martedì 12 marzo 2013

Cara musica,

grazie.
Sei l'unica che ho voglia di ascoltare nei momenti più bui, quando la sola cosa che mi piacerebbe fare sarebbe chiudermi in un cassetto e non uscire più per un bel po'.
Grazie perché ci sei sempre stata, ecco - che roba smielata, ma giuro che è così -. Ci sei quando, ogni estate, devo sopportare due ore e mezzo di macchina per arrivare al mare, coi fratelli che si menano e urlano e tutto il resto; con le strade che fanno le curve e mi vien la nausea; con il profumo fresco di spiaggia e sole che è sempre quello da sempre, e che per questo ho imparato a riconoscere e amare. Come tornare indietro, ogni volta.
Ci sei quando prenderei a cazzotti il mondo, e quando non trovo le forze. Ci sei nei bei momenti e in quelli meno belli; ci sei dopo una giornata pesante o un allenamento sfiancante quando crollo coi muscoli a pezzi. Ci sei negli interminabili viaggi di andata e ritorno da scuola. Ci sei quando mio padre accende lo stereo, qualche volta, la sera, e ti sentiamo volteggiare in tutta la casa.
Musica cara, sei un po' come un'amica. Mi hai fatto commuovere e pensare, ma anche ridere e sognare. Mi piaci perché spesso racconti storie, e, a me, le storie piacciono da impazzire.
Ci sei quando, prima di una partita, mi carichi e mi dai energia. Ci sei quando non c'è nessun altro, e siamo solo io e te. Ci sei quando la casa è vuota e mi metto a ballare con le gonne lunghe rubate nell'armadio di mia madre. Ci sei quando piove e mi rifugio sotto le coperte ad ascoltare il rumore delle gocce d'acqua sui vetri.
Sei la compagna di viaggio perfetta, perché mi cammini a fianco senza stancarti o lamentarti, perché rispetti i miei silenzi e le mie lacrime, e non fai domande inutili. Che viaggio, dici? Il mio viaggio, cara musica; quello che inizio ogni mattina e che sembra non finire mai, perché ogni giorno è una nuova tappa (ci sei anche quando non ho voglia di affrontarle, queste infinite tappe). Sei la mia colonna sonora, ed è bello perché mi cresci a fianco, e cambi col mio cambiare. Ti evolvi con me, i miei gusti e la mia personalità, ecco: io e te ci plasmiamo a vicenda, una sopra l'altra.
Ogni brano segna un periodo della mia brevissima vita, e tu hai la capacità di riportarmi un mucchio di ricordi e sensazioni alla mente. Grazie anche per questo, perché dimentichiamo troppo spesso momenti importanti. 
Ci sei alle feste, ai matrimoni, ai compleanni; perché tu, musica, fai allegre le persone. Le fai ballare, cantare e suonare, e le tieni insieme, da un'enormità di secoli! Sei un po' una colla per esseri umani - appiccichi anche i sorrisi sulla faccia della gente, qualche volta.
Ci sei quando, in Marocco, io e i miei cugini ci mettiamo sdraiati in terrazzo a guardare le stelle e ridiamo e parliamo a bassa voce.
E grazie perché riesci a spegnere, per un po', questo mondo caotico in cui vivo.

Ci sei quando mia madre fa la predica, e allora vedo solo le sue labbra che si muovono senza udire alcuna parola. E unisci persone diverse (e, soprattutto, rompi ghiacci e silenzi imbarazzanti "Ehm... che musica ascolti?" "Questa." "Oh, anch'io!" "Allora d'ora in poi saremo bff forevah").
Ci sei quando fa buio e torno a casa a piedi, col freddo, e riesci a confortarmi.
E poi sei davvero meravigliosa, perché certe volte sei l'unica a farmi dediche (I could lie awake just to hear you breathing (...) And I just wanna stay with you*) o complimenti (You look so beautiful today...**)! Cazzo, grazie.

Mi hai salvata,
una tua ammiratrice.

* "I don't wanna miss a thing", Aerosmith.
** "I can wait forever", Simple Plan.

Nessun commento:

Posta un commento