No, non c'entra niente il titolo. Però una canzone degli Oasis comincia così.
E niente, quella di oggi è stata praticamente la prima vera giornata piovosa della stagione. Le uniche due cose belle della giornata sono state: Oceano mare, prestatomi dal ragazzo di Fede S. E la vista di A., in metropolitana. In realtà l'ho visto appena, proprio di sfuggita, ma l'ho riconosciuto. Eravamo appena dopo i tornelli, e lui stava scendendo a prendere la metro. Però non ho detto di questa cosa a nessuno, perché volevo che restasse un piccolo nostro segreto, solo mio e di A. Come se lui fosse venuto apposta per me, e mi avesse vista, e mi stesse guardando - in effetti si è girato appena mi sono voltata verso di lui.
Poi la giornata ha avuto un brutto picco di discesa (esiste, come espressione?), con le prime due ore di verifica di italiano e la quarta ora test di vocaboli con la madrelingua di francese. E sembra che oggi arrivino tutti in ritardo, compresa la metro. Quasi il mondo girasse troppo in fretta perché la gente riuscisse a tenere il suo passo.
Per finire, la giornata ha toccato il fondo con l'inizio dell'ora di educazione fisica; l'attraversata del cortile, tutto fangoso e viscido, con la pioggia sulla testa, non ha sicuramente migliorato le cose.
E quando sono arrivata a casa mi sono sentita incredibilmente vuota, e pensavo e ripensavo a Kilian. E quasi mi veniva da piangere, perché le cose belle o non le vedo bene come dovrei, o me le faccio sfuggire per sbaglio, o scivolano via e basta, in silenzio, in quel modo per cui tu non potrai mai fare niente.
E forse, se è destino, le cose belle mi rimbalzeranno addosso un'altra volta e a quel punto non dovrò più farmele scappare.
Cherry
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