ero piccina picciò, e lei mi portava sul seggiolino di dietro.
Vagabondavamo per il quartiere, e mi ricordo di un mucchio di cose gialle, piene di luce.
Mi divertivo ad aprire la bocca e mangiare il vento. Mi sentivo un uragano, e mi sembrava di correre forte, coi ricci corti che ballavano.
Pochi anni dopo correvo in lacrime da scuola fino a casa, e tremavo sul piatto di pasta al pesto con le guance bagnate.
Pochi anni dopo giravo per le campagne con L., e facevamo i picnic vicino ai canali. C'era il cielo luminoso e ridevamo come matte.
Pochi anni dopo mi guardavo allo specchio del bagno; ero nuda e il vapore caldo della doccia riempiva la stanza. Mi guardavo il corpo senza vestiti e vedevo ch'ero un'altra.
Pochi anni dopo ricevevo un messaggio; era mattino presto, ero in una casa che non era la mia, e piangevo tra le lenzuola, soffocando i singhiozzi.
Pochi anni dopo ero in Duomo con le ragazze, e un ragazzo senegalese mi vendeva un braccialetto colorato e mi chiedeva di sposarmi con lui. Io gli sorridevo e gli rispondevo ch'era troppo vecchio per me.
Pochi mesi dopo ero a un matrimonio, a Roma, ed era il primo matrimonio della mia vita. Ballavo con mio padre canzoni degli anni '50, e lui mi faceva girare come una trottola. Ero dentro al vestito verde, con la calzamaglia bucata e il rossetto scomparso. Quella sera parlavo in francese con un ragazzo francese, di Parigi, e ci guardavamo negli occhi senza imbarazzo.
Poche settimane dopo eccomi qui, con la pioggia tic tic, il tempo tic tic, il cuore tic tic.
Secondo Eraclito - lo stiamo facendo ora, domani c'interroga - l'essere è il divenire e la realtà è in continuo movimento.
Una vita è fatta di pochi istanti, pochi momenti, che bum, ti scoppiano dentro.
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