Pensate ai tanti libri delle biblioteche, quelle belle dove si respirano storie e parole. E la vedete, lì, nell'angolo? C'è la bibliotecaria. Lei è la guardiana dei libri, sapete? Vi tiene d'occhio.
Comunque andate un po' più avanti, verso quegli scaffali scuri lungo la parete. Sì, proprio lì. Curiosate in giro, dai. Non siate timidi; le biblioteche sono gentili con voi, se vi comportate bene. Basta fare un po' di silenzio.
Allungate la mano. Bravi, così. Avete trovato il libro che cercavate?
Ecco, se quello che avete in mano è un libricino col titolo che recita Rosso ciliegia, allora avrete trovato il mio diario. Quello segreto, ma non poi così tanto, perchè potete leggerlo tutti, se vi va. Anche solo per darci un'occhiata.
Vedete, questo blog è proprio il diario di una sconosciuta, quello che avete trovato. Voglio essere un libro che ha ancora delle pagine bianche, che ancora devono essere scritte, perchè vivo e scrivo giorno per giorno, e voglio che i miei pensieri e i miei sospiri e le mie lacrime restino qui, tra questi fogli. Questo è il libro della mia vita, sì, qualcosa del genere.
Per questo ho scelto questo nuovo sfondo.
Perchè questo mio blog è uno dei tanti libri che potete trovare tra gli scaffali di Internet, è uno dei tanti di cui potrete sfogliare le sue pagine virtuali.
Non mi andava più di fare il blog tutto blu. La scritta Rosso ciliegia è rimasta rossa, più o meno, ma è cambiata un filino e le pagine non sono più rosso chiaro ma bianche, come quelle dei libri veri, e le scritte sono nere, sono classiche.
Che alla fine, tutto questo per dirvi cosa? Che ho cambiato lo stile del blog.
Beh, sì, ho il cervello quadrato.
Comunque oggi, io, Fede S. e G. abbiamo consegnato i moduli all'ufficio viaggi della scuola (perchè ha un ufficio viaggi, la nostra scuola. Cioè, proprio figa, la nostra scuola, vero? Neanche un po'): andiamo a Torbay, in Inghilterra.
Per Irlanda e Londra non c'erano più posti, peccato. Però non è un problema, sono sicura che sarà uno spasso anche a Torbay! C'è pure il mare, lì. Altro che Milano, lì si che spaccano (aehm, no).
Però sarà bello, sì. Usciremo di sera, io e Fede S., e andremo alla spiaggia e guarderemo le stelle e il cielo e sentiremo le onde e la sabbia umida sotto i piedi.
Ora vado a studiare e la smetto di fantasticare, perchè la mia scuola certe volte è proprio uno schifo. Lo dico, io.
Cabum!,
R. Cherry
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