A parte il fatto che questo caldo mi sta sciogliendo i pochi neuroni che mi rimangono, questi giorni sono stati strani.
Sono state ore su ore su ore, e basta. Ho concluso poco e niente. Nel week-end mia madre ci ha portati tutti a fare una gita di famiglia, e siamo andati nell'estremo nord della regione, e poi in Svizzera, e abbiamo visto dei posti davvero (fidatevi) meravigliosi. Tipo ambientazioni da film.
Per il resto... il nulla, ecco. L'oblio. Qualche giorno ho scritto tanto, qualche giorno non ho manco aperto Word.
Mi sono fissata con Dawson's Creek (ogni estate, ormai, mi fisso con una serie tv diversa), e non faccio altro che guardare le puntate su YouTube. Stavo pensando che dovrei riprendere a vedere le puntate di Skins e di Heroes.
Qualche giorno sono stata al computer, qualche giorno ho letto. Ho oziato dalla mattina alla sera. Qualche volta mi sono messa sul letto dei miei, al buio, col ventilatore davanti alla faccia, a fare un'emerita minchia e a ripetermi quanto fossi inutile al mondo in quel modo.
Il punto è che non riesco a trovare nulla che mi appassioni sul serio: nessun libro, nessuna cosa da fare a parte stare a friggersi il cervello davanti alla tele o al pc. Mi sto friggendo tutta, ecco. E poi mangio un sacco di ghiaccioli e frutta. E schifezze, sì. E non ho avuto voglia di scrivere sul blog. Non ho avuto voglia di fare niente; forse è il caldo.
Ho preparato un programma di studio per i miei compiti, ma non è che io lo stia seguendo come dovrei. Mi rompo le palle, e mi lamento perché mi rompo le palle, anche se avrei delle cose da fare, oltre ad ascoltare musica stesa sul letto davanti al ventilatore.
Ho fatto sogni lunghissimi e strani, ho dormito un sacco di ore a notte, ho guardato Real Time. Ho fatto il bucato. Ho lavato i piatti. Ho fatto la Cheesecake con mio padre. Ho ammazzato un sacco di zanzare, quello sì. Oppure ho imprecato contro la loro esistenza.
Ho messo il poster di Bruce Springsteen sul muro di camera mia, così tutti quelli che entreranno sapranno che ne vado matta, di Bruce. E qualche volta vorrei chiamarlo e chiedergli di sedersi sulla mia scrivania a cantarmi una canzone. E ce lo immagino, sì, lui che viene e si siede e pizzica le corde della chitarra e io che lo ascolto seduta per terra a gambe incrociate sperando che il momento non finisca troppo presto.
Un pomeriggio sono andata da Fede S., e abbiamo visto un film e abbiamo mangiato ghiaccioli alla menta, poi abbiamo ufficialmente istituito la serata-film. Abbiamo deciso che una volta al mese io andrò da lei e ci guarderemo un film da brave cinefile che siamo e ci lasceremo alle spalle la nostra praticamente inesistente vita sociale: saremo noi due sole, in taverna, sul divano, a luci spente.
Ho sentito L. al telefono. Vorrei sentire anche M., uno di questi giorni.
Oggi sono andata da Y. ad aiutarla a studiare, perché quello stronzo del prof di italiano le ha dato il debito e a settembre ha gli esami ed è in alto mare. Mi sento davvero fortunata, pensando che io, di esami da dare, non ne ho.
Domani (cioè oggi) esco con le ragazze che sono rimaste qua, tra 3 giorni parto per il Marocco e ciao belli.
Mancano 14 giorni all'inizio di settembre. Non è possibile!
Hi Chère.
RispondiEliminahttp://pescefuordaria.blogspot.com/2012/08/stranezze-con-una-lunga-premessa.html
Insomma, non volevo che venissi a saperlo per vie traverse.
A presto ;)
ps.: a proposito, chi è che non ha risposto all'ultima mail? Tu o io?