lui, un po' imbarazzato, mi fa: Oh, ehm, it's just that I wanted to know if this place is free...
E io, un po' stranita perché non mi aspettavo mi parlasse in inglese: Oh... yeah, yeah.
Così s'è seduto di fianco a me, tenendo una grande valigia nera di fianco a lui, nel corridoio. Ha appoggiato la giacca tra noi due. Continuava a guardarsi intorno, un po' smarrito.
E io ero lì che morivo dalla voglia di dirgli qualcosa, tipo Where do you come from? o roba così. Magari avrebbe pensato che gli italiani sono gente aperta che si mette a parlare con gli sconociuti in pullman. Magari l'Italia gli avrebbe fatto un'impressione migliore, se io gli avessi parlato. E comunque, semplicemente, mi andava di parlare inglese, oh. Eccheccavolo.
Però alla fine è sceso prima che potessi dirgli qualcosa. S'è alzato e ha mi ha farfugliato qualcosa, poi m'ha sorriso e io gli ho sorriso.
Alla fine, ecco, me la sono presa un mucchio con me stessa, perché mi faccio troppi problemi e decido sempre le cose quando è troppo tardi.
E' una cosa che mi capita spesso, sapete. Mi vengono delle risposte fenomenali, da far zittire chiunque, solo dopo la fine di una litigata. A scuola, se il prof chiede qualcosa, so la risposta prima di tutti, ma mi decido ad alzare la mano solo quando qualcun altro ha già risposto, o il prof ha rinunciato e s'è risposto da solo.
Sono un po' un'eterna indecisa, per dire. Però, quando alla prendo la decisione e mi fisso degli obbiettivi, non mi scolla più nessuno. Seguo la direzione che ho preso, fino alla fine.
Ma a parte questo.
Avevo pensato di promuovere la distribuzione di magliette con su scritto: Giratemi alla larga: ho il ciclo. O roba così. Almeno gli altri starebbero attenti alle ragazze che indossano 'ste maglie e eviterebbero di essere sbranati su due piedi.
Comunque ho finito Zanna Bianca, che proprio non mi uscirà più dalla testa. E' uno di quei libri che non si scorda più, nossignore. E ho visto il film Ragazze interrotte. Consigliato ai lettori.

Bon, basta, mi son rotta.
C.

lunedì 5 settembre 2011

Forse 'sta volta ce la faccio, a scrivere un post decente

Cioè, è strano. Ultimamente faccio così tante cose che potrei scrivere decine di post. Solo che non lo faccio, e non capisco bene il perché. Okay, forse lo so: mi manca la voglia. E il tempo.
Sto passando le giornate fuori. In 'sti giorni sono uscita a Milano con G. e R., per vedere il percorso per la nuova sede. Abbiam fatto un giro. Sono uscita con L. e M., mangiato una pizza con loro e altri amici, dormito con L. a casa di M., guardato La custode di mia sorella (stupendo), con loro. E uscita ancora, e ancora. Sempre in giro, sto.
Oggi G. m'ha costretta ad accompagnarla in bus a prendere I. a Bisceglie, e io le ho detto che sarei andata solo se mi avesse portato uno dei biscotti che aveva fatto suo nonna. Solo che la madre se l'è mangiato, mannaggia a lei! E quindi mi son alzata per le 9.30, sono uscita per le 10 e un quarto, me la sono fatta a piedi fino alla piazza, son passata in edicola a pagare per il rinnovo dell'abbonamento e ho preso l'autobus. Allora m'arriva un sms da G., che mi dice che non può uscire finché non arriva sua madre. Quindi scendo alla fermata di G. e ho una mezza idea di andare sotto casa sua e chiamarla e dirle, come fanno quelli dei film romantici, Affacciati alla finestra. Solo che prima di arrivare sotto casa sua lei m'aveva già raggiunto, e quando le ho spiegato cosa avevo intenzione di fare, s'è messa a ridere. Ma ti vengono delle idee assurde, certe volte! Già.
Allora abbiamo aspettato il pullman, e mentre aspettavamo una vecchietta s'è fermata di fronte a noi - io già temevo che ci avrebbe preso a borsate perché c'eravamo messe a gambe incrociate e occupavamo tutta la panchina - e ha cominciato a dirci di divertirci, quest'ultima settimana di vacanze. E ha cominciato a chiacchierare - sapete, no?, come fanno i vecchietti - e a raccontarci la sua vita. Ma lo faceva con una convinzione, guardate, che m'ha fatto un sacco tenerezza!
E allora vabbè, siamo arrivate a Bisceglie, visto I., e tornate indietro con lei. Poi abbiamo avvisato R. ed è salita anche lei quando siamo passate dalla sua fermata. Ci siamo radunate a casa di Fede S., mangiato e riso fin troppo. E scopiazzato a vicenda le ultime robe dei compiti che ci mancavano.
Ho finito tutto, ma manca geometria, e mi torna in mente il mio prof di matematica, che, l'ultimo giorno di scuola, non è che ci dice buone vacanze, mh?, come tutti i normali cristiani. Ma no. Sapete cosa ci dice lui? Ci rivediamo tra tre mesi.
E con quella frase m'ha fatto accapponare la pelle. Una roba tremenda, proprio.
Il dilatatore sta bene. Adesso L. m'ha passato quello da due millimetri. L'abbiamo chiamato Salvatore (il dilatatore. Figo, eh? Fa rima). E la treccina l'ho soprannominata Gina (sempre per il fatto della rima. Ma che scema che sei, Sò!, m'ha detto L.).
Ma comunque. Dopo la scopiazzatura io e Fede S. abbiamo raggiunto L. e M. al parco. M. piangeva per il solito stronzo, che l'ha trattata da schifo, come sempre. Solo che lei è troppo buona, per la miseria. Mi vien voglia di prenderla a schiaffi, certe volte, per quanto è buona e clemente.
L., invece, ce l'ha fatta: è uscita con Ivan (la sua cotta secolare, N.d.A.).
E davanti al parco abbiamo incontrato A. Io, da brava idiota rincitrullita che sono, sono riuscita a spiccicare solo un paio di parole con lui. Mi ha offerto delle patatine, ma mi facevano schifo.
Più tardi l'ho rivisto, mentre camminavo verso casa. L'ho salutato, e lui m'ha salutata dal motorino, e io sono rimasta così tanto tempo girata verso di lui che sfrecciava verso casa che stavo per farmi investire da due macchine. Sono una roba impossibile, certe volte.
Davanti al parco c'erano anche vecchie conoscenze. Insomma, compagni idioti delle medie che vorrei rimuovere dalla mia memoria. Però sembravano sopresi, quando m'hanno vista. Probabilmente sono cambiata molto, ai loro occhi. M'hanno salutata e stop. Non smettevano di fissarmi. E parlano solo di motorini e stronzate, tra l'altro. Che cosa triste.
Poi mi son presa un pezzo di pizza con Fede S. e L. e M. Solo che M. non l'ha mangiata perché è a dieta. Io sì. Me ne sbatto, delle diete, per la miseria.
Sono tornata a casa. Da sola. A piedi. Io non ce l'ho mica, il motorino.
Alle sei e trentacinque già cominciavo a dire a mia madre di andare. E lei si lamentava con mio padre perché non sarebbe riuscita a bere il té che lui le aveva preparato, dato che instistevo tanto per andare subito all'allenamento. Accidenti, mamma, son tre mesi che aspetto questo momento! .
Quindi ecco, ho fatto il primo allenamento del nuovo anno! Non vedevo l'ora. Mi sento così felice, ragazzi. Anche se mi fanno male tutti i muscoli e mi sento le gambe di piombo, per quanto son pesanti.
Ieri invece non riuscivo a prender sonno. Dovrei cominciare ad alzarmi un po' prima di mezzogiorno, mh? E andare a dormire un po' prima di mezzanotte, magari. Ché la scuola ricomincia.
Madonna.
L'estate sta proprio scivolando via. Io e L. e M. abbiamo tirato le somme dell'anno (sì, noi facciamo 'sta cosa sempre alla fine delle vacanze, non a dicembre come voi comuni mortali), e in generale a tutte è piaciuto. A me, personalmente, proprio un sacco. Ci son stati alti e bassi, eh, ma alla fine tutto passa.
E ho conosciuto K. - forse la parte di anno passata con lui, in Inghilterra, è stata una delle migliori - e ho avuto la fortuna di uscirci insieme. A proposito: non faccio altro che ripetere il suo nome, ultimamente, e le ragazze mi prendono in giro.
G.: "Mh, Fede, cos'è che hai scritto qui? K... cosa?"
Io, con aria sognante: "K di Kilian!"
Tutte, *sospiro*: "Non fa altro che pensarci, avete visto? Cioè, non si ripiglia proprio!"
Ops?

C.

giovedì 25 agosto 2011

Pancakes e film

Tra un'ora arriva L. Prepariamo i Pancakes e ci guardiamo un film.
Ho messo a posto la camera, il salone e la cucina. Ho lavato i piatti. Ho rimesso i vestiti nell'armadio. Ho svuotato lo scatolone con le scarpe. L'ho lavato. C'ho rimesso dentro le scarpe. Ho eliminato quelle che non mi vanno più/non ho mai messo e non metterò mai/non mi piacciono. Le ho messe in un sacchetto in camera dei miei fratelli. Così imparano, oh.
Papà ha fatto la marmellata con le pesche del giardino. Ora abbiamo tanti barattoli di vetro pieni di confiture da sfamare l'Uruguay.
Sto ascoltando gli Aerosmith.
Ieri sera ho visto Nowhere Boy, quel film su infanzia/adolescenza di John Lennon. Ho aggiornato la lista dei film dell'estate duemilaundici, con altri film che ho visto i giorni scorsi.
Non ho assolutamente voglia di fare i compiti. Mi mettono depressione.
Fa caldo.
Ci sono le zanzare.
Sono due notti filate che faccio sogni tremendi. Il mio cervellino deve aver ricevuto qualche shock, ultimamente. O una botta.
Ho mandato un sms all'una e mezza di notte a Fede S., e le ho scritto Miss you, bitch.
Ho costruito una casetta fatta di cuscini a mio fratello - mi sono ricordata degli interi villaggi che ci facevamo da piccoli io e l'altro mio fratello, coi cuscini.
Ho fatto le ombre cinesi con uno dei miei fratelli:
"Guarda, questo è un lupo!", gli ho detto. E ho fatto Auuuuu!
"Sì, è vero!"
"E questa è un'aquila".
Gli ho fatto vedere l'aquila.
"Fai il cavallo".
"..."
Ieri mio padre ha passato la giornata a fare macedonie di frutta, e a portarmele in camera. Me le metteva di fianco, mentre io leggevo, e poi usciva e non diceva niente, per non disturbarmi. Adoro quando fa così. Quando mi porta la frutta che ha tagliato a pezzetti in una ciotola e me la posa di fianco e se ne va in punta di piedi. Come se fosse un segreto solo nostro, un piccolo gesto solo per me.
Voglio fare una doccia fredda. E voglio che l'acqua mi entri nel cervello, per annebbiarmi i ricordi e scivolare nella mia memoria. Anche se ci sono delle cose che non si dimenticano.
Kilian mi ha scritto che gli manco. Glio ho scritto anch'io che mi mancava. Tutto, di lui.

R. C.

domenica 21 agosto 2011

E' possibile slogarsi la mascella masticando una gomma?

Forse per la gente normale no, ma per me sì. Anche se non credo sia veramente slogata. Però fa un male cane lo stesso, giuro.
Questi dieci giorni sono volati, tra tuffi in piscina e nuotate in mare e sole. Tante granite, smalto color crema, passeggiate, fuochi d'artificio. Oh, meravigliosi fuochi d'artificio, il sedici d'agosto. C'era un mucchio di gente radunata sulla spiaggia, e là, avanti, sopra il mare, tutti quei botti e quei colori e quei soffi. Sembravano fiori, proprio, che come boccioli si schiudevano in scintille colorate.
Poi siamo andati in Francia da degli amici francesi. Uno dei figli ha ricevuto per il suo tredicesimo compleanno una carta di credito. No, cioè, una carta di credito. Tredici anni. Carta di credito. 30 euro ogni mese. Che roba! I miei manco mi danno due euro di paghetta alla settimana.
Breccia nel cuore di: Paolo (uno ogni viaggio, me ne sta capitando. Prima o poi vi parlerò anche degli altri). Un marmocchietto di cinque anni che ci provava con me, mi prendeva per mano e mi trascinava in giro per tutta la casa e mi diceva di chinarmi, così lui poteva sussurrarmi un "Ma tu sei troppo bellissima, lo sai?", nell'orecchio. Oppure "Sei più bella anche della mamma, perché hai dei capelli bellissimi". E, permettetemi, se un bimbo mi paragona alla propria madre, dicendo pure che sono meglio, beh, mi si scioglie il cuore.
Tra l'altro ho snocciolato ai miei una serie di motivi per cui non amo andare in vacanza con loro. Al primo posto ci stanno le figuracce che mi fanno fare. Sembra che il loro obbiettivo sia mettermi in imbarazzo a tutti i costi. Ma comunque, alla fine, nelle profondità di me stessa, so che senza di loro non sarebbe lo stesso (anche se non lo ammetterò mai). E non cambia il fatto che non vedo l'ora di evadere da questa rumorosa famiglia di pazzi, vivere da sola, per conto mio, nel mio appartamento, col mio lavoro e la mia vita da maggiorenne, per abbandonare questo fottutissimo guscio da adolescente brufolosa.
Ah, tra l'altro, grazie al sole, non ho più brufoli sulla schiena. O forse sono io che non li vedo.
Comunque trovo che l'aria del mare, con la salsedine eccetera, mi ispiri. Ho scritto una one-shot e alcuni capitoli di una storia. Ho finito matematica. Ho letto cinque libri (alcuni anche abbastanza voluminosi) in sette giorni: E finalmente ti dirò addio, di Lauren Kate; Romeo e Giulietta (e con questo ne manca solo uno da leggere della lista), indovinate di chi?; Il significato segreto dei fiori, di Vanessa Diffenbaugh. In più un libro in francese - di cui devo pure fare il riassunto - che ci ha detto di leggere la prof, e Domeniche da Tiffany, di James Patterson e Gabrielle Charbonnet. Per l'ultimo mi aspettavo qualcosa in più, non per il titolo, ma per la trama, invece lo stile molto molto semplice ha diminuito il gusto della lettura. Ho invece totalmente adorato il primo e il terzo: magnifici. Non parlo poi di Romeo e Giulietta.
E ho visto Kung-fu panda 2 al cinema (spassosissimo!), e Kick Ass, che è demenziale allo stato puro e non m'è piaciuto proprio. Li aggiungerò alla lista.
Ah, preparatevi a dei probabili interminabili post. Se riesco narrerò le mie avventure nelle terre britanniche.
Tra l'altro, sto morendo di caldo. E adoro il melone (quello arancione più degli altri).
Che poi, a ripensarci, la mascella mica si sloga. Quella è la mandibola, no?

R. C.

mercoledì 29 giugno 2011

Ormai siamo agli sgoccioli

Data prevista per la partenza: 2 luglio.
Ore 7.00.
Terminal 1.
Dovrò essere all'aereoporto due ore prima ( h. 5.00), e questo di conseguenza significa partire da casa un'ora prima (h. 4.00) per il tempo che ci mettiamo ad arrivare. Morale? Sveglia alle 3.00! Una follia, proprio.
Al telefono con G., abbiamo fatto una lista di tutta la roba da portare.
Ho finito ormai da un pezzo Red, di Kerstin Gier, e devo dire che mi è piaciuto molto!
Ho anche finito Il giovane Holden di J.D. Salinger, e mi ha deluso abbastanza. Mi aspettavo qualcosa di meglio, sinceramente, dato che è molto, molto conosciuto, è praticamente un classico della letteratura eccetera eccetera. Invece niente, ecco, non mi ha datodetto niente. Il libro era tra la lista dei libri che il mio prof di italiano ci ha dato da leggere. Domani vado in biblioteca a procurarmene altri per il viaggio in  Inghilterra (minimo 5 letture, ha detto il prof).
Finito anche Evermore, di Alyson Noel (coi due puntini sulla "o"). Ed ecco, non ci ho trovato niente di speciale. La solita storia dei due che si conoscono e dopo tre giorni già si baciano, con dietro una storia sovrannaturale abbastanza accettabile, ma già vista. Compresa la storia d'amore, oltretutto. Troppo vista (=leggasi Stephenie Meyer).
Poi, uhm, vediamo. In questi giorni ho visto Notte folle a Manhattan, una commedia molto divertente e leggera. E anche Il diario della tata, anche questo molto carino. Visto anche The secret window, con Johnny Depp e il suo immortale fascino *sbava*. Okay, mi riprendo. Il film è un thriller psicologico, che ho trovato interessante e avvincente (madonna, che paroloni da critica cinematografica. Okay, non è vero).
Aggiornata la lista dei film dell'estate duemilaundici.
Di Red, comunque, pretendo di comprare il seguito - dovrebbe essere una trilogia, a quanto ho capito.
Credo sia tutto. Queste erano le ultime news dalla parte più intelletuale e appassionata di Cherry.
Ah, e la giornata in piscina non è andata male come credevo, anzi. Ci siamo divertite un sacco, ci siamo abbronzate, ci siamo spruzzate. C'erano un sacco di marmocchi dei vari oratori e centri estivi. Siamo salite sugli scivoli ad acqua, dove si andava anche abbastanza veloci, e mentre scendevo il pezzo di sotto del mio costume è diventato una specie di perizoma e mi si infilato tra le chiappe.
Ora, comunque, le mie guance sono rosse (no, non sono arrossita o roba così, è colpa del sole).

R. C.

lunedì 20 giugno 2011

Film - estate 2o11:

1. Premonitions
2. The last song
3. Salt
4. X-Men, le origini
5. Salt
6. La città incantata
7. Source Code
8. The secret window
9. Notte folle a Manhattan
10. Il diario della tata
11. Transformers 3
12. Easy girl - easy A
13. Batman the Dark Knight
14. I segreti di Brokeback Mountain
15. Kick Ass
16. Kung-fu Panda 2
17. Parto col folle
18. Licenza di matrimonio
19. Nowhere boy
20. Funny games
21. The prestige
22. La custode di mia sorella
23. Il cigno nero
24. Scoop

Dato che nel post precedente ho parlato di film, ecco qua la lista dei film che ho visto dall'inizio delle vacanze estive. Ne avevo fatta una anche per l'estate del 2010. Magari metterò qui anche quella.
Poi avrei anche intenzione di finire di vedere la saga di X-Men, che mi sembra una roba figa. Io personalmente sono rimasta incantata da La città incantata (avete capito il gioco di parole? Ahah. No), che è una specie di cartone animato/anime giapponese, che ha vinto tipo l'oscar per le animazioni. A me piacciono le cose di questo tipo, quindi l'ho adorato e mi sa che me lo rivedrò. Un giorno.
E magari quando ne vedrò altri aggiornerò la lista.

Altri film nel mio programma:
- Le pagine della nostra vita
- 500 giorni insieme
- Un amore all'improvviso
- Hanna
- Donnie Darko
- One day
Magari provate a guardarvi qualche trailer, sembrano carini.
Bye,
Cherry

Che poi la bionda si fa sempre il più figo della scuola

Come succede nei film, ecco. Cioè, una rabbia!
C'è quella timida, bella e carina, tanto gentile, che fa colpo sul ragazzaccio stronzo, e ovviamente lo addolcisce. Allora lui cambia in tutto e per tutto per lei, solo per lei. Tipo che si conoscono da una settimana e già si dicono ti amo; che loro due ovviamente si ritrovano in situazioni totalmente romantiche, si baciano e tutto quanto. Poi magari qualcuno aggredisce la ragazza, e allora il suo amato va lì a proteggerla, stende tutti con una mano, mentre con l'altra intanto si pettina i capelli per farsi bello, ché ovviamente non è che dopo uno scontro di quel tipo lui può essere in disordine e via discorrendo.
E alla fine loro due vivono una vita bella e piena e felice, e quando sono adolescenti non hanno manco un brufolo, e quando crescono si sposano e hanno un sacco di bambini che non fanno la cacca e non vomitano in giro per la loro bella casa, enorme e con piscina sul retro.
Io mi chiedo perchè. Perchè ci sia tutta questa finizione, insomma; è anche bello guardarli vivere quelle loro belle vite felici, ti mette serenità e tutto, ma è tanto finto.
Che magari poi una come me, o come chiunque altro, s'illude di poter trovare l'amore dietro l'angolo, s'illude e basta. Pensa che tutto potrebbe essere facile, insomma, che tutto sarà bello e sgargiante, che quelli dei film non hanno mai un problema uno. Si pensa che anche noi forse un giorno potremo essere favolosi come quelli.
Qualche giorno fa guardavo The last song, che alla fine anche se c'è Miley Cyrus che recita non è poi tanto male come film (o almeno la parte finale, che è pure commovente) ed è tratto da un romanzo di Nicholas Sparks (come diciamo io e Fede S., uno degli scrittori più malinconici e drammatici del mondo, che le sue storie finiscono sempre in modo tragico). E ecco, era così pieno zuppo di clichè, madonna! Una cosa terribile. Colpo di fulmine del ragazzo, lui che ronza intorno a lei, lei che si fa desiderare e via discorrendo, e dopo due giorni già sono lì a slinguazzarsi e robe varie. E ovviamente per lui, lei è quella diversa dalle altre. E lui è quello che lei aspettava da sempre. Certo, come no. Era una roba così piena di zucchero e stereotipi e finzione che mi stavano venendo le carie e tutte quelle altre cose che vengono a vedere film del genere. E mi hanno anche un po' depressa, quei due, perchè io mica ho una vita sentimentale sviluppata o altro, come loro. Perchè io sono quella normalissima ed anonima ragazzina, mentre loro devono essere quelli wow, quelli strabelli e supertirati. Dove lui è bello, biondo, alto e muscoloso come non so che cosa; lei fa quella dura, no?, quella molto fuck yeah, diciamo, quella a cui tutti cadono ai piedi eccetera.
Ma tralasciando questo lato.
Io adoro guardare film, non farei altro (insieme a leggere libri e ascoltare musica), perchè ti trascinano in mondi diversi, situazioni e cose che non ti riguardano.
Però ecco, alcuni sono proprio al limite della... non so che cosa. Della finzione, e tutto il resto. Sono surreali, finti, finti, finti.
Che ne so, prendiamo ad esempio i film d'azione. I casi, solitamente, sono tre: o c'è l'eroina sexy che sa correre per duecento chilometri sui tacchi, e quando se li leva i suoi piedi mica sanguinano o altro, no, quelli sono morbidi e lisci, non hanno vesciche e non puzzano! Oppure c'è l'eroe maschile, quello bello pieno di muscoli, magari pure orfano e con una triste storia alle spalle, che abbandona tutto per salvare il mondo. O ancora, c'è la coppia, che si odia e si ama, non si capisce bene, e a cui sempre, alla fine, scappano uno o più baci, e magari finiscono pure a letto insieme quando hanno finito di salvare New York o chessò io da un'enorme minaccia di qualunque tipo. E i protagonisti sono spie segrete della CIA, oppure anche se non hanno mai toccato un'arma in vita loro, quando lo fanno ovviamente riescono ad uccidere i loro aggressori. E corrono da morire, si tuffano dai grattacieli e non muoiono e non si rompono niente. Saltano da una macchina all'altra, sparano di qua e di là e nel frattempo c'è sempre qualcuno che si è perdutamente innamorato di loro. E fanno avventure fantastiche, rincorrono i cattivi, fanno acrobazie che sfiorano il sovrannaturale e poi, alla fine, non sono sudati! E quando si tuffa in acqua il trucco della donna non cola! E i capelli non si scompigliano, e a nessuno scappa mai la cacca.
Ma a parte questo, forse amiamo tanto i film proprio per questi motivi. Perchè ci fanno sognare e sperare e tutta quella roba là. Però tanto non ci succederanno mai tutte quelle cose strafighe che succedono a quelli dei film, quindi mi sa che è meglio se ci mettiamo l'anima in pace, eh?
Ieri, o meglio, oggi, o ancora meglio, 'stanotte, mi sono messa a guardare un film a mezzanotte e mezza. Ero a letto alle 3 meno un quarto, e mi sa che sono un po' malata a fare 'ste cose. Forse è malsano o chessò io.
Come al solito ho blaterato troppo, ma amen.
I'm back!

C.