mercoledì 16 marzo 2011

Cade, cade bumbum.

La pioggia cade bumbum.
Sui vetri bumbum; con ritmo bumbum.

Dopo scuola mi sono fermata in piazza a prendere un pezzo di pizza, così, per farmi un regalo. Perchè sto studiando bene da brava ragazza e ce la sto mettendo tutta - sul serio. In ogni cosa che faccio.
Perchè cerco di essere positiva, ché le persone positive sono belle proprio. In realtà non m'interessa, essere bella, ma almeno ci provo.
E ho preso il trancio e me lo sono mangiata mentre camminavo verso casa, sotto la pioggia, senza ombrello né cappuccio, come al solito, mentre mi si bagnava la faccia e pure la pizza e cercavo di stare in equilibrio sul bordo del marciapiede e le automobili mi sfrecciavano affianco.
Devo comprare il libro che ci ha chiesto di leggere il prof di italiano, è una raccolta di racconti di Buzzati, che mi piace come scrive. Uno di questi giorni vado in biblioteca, che lì ci sono i libri che profumano di storie.
E vorrei andare avanti a vedere un'altra puntata di Settimo Cielo, ma tra dieci minuti me ne vado a casa di M., perchè io e lei e L. vogliamo stare un po' insieme, strette nel letto, a mangiare fagottini ripieni di nutella, e chissenefrega dei brufoli, mentre fuori c'è freddo ed è tutto bagnato.
E ora me ne vado e mi rimetto la giacca e le scarpe di tela - che io mica mi metto le scarpe pesanti o gli stivali, con la pioggia, quando mai - che hanno le stringhe blu tutte umide ed esco di nuovo e mi piglio tutte le lacrime del cielo sulla testa.

Au revoir,
Cherry

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