sentire, di notte, qualcuno che canta a squarciagola mentre va sul motorino o cammina per strada, che magari è convinto di non essere sentito da nessuno. Poveri illusi!
Una cosa che invece trovo triste:
minimizzare la vita di una persona a sole cinque-dieci righe. Come fanno con alcuni artisti famosi, magari. Mettono solo una - cosa?, didascalia? - robettina tristissima sul bordo della pagina e dicono "Nato a... sposato con... ha dipinto questo... ha scritto quello... ha studiato quest'altro... morto a..."
E' davvero brutta, come cosa, io trovo. Non si può riassumere una vita; un racconto sì, magari, o anche una poesia o un film, ma una vita no, accidenti. E tutto quello che stava in mezzo a quelle date? Dove ce lo mettiamo, eh? E tutte le volte che le persone si sono innamorate, hanno sorriso, hanno pianto tantissimo, urlato, ceduto. Tutto il resto dove sta? Certe volte, mica si può leggere tra le righe, eh.
Cherry
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