E ho capito che ce l'avevo fatta. Che avevo superato il test.
Ci sono delle cose che non ho detto. Ci sono tante cose di cui non ho mai scritto né di cui intendo parlare, in realtà; sono anche brava, a non far sospettare di nulla gli altri (né voi), che invece pensano di conoscere ogni cosa di me. Beh, miei cari, non è vero. Ci sono cose a cui non voglio nemmeno ripensare; cose che potrei essermi lasciata alle spalle, oppure no. Ma alla fine è giusto così: ognuno ha i suoi segreti, no?
Comunque, non sono qui per parlare di questo, ma per aggiornarvi del fatto che ho cambiato squadra. Ebbene sì! So che potrebbe non risultare come una notizia così sorprendente; insomma, si cambiano le vite, gli amanti, le città, le scuole, le passioni... io ho cambiato squadra, e per me è stato un cambiamento importante - anche un po' traumatico, a dire il vero.
La mia ex società di pallavolo ha avuto casini, e alla fine ci siamo ritrovate senza allenatore - vi parlo di maggio, a dire il vero. Già, perché sono qui a scriverne solo ora? -, completamente abbandonate a noi stesse, ma insieme. Poi è arrivato un altro allenatore, un tipetto tondo e più donna di me, gente; uno proprio forte! Lui mi ha proposto di seguirlo, a settembre, in un'altra società - sapeva che la nostra stava praticamente fallendo -, dicendomi che avrei dovuto dimostrare quanto valgo veramente, ma che ne sarei stata all'altezza. Che potrei arrivare lontano, ecco, e questo mi ha riempita di gioia.
Poi le cose cambiano: passa l'estate, arriva settembre, la squadra si scioglie. Qualcuna molla del tutto, qualcuna trova altri posti dove andare. Per me, però, quei posti non sono abbastanza. Decido di non andare con l'allenatore per vari motivi. Faccio allenamenti di prova in varie società, e poi trovo quella che potrebbe andare bene per me. Quella in cui si lavora sodo e ci si fa il culo, ma che so non diventerà pesante al punto di stressarmi. Trovo qualcosa che valga la pena di iniziare, e mi ci butto a capofitto.
Ci sono stati momenti di profondo sconforto, lo ammetto; momenti in cui mi sono sentita così sola, completamente sola - non c'è più la mia squadra; sono il capitano di nessuno; dov'è il mio vecchio allenatore? Quello che era il mio secondo padre? Ce la farò? No che non ce la farò, sono una nullità, non valgo niente, sono sola in mezzo a tante ragazze di cui non conosco il nome - da aver quasi sfiorato il desiderio di smettere di giocare. Io? Mai!
Poi mi son detta S., tira fuori le palle, per dio. Gli allenamenti sono sfiancanti: ieri sera sono tornata a casa con le nocche mani rosse e le dita gonfie tipo salsicciotti - avevano raggiunto il doppio delle loro dimensioni normali, ecco -, le braccia doloranti - "Mamma, secondo me domani mi alzo dal letto e trovo che il mio braccio s'è staccato durante la notte!" -, le gambe molli e le ginocchia che tremavano. Scommetto che in questi giorni mi spunteranno lividi dappertutto, ma non m'importa.
Ieri sera ho dato il meglio di me stessa, anche quando credevo che sarei svenuta, anche quando mi mancava il fiato nei polmoni manco avessi l'asma. Ieri sera ho dato il meglio, ho corso e saltato, ho imparato in fretta, mi sono sbucciata le nocche. Ieri sera le ragazze mi hanno detto brava, mi hanno battuto il cinque e mi hanno incitata. Ieri sera lui, il mio nuovo allenatore, mi ha risposto: "No, resti con noi". E dentro sono scoppiata di gioia, anche se il mio corpo era tutto un acciacco.
Ieri sera sono tornata a casa e mi sono fatta la doccia calda; mi sono presa cura del mio corpo, e ho spalmato creme sui punti in cui i muscoli tiravano di più. Stamattina mi sono svegliata e le mani avevano ripreso le loro normali dimensioni, e il braccio era ancora attaccato alla spalla.
Voglio che mi dicano brava ancora e ancora, e farò di tutto per dimostrare con chi hanno a che fare. Mi farò nuove amiche e nuovi muscoli, e mi farò il culo, cazzo, lavorerò sodo, e mi rialzerò sempre dopo ogni tuffo per recuperare la palla. Ci sputerò anche il sangue, in quella palestra, se ce ne sarà bisogno. Ci saranno momenti bui, in cui avrò voglia di mandare tutto a fanculo; piangerò minuti interi, ma poi tornerò in campo. Più forte di prima, ecco come sarò.
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