giovedì 26 maggio 2011

Pioggia e caldo, libri che profumano di passato, musica così

Oggi, in classe, sarà stata la quarta o la quinta ora, pioveva. Poco, eh, proprio pochino, ma finalmente l'aria s'è rinfrescata un po'. E c'era davvero profumo di pioggia, lo sentivo nell'aria e mi sa che m'ha fatto pure bene al cervello.
Solo che poi è tornato il caldo, tantissimo caldo, e pure ora ce l'ho tra i polmoni. Okay che siamo a fine maggio, ma non mi sembra molto normale. No?
Ho riletto alcune pagine di libri che ho letto parecchio tempo fa. Tanti bei ricordi, senza dubbio. E anche un sacco di emozioni, sul serio, un sacco di sorrisi a ricordare i periodi in cui avevo quelle righe che scorrevano sotto agli occhi e le mani che sfogliavano a sfogliavano.
Certe volte mi viene voglia di tornare indietro. Oppure scorrere in avanti. Certe volte mi viene voglia d'essere già cresciuta, di essere già una donna in carriera e vedere come ci si sente ad essere madre e moglie.
L'altro giorno ho sognato A. Dovevamo uscire insieme in un posto stranissimo di Milano, solo che quando ci siamo finalmente parlati, mia madre m'ha svegliata e io mi sono dovuta costringere ad alzarmi e ad andare a scuola. Che poi pensavo che io non sono per niente una tipa che mescola amore o sentimenti allo studio eccetera. Però mi piacerebbe, credo di sì. Essere una un po' con la testa tra le nuvole, persa nel suo mondo. Un po' come C., che sta in classe mia e l'anno prossimo non ci sarà più e mi mancherà da morire.
Ma comunque proprio qualche giorno fa papà mi ha fatto un discorso che non finiva più, sul fatto di andare bene a scuola e in futuro al lavoro senza mischiarci insieme i sentimenti. Un suo amico ha avuto dei problemi ed è andato in depressione, ma non quella che intendo io quando dico "Oddio, 'sta roba mi deprime". Quella che intendo io è molto, molto leggera; quella dell'amico di papà tutto il contrario. Ha perso la compagna e il lavoro. E' strano pensare che gli adulti abbiano così tanti problemi. Non so perchè, ma a me danno sempre l'impressione di essere tanto rilassati e  tranquilli, e certe volte credo pure di invidiarli perchè io invece mi sento un completo schifo. Però poi penso che alla fine non è così, che tutti hanno un sacco di problemi; gli adulti mi sa anche più di noi, solo che non lo dicono.
Credo di aver perso il filo del discorso... comunque, sì, io diciamo che sono una molto razionale. Ne avevamo parlato, in classe, nell'ora di religione. La prof aveva chiesto secondo voi è possibile separare l'amore dallo studio? E tutti avevano scosso la testa e detto nono, ed erano convintissimi. Io non ho detto niente per non fare quella diversa, e comunque non mi andava nemmeno, ma proprio mi viene normale pensare allo studio quando devo pensarci, e pensare ad A. quando mi entra in testa. Forse è perchè non sono abbastanza innamorata. Forse non è affatto vero che questo è amore, forse tutti gli altri in classe mia l'hanno provato sul serio, cosa vuol dire, e io ancora no. Forse sono solo la solita sfigata che arriva sempre in ritardo su tutto.
E poi, L. comincia a darmi seriamente sui nervi. Che ieri che ci siamo viste con M. era particolarmente stronza, più del solito ecco, non posso negare che pure le altre volte non lo sia. Quando le va, però, sì. Comunque lo ero pure io, e in realtà ci sono uscita solo per far loro un favore, ammettiamolo. Sì, dai, scriviamolo chiaro e tondo: non c'avevo voglia. Punto. Ma a parte questo. In realtà non è nemmeno la prima volta che mi capita, sarà che sono pigra e tutto il resto. Quindi ecco, sono uscita con loro, e L. mi ha detto qualcosa come 3 volte "Oddio, S., come sei strana oggi!".
E io ero lì che dicevo "Ma va, ma perchè?" e lei mi diceva oh, sei silenziosa, oh, che hai? E io volevo dirle ma che palle, smettila, stai zitta. Giuro. Mi dispiace anche, ripensandoci, però è così. Io la adoro, L., sul serio, ma certe volte mi fa proprio girare le palle. Vabbè, comunque continuava a dire che ero strana, e non la sopportavo più. Perchè accidenti, se mi conosci così bene potresti anche far finta di niente, no? Che palle, non poteva, chessò, non dire niente e basta? E invece no, io ero strana e blablabla, e se ieri era una giornata magari no, per me, magari, eh?, quello non frega a nessuno. Perchè L. deve sempre dire quello che le passa per la testa? E mi sto proprio pentendo di aver accettato l'invito che mi ha fatto M. per sabato prossimo. Mi ha chiesto di andare al lago con loro due, a dormire in un campeggio dove lei va di solito. Non ne ho voglia. Non ho voglia di uscire con loro. Che palle. Mi sto pure pentendo di non aver risposto come si deve a L., che ha parlato con un tono che mi ha fatto saltare i nervi. Ma io sono quella brava, sì, io devo essere quella che se ne sta zitta e basta e fa finta di non pensarci. Non mi conosce, ecco. O non si ricorda più come sono fatta. O non l'ha mai saputo e basta. Se lo sapesse, saprebbe lasciarmi in pace. Saprebbe vedere quando non mi va semplicemente di parlare. Stop. E' così difficile?

Okay, un beeel respiro. Uno due tre.
R. Cherry

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