grazie.
Sei l'unica che ho voglia di ascoltare nei momenti più bui, quando la sola cosa che mi piacerebbe fare sarebbe chiudermi in un cassetto e non uscire più per un bel po'.
Grazie perché ci sei sempre stata, ecco - che roba smielata, ma giuro che è così -. Ci sei quando, ogni estate, devo sopportare due ore e mezzo di macchina per arrivare al mare, coi fratelli che si menano e urlano e tutto il resto; con le strade che fanno le curve e mi vien la nausea; con il profumo fresco di spiaggia e sole che è sempre quello da sempre, e che per questo ho imparato a riconoscere e amare. Come tornare indietro, ogni volta.
Ci sei quando prenderei a cazzotti il mondo, e quando non trovo le forze. Ci sei nei bei momenti e in quelli meno belli; ci sei dopo una giornata pesante o un allenamento sfiancante quando crollo coi muscoli a pezzi. Ci sei negli interminabili viaggi di andata e ritorno da scuola. Ci sei quando mio padre accende lo stereo, qualche volta, la sera, e ti sentiamo volteggiare in tutta la casa.
Musica cara, sei un po' come un'amica. Mi hai fatto commuovere e pensare, ma anche ridere e sognare. Mi piaci perché spesso racconti storie, e, a me, le storie piacciono da impazzire.
Ci sei quando, prima di una partita, mi carichi e mi dai energia. Ci sei quando non c'è nessun altro, e siamo solo io e te. Ci sei quando la casa è vuota e mi metto a ballare con le gonne lunghe rubate nell'armadio di mia madre. Ci sei quando piove e mi rifugio sotto le coperte ad ascoltare il rumore delle gocce d'acqua sui vetri.
Sei la compagna di viaggio perfetta, perché mi cammini a fianco senza stancarti o lamentarti, perché rispetti i miei silenzi e le mie lacrime, e non fai domande inutili. Che viaggio, dici? Il mio viaggio, cara musica; quello che inizio ogni mattina e che sembra non finire mai, perché ogni giorno è una nuova tappa (ci sei anche quando non ho voglia di affrontarle, queste infinite tappe). Sei la mia colonna sonora, ed è bello perché mi cresci a fianco, e cambi col mio cambiare. Ti evolvi con me, i miei gusti e la mia personalità, ecco: io e te ci plasmiamo a vicenda, una sopra l'altra.
Ogni brano segna un periodo della mia brevissima vita, e tu hai la capacità di riportarmi un mucchio di ricordi e sensazioni alla mente. Grazie anche per questo, perché dimentichiamo troppo spesso momenti importanti.
Ci sei alle feste, ai matrimoni, ai compleanni; perché tu, musica, fai allegre le persone. Le fai ballare, cantare e suonare, e le tieni insieme, da un'enormità di secoli! Sei un po' una colla per esseri umani - appiccichi anche i sorrisi sulla faccia della gente, qualche volta.
Ci sei quando, in Marocco, io e i miei cugini ci mettiamo sdraiati in terrazzo a guardare le stelle e ridiamo e parliamo a bassa voce.
E grazie perché riesci a spegnere, per un po', questo mondo caotico in cui vivo.
Ci sei quando mia madre fa la predica, e allora vedo solo le sue labbra che si muovono senza udire alcuna parola. E unisci persone diverse (e, soprattutto, rompi ghiacci e silenzi imbarazzanti "Ehm... che musica ascolti?" "Questa." "Oh, anch'io!" "Allora d'ora in poi saremo bff forevah").
Ci sei quando fa buio e torno a casa a piedi, col freddo, e riesci a confortarmi.
E poi sei davvero meravigliosa, perché certe volte sei l'unica a farmi dediche (I could lie awake just to hear you breathing (...) And I just wanna stay with you*) o complimenti (You look so beautiful today...**)! Cazzo, grazie.
Mi hai salvata,
una tua ammiratrice.
* "I don't wanna miss a thing", Aerosmith.
** "I can wait forever", Simple Plan.
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