giovedì 21 febbraio 2013

La giornata di oggi era una merda ancor prima di cominciare.

Svegliarsi alle 3 di notte per il mal di pancia da ciclo non è proprio il massimo. Neanche avere la nausea e sentirsi malata. Soprattutto non lo è alzarsi dal letto, recuperare tutta la propria forza di volontà e vestirsi. Piano, che le ovaie son stronze e non ci lasciano in pace. Non è assolutamente il massimo uscire di casa e scoprire che nevica. Insultare il mondo e se stesse, camminare, bagnarsi i piedi perché ovviamente hai messo le scarpe di tela, idiota, prendere i mezzi, arrivare a scuola alle terza ora perché più presto non ce la facevi, seguire una pallosa lezione di francese, altre due ore di inglese, cristo, ma quando la smette di lamentarsi, quella tipa? Guardare fuori la neve che cade in maniera strana, tipo palline di polistirolo. Non attacca. Compiacersi del proprio 9 in inglese (mai capitato prima!) ed essere consapevoli della botta di culo, ma tant'è. Francese con la madrelingua, i francesi sono sempre i migliori, certo! Ma quando la smette di ripetere la stessa pappardella? Poi scienze, e, ovviamente, ti becca e ti fa le domande su come funziona la circolazione sanguigna e altre menate e tu non sai rispondere perché sei una cogliona e non hai aperto libro e, strano, S. che non ha studiato? Ma vaffanculo, che neanche lei, prof, sa le cose; altrimenti non leggerebbe mica dal libro, mentre spiega (sì, prof, ce ne siamo accorti, mi spiace). Poi ti chiedi chi diavolo te l'ha fatto fare. Ma che cazzo, ma starsene a casa no, eh? Dovevo proprio rovinarmi la giornata. Il mio cervello c'ha i buchi.
Beh, fatto sta che mentre stavo in autobus raggomitolata su me stessa ero lì a pensare alle miliardi di donne che hanno sofferto e hanno avuto figli e sono cresciute, invecchiate, hanno sopportato, hanno fatto finta di niente, sono state tradite, hanno lottato, sono state picchiate, uccise, violentate, perseguitate, usate. Quelle che sono scappate e quelle che sono rimaste, quelle che sono diventate importanti, quelle che hanno fatto strada per aver mostrato il cervello e non le tette, che si sono fatte il culo, quelle che hanno portato il cambiamento, quelle fedeli; sono loro, quelle con le palle, lasciatemelo dire. Non tutte. Donne, donne, donne. Chi ha aspettato gli uomini, quando erano in guerra? Chi ha curato le loro ferite? Chi ha tenuto le case calde? Chi ha dato la vita, chi preparato le cene, chi si è preoccupato per i bambini? Chi ha preso in mano fabbriche e botteghe, quando gli uomini non c'erano? Chi ha imparato a svolgere i lavori degli uomini? Le donne indossano i pantaloni e le gonne, gli uomini solo i pantaloni (lavati dalle donne); insomma, le donne possono ormai far girare il mondo da sole. Sono in gamba. Mi sento talmente minuscola.
Che pomeriggio del cazzo.

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