giovedì 7 aprile 2011

Me ne stavo sul balcone,

avvolta nel maglione azzurro, quello che oggi mi hanno detto che bello!, dove l'hai preso? Che a pensarci è proprio una cosa da niente, molto semplice, un po' come me, il maglione che poi è più un maglioncino ma mi piace tanto.
E allora c'era il sole che cominciava ad accucciarsi dietro i tetti come un gatto stanco che si concede un po' di riposo sul davanzale della finestra e io me ne stavo lì sul balcone a leggere La solitudine dei numeri primi che proprio mi è piaciuto tantissimo e che mi stavo infuriando per il finale che razza di finale è? Ho letto sul libro di italiano che scrivere cose del genere tipo senza alcun segno di punteggiatura vuol dire scrivere un "flusso di coscienza" che non si sa bene dove finisce e dove inzia un po' come il cielo un po' come l'oceano un po' come l'amore quindi io ora sto scrivendo un flusso di coscienza la mia coscienza ecco sì queste sono tutte parole che mi vengono dalla coscienza cos'è la coscienza? forse solo la voce del grillo parlante di Pinocchio oppure che ne so io cosa venite a chiederlo a me?
Pensavo che mi piace lottare per la mia squadra e per me e le partite di pallavolo sono come una battaglia personale dove devo superare i limiti e devo farcela proprio sì proprio devo farcela altrimenti mi arrabbio e mi viene da scavarmi una fossa e restarci dentro nei secoli dei secoli amen e poi sul serio farei di tutto pur di lottare per me per la squadra ma soprattutto per me e anche per far vedere al mondo quello che so fare e dire gente guardatemi guardate quanto cazzo sono brava vedete quanto riesco a fare? e lo faccio tutto da sola gente tutto da sola e voglio essere brava e mi ripeto okay okay ce la fai e quando mi butto per recuperare la palla mi sembra di buttarmi nel cielo capite? e volare e poi schiantarmi e mi faccio pure un male cane gente un male cane che mi rimangono i lividi per settimane come ferite di guerra della mia guerra personale e non gliene frega niente a nessuno proprio a un cazzo di nessuno quanto mi faccio male e nessuno mi dice poi oddio ma come stai? ma ti sei fatta male? nessuno me lo chiede e io me ne sto zitta a soffrire in silenzio e poi mi trovo tutte le mie belle ferite di guerra sui gomiti e sulle ginocchia e sui fianchi e mi dico fa male ma non piangere okay? e mi dico stringi i denti e fai vedere a tutti quel che sai fare perchè questo è quello che conta no? ce la fai ce la fai ce la fai.
E niente la conclusione di questo post sconclusionato e volutamente privo di punteggiatura è che niente ha una conclusione e buttarsi fa male ma se lo devi fare fallo okay? nella pallavolo come nella vita fallo anche se poi ti rimangono le sbucciature i lividi le botte le cicatrici fallo e basta che ce la fai.
Ah sì e la pallavolo è uno sport dangerous sotto certi aspetti ma non spaventatevi troppo che sono ancora viva e poi io la adoro altrimenti mica continuerei vi pare? mi sento bene quando gioco è una senzazione magnifica di completezza assoluta come se la palla fosse destinata a cadermi tra le mani capite? come se fosse da sempre così come se sempre sarà così ed è assolutamente fantastico tipo che non smetterei mai.
E quindi ciao da me e dal mio flusso di coscienza che oggi ha voluto esprimersi,
R. Cherry

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