di fissare in forme stabili e determinate, dentro e fuori di noi, perché noi stessi più siamo forme fissate, forme che si muovono in mezzo ad altre immobili, e che però possono seguire il flusso della vita fino a tanto che, irrigidendosi man mano, il movimento, già a poco a poco rallentato, non cessi del tutto. E le forme in cui cerchiamo d'arrestare, di fissare in noi questo flusso continuo, sono i concetti, sono gl'ideali a cui vorremmo serbarci coerenti e fedeli, tutte le finzioni che ci creiamo, le condizioni, lo stato in cui tendiamo a stabilirci. Ma dentro di noi, in ciò che comunemente chiamiamo anima e che è la vita in noi, il flusso continua, indistinto, sotto gli argini, oltre i limiti che noi imponiamo, per comporci una coscienza, per costruirci una personalità. E in certi momenti tempestosi, investite dal flusso, tutte quelle nostre forme fittizie crollano miseramente; e anche quello che non scorre sotto gli argini e oltre i limiti, ma che si scopre a noi distinto e che noi abbiamo con cura incanalato nei nostri affetti, nei doveri che ci siamo imposti, nelle abitudini che ci siamo tracciate, in certi momenti di piena straripa e sconvolge tutto."
(Pirandello, "Umorismo")
La genialità, signori.
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