Quando vorresti un po' di inverno come si deve, non c'è. Quando hai voglia di sole, non c'è.
Mi ricordo che quest'autunno avevo un mucchio di voglia di vestirmi pesante, coi jeans lunghi e i maglioni larghi. Poi ha fatto caldo per un bel po'. Poi c'è stato tutto nero e scuro e pieno di nebbia. Poi la neve. Ora che è aprile e vorremmo passare le giornate fuori per le vie di Milano anziché chiusi in casa, fa brutto. E piove. E fa freddo.
Anyway, da qualche giorno mi fanno male i muscoli per via dell'allenamento. E' fastidioso, perché bruciano, però è anche una sensazione che mi piace. Mi fa sentire viva, un po' come il freddo e la fatica della corsa. Correre durante il riscaldamento e sentire che tutto il corpo lavora con te e i polmoni anche, cercano di stare al passo di gambe veloci e la voglia di continuare; è... non so, una cosa che fa parte del mio essere.
Mi piace quando sono in campo e i muscoli sono pronti, all'erta, pronti a scattare. Quando le caviglie e le ginocchia un po' fanno male, ma poi si riscaldano e mi fanno quasi volare. Mi piace sentirmi forte e veloce. Agile. Mi piace prendere la rincorsa per l'attacco e saltare molto in alto e prendere a schiaffi la palla, amica palla, e sentirla sbattere sulla superficie del campo. Mi piace fare le cose come si deve, e sentire che per l'allenatore faccio tutto quello che devo fare, e lo faccio bene.
Certe volte quello che ti piace può anche distruggerti. Ci sono dei giorni che mi sono sentita da schifo, perché magari erano successe cose, fuori, che mi avevano buttata giù. Entrando in palestra e cominciando l'allenamento, reagisco in due modi: 1) mi ricarico, mi riattivo, mi sfogo con la palla e contro la palla; 2) faccio le cose fatte male, e la cosa mi fa sentire anche peggio. Che poi, avere delle compagne di squadra, può essere sia un fatto positivo, che negativo. E' negativo perché magari, quando le cose non ti vengono bene, o anzi, dimmerda, vedere che alle altre riesce bene ti butta giù in una maniera assurda (parlo per esperienza personale perché a me è successo). Potrebbe anche risultare positivo perché comunque vedendo che loro ce la fanno, ci riesci anche tu. Diventi più aggressiva, combatti, sudi. Cadi e ti rialzi (e poi ovvio, ti aiutano, ti sostengono, condividono con te la fatica e il desiderio di farcela, i sacrifici che lo sport comporta, le vincite e le sconfitte eccetera). Una cosa che adoro, è pensare alla pallavolo come uno sport di cadute e rialzi. Durante tutto il corso della mia (relativamente breve) vita, mi è stata molto, molto d'aiuto. Aveva ragione il mio allenatore, che ormai è quasi un secondo padre, quando diceva che la palestra è la prima scuola di vita. Impari a farti male e poi a star meglio. Ad affrontare le sfide, le paure, le incertezze. A spingerti più in là coi limiti. A forzare le tue barriere, ad addentrarti in un mondo di scelte e sbucciature e lacrime e sudore. Impari la differenza tra l'inciampare e cadere per sbaglio e la tua volontà di buttarti, lanciarti nel vuoto per qualcosa in cui credi. Conosci il sacrificio. La delusione, le lacrime, la fatica, ma anche la gioia, gioia allo stato puro, urlata al mondo che non ti riteneva capace, rovesciata in faccia a chi volevi dimostrare quanto vali. E' sempre bello, è qualcosa che mi appartiene e a cui appartengo.
Senza la pallavolo, sul serio, non sarei come sono. Già detto? Può darsi, ma non mi faccio problemi; lo ripeterei mille altre volte ancora, perché è la verità. Non so se mi capite. No, probabilmente può capire solo chi, come me, c'è dentro fino al collo o forse più. Completamente immerso in un tipo d'amore strano, particolare, tipo questo, che ti stringe fino a soffocarti e al tempo stesso ti fa respirare il suo stesso fiato a pieni polmoni.
Mi ricordo che un giorno, quando avevo appena cominciato a giocare e stavo andando ad uno dei primi allenamenti (avrò avuto sei, sette anni), avevo avuto lo strano pensiero che avrei continuato con la pallavolo fino ai diciotto anni, e l'avevo anche espresso a voce - non so perché, non me lo sono mai spiegato; ripensare a certe cose dette da bambina, proprio, mi lascia un sacco di perplessità - al padre della mia vicina, che ha cominciato con me ed ha smesso tre anni dopo. Io sono ancora qui, dopo qualcosa come dieci anni, e non intendo mollare fino a quando le ossa mi reggeranno in piedi.
C.
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domenica 8 aprile 2012
lunedì 5 settembre 2011
Forse 'sta volta ce la faccio, a scrivere un post decente
Cioè, è strano. Ultimamente faccio così tante cose che potrei scrivere decine di post. Solo che non lo faccio, e non capisco bene il perché. Okay, forse lo so: mi manca la voglia. E il tempo.
Sto passando le giornate fuori. In 'sti giorni sono uscita a Milano con G. e R., per vedere il percorso per la nuova sede. Abbiam fatto un giro. Sono uscita con L. e M., mangiato una pizza con loro e altri amici, dormito con L. a casa di M., guardato La custode di mia sorella (stupendo), con loro. E uscita ancora, e ancora. Sempre in giro, sto.
Oggi G. m'ha costretta ad accompagnarla in bus a prendere I. a Bisceglie, e io le ho detto che sarei andata solo se mi avesse portato uno dei biscotti che aveva fatto suo nonna. Solo che la madre se l'è mangiato, mannaggia a lei! E quindi mi son alzata per le 9.30, sono uscita per le 10 e un quarto, me la sono fatta a piedi fino alla piazza, son passata in edicola a pagare per il rinnovo dell'abbonamento e ho preso l'autobus. Allora m'arriva un sms da G., che mi dice che non può uscire finché non arriva sua madre. Quindi scendo alla fermata di G. e ho una mezza idea di andare sotto casa sua e chiamarla e dirle, come fanno quelli dei film romantici, Affacciati alla finestra. Solo che prima di arrivare sotto casa sua lei m'aveva già raggiunto, e quando le ho spiegato cosa avevo intenzione di fare, s'è messa a ridere. Ma ti vengono delle idee assurde, certe volte! Già.
Allora abbiamo aspettato il pullman, e mentre aspettavamo una vecchietta s'è fermata di fronte a noi - io già temevo che ci avrebbe preso a borsate perché c'eravamo messe a gambe incrociate e occupavamo tutta la panchina - e ha cominciato a dirci di divertirci, quest'ultima settimana di vacanze. E ha cominciato a chiacchierare - sapete, no?, come fanno i vecchietti - e a raccontarci la sua vita. Ma lo faceva con una convinzione, guardate, che m'ha fatto un sacco tenerezza!
E allora vabbè, siamo arrivate a Bisceglie, visto I., e tornate indietro con lei. Poi abbiamo avvisato R. ed è salita anche lei quando siamo passate dalla sua fermata. Ci siamo radunate a casa di Fede S., mangiato e riso fin troppo. E scopiazzato a vicenda le ultime robe dei compiti che ci mancavano.
Ho finito tutto, ma manca geometria, e mi torna in mente il mio prof di matematica, che, l'ultimo giorno di scuola, non è che ci dice buone vacanze, mh?, come tutti i normali cristiani. Ma no. Sapete cosa ci dice lui? Ci rivediamo tra tre mesi.
E con quella frase m'ha fatto accapponare la pelle. Una roba tremenda, proprio.
Il dilatatore sta bene. Adesso L. m'ha passato quello da due millimetri. L'abbiamo chiamato Salvatore (il dilatatore. Figo, eh? Fa rima). E la treccina l'ho soprannominata Gina (sempre per il fatto della rima. Ma che scema che sei, Sò!, m'ha detto L.).
Ma comunque. Dopo la scopiazzatura io e Fede S. abbiamo raggiunto L. e M. al parco. M. piangeva per il solito stronzo, che l'ha trattata da schifo, come sempre. Solo che lei è troppo buona, per la miseria. Mi vien voglia di prenderla a schiaffi, certe volte, per quanto è buona e clemente.
L., invece, ce l'ha fatta: è uscita con Ivan (la sua cotta secolare, N.d.A.).
E davanti al parco abbiamo incontrato A. Io, da brava idiota rincitrullita che sono, sono riuscita a spiccicare solo un paio di parole con lui. Mi ha offerto delle patatine, ma mi facevano schifo.
Più tardi l'ho rivisto, mentre camminavo verso casa. L'ho salutato, e lui m'ha salutata dal motorino, e io sono rimasta così tanto tempo girata verso di lui che sfrecciava verso casa che stavo per farmi investire da due macchine. Sono una roba impossibile, certe volte.
Davanti al parco c'erano anche vecchie conoscenze. Insomma, compagni idioti delle medie che vorrei rimuovere dalla mia memoria. Però sembravano sopresi, quando m'hanno vista. Probabilmente sono cambiata molto, ai loro occhi. M'hanno salutata e stop. Non smettevano di fissarmi. E parlano solo di motorini e stronzate, tra l'altro. Che cosa triste.
Poi mi son presa un pezzo di pizza con Fede S. e L. e M. Solo che M. non l'ha mangiata perché è a dieta. Io sì. Me ne sbatto, delle diete, per la miseria.
Sono tornata a casa. Da sola. A piedi. Io non ce l'ho mica, il motorino.
Alle sei e trentacinque già cominciavo a dire a mia madre di andare. E lei si lamentava con mio padre perché non sarebbe riuscita a bere il té che lui le aveva preparato, dato che instistevo tanto per andare subito all'allenamento. Accidenti, mamma, son tre mesi che aspetto questo momento! .
Quindi ecco, ho fatto il primo allenamento del nuovo anno! Non vedevo l'ora. Mi sento così felice, ragazzi. Anche se mi fanno male tutti i muscoli e mi sento le gambe di piombo, per quanto son pesanti.
Ieri invece non riuscivo a prender sonno. Dovrei cominciare ad alzarmi un po' prima di mezzogiorno, mh? E andare a dormire un po' prima di mezzanotte, magari. Ché la scuola ricomincia.
Madonna.
L'estate sta proprio scivolando via. Io e L. e M. abbiamo tirato le somme dell'anno (sì, noi facciamo 'sta cosa sempre alla fine delle vacanze, non a dicembre come voi comuni mortali), e in generale a tutte è piaciuto. A me, personalmente, proprio un sacco. Ci son stati alti e bassi, eh, ma alla fine tutto passa.
E ho conosciuto K. - forse la parte di anno passata con lui, in Inghilterra, è stata una delle migliori - e ho avuto la fortuna di uscirci insieme. A proposito: non faccio altro che ripetere il suo nome, ultimamente, e le ragazze mi prendono in giro.
G.: "Mh, Fede, cos'è che hai scritto qui? K... cosa?"
Io, con aria sognante: "K di Kilian!"
Tutte, *sospiro*: "Non fa altro che pensarci, avete visto? Cioè, non si ripiglia proprio!"
Ops?
C.
Sto passando le giornate fuori. In 'sti giorni sono uscita a Milano con G. e R., per vedere il percorso per la nuova sede. Abbiam fatto un giro. Sono uscita con L. e M., mangiato una pizza con loro e altri amici, dormito con L. a casa di M., guardato La custode di mia sorella (stupendo), con loro. E uscita ancora, e ancora. Sempre in giro, sto.
Oggi G. m'ha costretta ad accompagnarla in bus a prendere I. a Bisceglie, e io le ho detto che sarei andata solo se mi avesse portato uno dei biscotti che aveva fatto suo nonna. Solo che la madre se l'è mangiato, mannaggia a lei! E quindi mi son alzata per le 9.30, sono uscita per le 10 e un quarto, me la sono fatta a piedi fino alla piazza, son passata in edicola a pagare per il rinnovo dell'abbonamento e ho preso l'autobus. Allora m'arriva un sms da G., che mi dice che non può uscire finché non arriva sua madre. Quindi scendo alla fermata di G. e ho una mezza idea di andare sotto casa sua e chiamarla e dirle, come fanno quelli dei film romantici, Affacciati alla finestra. Solo che prima di arrivare sotto casa sua lei m'aveva già raggiunto, e quando le ho spiegato cosa avevo intenzione di fare, s'è messa a ridere. Ma ti vengono delle idee assurde, certe volte! Già.
Allora abbiamo aspettato il pullman, e mentre aspettavamo una vecchietta s'è fermata di fronte a noi - io già temevo che ci avrebbe preso a borsate perché c'eravamo messe a gambe incrociate e occupavamo tutta la panchina - e ha cominciato a dirci di divertirci, quest'ultima settimana di vacanze. E ha cominciato a chiacchierare - sapete, no?, come fanno i vecchietti - e a raccontarci la sua vita. Ma lo faceva con una convinzione, guardate, che m'ha fatto un sacco tenerezza!
E allora vabbè, siamo arrivate a Bisceglie, visto I., e tornate indietro con lei. Poi abbiamo avvisato R. ed è salita anche lei quando siamo passate dalla sua fermata. Ci siamo radunate a casa di Fede S., mangiato e riso fin troppo. E scopiazzato a vicenda le ultime robe dei compiti che ci mancavano.
Ho finito tutto, ma manca geometria, e mi torna in mente il mio prof di matematica, che, l'ultimo giorno di scuola, non è che ci dice buone vacanze, mh?, come tutti i normali cristiani. Ma no. Sapete cosa ci dice lui? Ci rivediamo tra tre mesi.
E con quella frase m'ha fatto accapponare la pelle. Una roba tremenda, proprio.
Il dilatatore sta bene. Adesso L. m'ha passato quello da due millimetri. L'abbiamo chiamato Salvatore (il dilatatore. Figo, eh? Fa rima). E la treccina l'ho soprannominata Gina (sempre per il fatto della rima. Ma che scema che sei, Sò!, m'ha detto L.).
Ma comunque. Dopo la scopiazzatura io e Fede S. abbiamo raggiunto L. e M. al parco. M. piangeva per il solito stronzo, che l'ha trattata da schifo, come sempre. Solo che lei è troppo buona, per la miseria. Mi vien voglia di prenderla a schiaffi, certe volte, per quanto è buona e clemente.
L., invece, ce l'ha fatta: è uscita con Ivan (la sua cotta secolare, N.d.A.).
E davanti al parco abbiamo incontrato A. Io, da brava idiota rincitrullita che sono, sono riuscita a spiccicare solo un paio di parole con lui. Mi ha offerto delle patatine, ma mi facevano schifo.
Più tardi l'ho rivisto, mentre camminavo verso casa. L'ho salutato, e lui m'ha salutata dal motorino, e io sono rimasta così tanto tempo girata verso di lui che sfrecciava verso casa che stavo per farmi investire da due macchine. Sono una roba impossibile, certe volte.
Davanti al parco c'erano anche vecchie conoscenze. Insomma, compagni idioti delle medie che vorrei rimuovere dalla mia memoria. Però sembravano sopresi, quando m'hanno vista. Probabilmente sono cambiata molto, ai loro occhi. M'hanno salutata e stop. Non smettevano di fissarmi. E parlano solo di motorini e stronzate, tra l'altro. Che cosa triste.
Poi mi son presa un pezzo di pizza con Fede S. e L. e M. Solo che M. non l'ha mangiata perché è a dieta. Io sì. Me ne sbatto, delle diete, per la miseria.
Sono tornata a casa. Da sola. A piedi. Io non ce l'ho mica, il motorino.
Alle sei e trentacinque già cominciavo a dire a mia madre di andare. E lei si lamentava con mio padre perché non sarebbe riuscita a bere il té che lui le aveva preparato, dato che instistevo tanto per andare subito all'allenamento. Accidenti, mamma, son tre mesi che aspetto questo momento! .
Quindi ecco, ho fatto il primo allenamento del nuovo anno! Non vedevo l'ora. Mi sento così felice, ragazzi. Anche se mi fanno male tutti i muscoli e mi sento le gambe di piombo, per quanto son pesanti.
Ieri invece non riuscivo a prender sonno. Dovrei cominciare ad alzarmi un po' prima di mezzogiorno, mh? E andare a dormire un po' prima di mezzanotte, magari. Ché la scuola ricomincia.
Madonna.
L'estate sta proprio scivolando via. Io e L. e M. abbiamo tirato le somme dell'anno (sì, noi facciamo 'sta cosa sempre alla fine delle vacanze, non a dicembre come voi comuni mortali), e in generale a tutte è piaciuto. A me, personalmente, proprio un sacco. Ci son stati alti e bassi, eh, ma alla fine tutto passa.
E ho conosciuto K. - forse la parte di anno passata con lui, in Inghilterra, è stata una delle migliori - e ho avuto la fortuna di uscirci insieme. A proposito: non faccio altro che ripetere il suo nome, ultimamente, e le ragazze mi prendono in giro.
G.: "Mh, Fede, cos'è che hai scritto qui? K... cosa?"
Io, con aria sognante: "K di Kilian!"
Tutte, *sospiro*: "Non fa altro che pensarci, avete visto? Cioè, non si ripiglia proprio!"
Ops?
C.
lunedì 27 giugno 2011
Faccio certi sogni proprio strani
Ad esempio, oggi ho sognato di giocare a pallavolo. Ecco, faccio un sacco di sogni del genere. Mi sa che sono proprio fissata, eh. E in tutti questi sogni, o arrivo tardi alle partite per dei motivi strani (tipo che non trovo la divisa, le ginocchiere sono chissà dove, non trovo il posto in cui tutta la mia squadra gioca... si vede che ho il terrore di arrivare in ritardo e il mio subconscio me lo rinfaccia di notte!), oppure gioco in squadra con delle bimbette, oppure con dei figaccioni (come stanotte) tutti muscolosi (sono gli ormoni, sono gli ormoni), eccetera. Cioè, delle robe assurde.
E nel sogno di oggi ero finita in una specie di thriller, dove dovevo scappare da qualcuno e andavo a correre sulla spiaggia. E poi in spiaggia un gruppo di ragazzi fermava me e altre ragazze e ci dicevano di fare una partita con loro. Allora noi ci mettevamo a giocare, solo che la gente batteva da metà campo e non oltre la linea (e io ero incacchiata come una biscia, perchè non dovevano farlo!). Come se non bastasse, il campo era una cosa assurda, tipo 500x500 metri, e io non vedevo manco i giocatori che stavano dall'altra parte della rete (mi sa che non avevo le lenti, perchè era pure tutto sfocato. Mah), e per questo non riuscivo a prendere una palla manco a pagare.
Poi è comparso A., non so bene come. Credo.
Beh, a quel punto mi sono svegliata e ho scoperto che era l'una meno un quarto (di giorno!), e subito dopo il nonno m'ha chiamata di sotto per il pranzo. Non ho nemmeno fatto colazione.
Io sono una di quelle persone che sogna perennemente; di notte e di giorno, insomma. Anche ad occhi aperti e via discorrendo.
Certe volte mi chiedo se la nostra vita non sia che un sogno. Magari un giorno ci svegliamo e scopriamo di aver vissuto per anni in un sogno dell'accidente, e ci tocca ricominciare tutto da capo. Magari sarebbe figo, però. Chessò, io per esempio la considererei come una seconda chance per fare qualcosa di meglio, o comportarsi peggio di come si è fatto in sogno.
Boh, certe volte penso a cose strane. Pensate che io certe volte non vedo l'ora di andare a dormire solo per ritrovarmi in un nuovo sogno. In effetti i miei sogni me li ricordo quasi sempre tutti e ne faccio pure un sacco.
Poi da quando mio fratello è partito per il camp l'altro mio fratello non fa altro che mettere i suoi pigiami. Così se ne va in giro con una maglia che ha le maniche lunghe tre volte le sue braccia, e si trascina tutto sul pavimento. E' molto buffo. E anche tenero, se per questo. Non gli si vedono le mani e sembra ancora più nano di com'è. Povero fratellino. D'altro canto, ha ancora un mucchio di anni per crescere e diventare alto come me e l'altro mio fratello. Ora ha solo cinque anni - anzi no, ne ha cinque e mezzo! Lui ci tiene a precisarlo - e tre denti da latte in meno.
E' carino dire denti da latte, no?
Alla fine oggi dopo un gelato con S., la mia vicina di casa, che non vedevo da secoli (anche se abitiamo a due passi), ho chiesto all'ultimo minuto a M. di andare al centro commerciale. Abbiamo preso l'autobus - entrambe senza biglietto - e io mi sono ricordata che dovevamo scendere a quella fermata solo quando le porte si stavano chiudendo. Così ho fatto un salto e sono sgusciata fuori, mentre mi è rimasto un braccio tra le porte. Alla fine sono riuscita a tirarlo via. M., invece, quasi rimaneva dentro... siamo sempre sfigate, con gli autobus, noi due. O li perdiamo (una volta ne abbiamo persi due di fila), o ci rimaniamo incastrate dentro.
E vabbè, alla fine mi ha accompagnata a comprare un costume da bagno. Sì, ho deciso di andarci, in piscina, con G. e le altre. Anche lei ne ha preso uno, un due pezzi come il mio.
Non sarà difficile, in fondo. Basta prendere un grosso respiro e togliersi i vestiti e rimanere in costume. E sopportare tutti i fottuti schizzi dei marmocchi che ti nuotano davanti alla faccia. E aggiustarsi il pezzo di sopra ogni volta che si scende su uno scivolo d'acqua. Una vera scocciatura essere donne, lo dico sempre. Anche se è mille volte meglio che essere uomini, per la miseria.
C.
E nel sogno di oggi ero finita in una specie di thriller, dove dovevo scappare da qualcuno e andavo a correre sulla spiaggia. E poi in spiaggia un gruppo di ragazzi fermava me e altre ragazze e ci dicevano di fare una partita con loro. Allora noi ci mettevamo a giocare, solo che la gente batteva da metà campo e non oltre la linea (e io ero incacchiata come una biscia, perchè non dovevano farlo!). Come se non bastasse, il campo era una cosa assurda, tipo 500x500 metri, e io non vedevo manco i giocatori che stavano dall'altra parte della rete (mi sa che non avevo le lenti, perchè era pure tutto sfocato. Mah), e per questo non riuscivo a prendere una palla manco a pagare.
Poi è comparso A., non so bene come. Credo.
Beh, a quel punto mi sono svegliata e ho scoperto che era l'una meno un quarto (di giorno!), e subito dopo il nonno m'ha chiamata di sotto per il pranzo. Non ho nemmeno fatto colazione.
Io sono una di quelle persone che sogna perennemente; di notte e di giorno, insomma. Anche ad occhi aperti e via discorrendo.
Certe volte mi chiedo se la nostra vita non sia che un sogno. Magari un giorno ci svegliamo e scopriamo di aver vissuto per anni in un sogno dell'accidente, e ci tocca ricominciare tutto da capo. Magari sarebbe figo, però. Chessò, io per esempio la considererei come una seconda chance per fare qualcosa di meglio, o comportarsi peggio di come si è fatto in sogno.
Boh, certe volte penso a cose strane. Pensate che io certe volte non vedo l'ora di andare a dormire solo per ritrovarmi in un nuovo sogno. In effetti i miei sogni me li ricordo quasi sempre tutti e ne faccio pure un sacco.
Poi da quando mio fratello è partito per il camp l'altro mio fratello non fa altro che mettere i suoi pigiami. Così se ne va in giro con una maglia che ha le maniche lunghe tre volte le sue braccia, e si trascina tutto sul pavimento. E' molto buffo. E anche tenero, se per questo. Non gli si vedono le mani e sembra ancora più nano di com'è. Povero fratellino. D'altro canto, ha ancora un mucchio di anni per crescere e diventare alto come me e l'altro mio fratello. Ora ha solo cinque anni - anzi no, ne ha cinque e mezzo! Lui ci tiene a precisarlo - e tre denti da latte in meno.
E' carino dire denti da latte, no?
Alla fine oggi dopo un gelato con S., la mia vicina di casa, che non vedevo da secoli (anche se abitiamo a due passi), ho chiesto all'ultimo minuto a M. di andare al centro commerciale. Abbiamo preso l'autobus - entrambe senza biglietto - e io mi sono ricordata che dovevamo scendere a quella fermata solo quando le porte si stavano chiudendo. Così ho fatto un salto e sono sgusciata fuori, mentre mi è rimasto un braccio tra le porte. Alla fine sono riuscita a tirarlo via. M., invece, quasi rimaneva dentro... siamo sempre sfigate, con gli autobus, noi due. O li perdiamo (una volta ne abbiamo persi due di fila), o ci rimaniamo incastrate dentro.
E vabbè, alla fine mi ha accompagnata a comprare un costume da bagno. Sì, ho deciso di andarci, in piscina, con G. e le altre. Anche lei ne ha preso uno, un due pezzi come il mio.
Non sarà difficile, in fondo. Basta prendere un grosso respiro e togliersi i vestiti e rimanere in costume. E sopportare tutti i fottuti schizzi dei marmocchi che ti nuotano davanti alla faccia. E aggiustarsi il pezzo di sopra ogni volta che si scende su uno scivolo d'acqua. Una vera scocciatura essere donne, lo dico sempre. Anche se è mille volte meglio che essere uomini, per la miseria.
C.
domenica 29 maggio 2011
Troppo sole distrugge
Ed è quello che mi è successo ieri. C'era un torneo di pallavolo, si giocava sotto al sole e faceva tanto, tanto caldo. M'è venuto un mal di testa assurdo, mi sono fatta male a una caviglia perchè si giocava sull'asfalto, mi fa male la gola perchè mi sa che ho preso troppo aria mentre andavamo in macchina coi finestrini spalancati.
Però la cosa positiva è che a colazione ho mangiato le prime ciliegie dell'anno, e si sa che coi primi frutti si esprime un desiderio (che ovviamente io non scriverò!), quindi è quello che ho fatto.
Alla fine siamo arrivate terze, siamo rimaste lì dalle due alle otto e mezza di sera e, contando che mi ero svegliata alle sei per andare a scuola, quando sono tornata ero distrutta, avevo freddo (non capisco bene come), mi girava la testa e blablabla. Tipo che non riuscivo a muovermi. Ho dormito quattordici ore filate (yep).
A parte questo, la cosa bella è che quando c'hanno dato la coppa, le ragazze mi hanno tirata su, letteralmente (!), come si fa con... che ne so, coi cantanti famosi. E m'hanno detto "Sì, vai tu a prendere la coppa, dai, che sei il capitano..." Sono state carine e non ho assolutamente idea di come abbiano fatto ad alzarmi per aria così velocemente (roba da non credere, e mai provata! Fighissimo, comunque).
Ho fatto vedere a tutti la coppa. E' stata una giornata felice e un sacco stancante. Ora mi sento ancora male e la testa mi gira.
Non ho fatto niente tutto il giorno, e devo ancora studiare per l'ennesima verifica di domani. Bello, neh?
Vabbè, ciao,
C.
Però la cosa positiva è che a colazione ho mangiato le prime ciliegie dell'anno, e si sa che coi primi frutti si esprime un desiderio (che ovviamente io non scriverò!), quindi è quello che ho fatto.
Alla fine siamo arrivate terze, siamo rimaste lì dalle due alle otto e mezza di sera e, contando che mi ero svegliata alle sei per andare a scuola, quando sono tornata ero distrutta, avevo freddo (non capisco bene come), mi girava la testa e blablabla. Tipo che non riuscivo a muovermi. Ho dormito quattordici ore filate (yep).
A parte questo, la cosa bella è che quando c'hanno dato la coppa, le ragazze mi hanno tirata su, letteralmente (!), come si fa con... che ne so, coi cantanti famosi. E m'hanno detto "Sì, vai tu a prendere la coppa, dai, che sei il capitano..." Sono state carine e non ho assolutamente idea di come abbiano fatto ad alzarmi per aria così velocemente (roba da non credere, e mai provata! Fighissimo, comunque).
Ho fatto vedere a tutti la coppa. E' stata una giornata felice e un sacco stancante. Ora mi sento ancora male e la testa mi gira.
Non ho fatto niente tutto il giorno, e devo ancora studiare per l'ennesima verifica di domani. Bello, neh?
Vabbè, ciao,
C.
sabato 21 maggio 2011
TIRED!
Dio ragazzi, sono stanchissima!
Alle medie non era così; io gli ultimi giorni ero al massimo stufa, un po' molliccia tipo ameba, ma così distrutta no (!). Vabbè, ma ora siamo al liceo, eh, ora siamo grandi, ora spacchiamo i culi.
Mi capiranno i liceali e i professori, mannaggia a loro.
Mamma ha ripreso i suoi lavoretti di decoupage e pittura, quelli che le son sempre piaciuti ma non è mai riuscita a fare perchè era sempre impegnata. Quindi adesso il tavolo della cucina è pieno di pennelli di tutte le dimensioni, stoffe, disegni, pezzi di legno da colorare, oggettini da incollare, cornici da decorare. Come ogni volta che ci sono questi suoi periodi creativi. Che poi, alla fine fa 'sti lavori qualcosa come una o due volte l'anno, povera mamma. Tipo per il mercatino di natale e quello di fine anno dell'asilo di mio fratello, che a settembre sarà alle elementari. God! Quanto crescono i bambini.
Quindi, ricapitolando: mio fratello l'anno prossimo è alle elementari, l'altro a quest'ora tra un anno esatto starà studiando come un matto per gli esami di terza media, mia mamma ha ritrovato la sua passione, mio padre ha scoperto il suo pollice verde... ma io? Cioè, non lo so. Io avrò 9 in pagella di scienze e mi farò regalare dei libri per il mio compleanno, che tra l'altro è tra un mese esatto. Tra un mese esatto sarà estate, capite; le stagioni cambiano, io mi tengo una bella pagella, o per lo meno passabile, ma cos'altro? Niente, che mi tengo? Non ho niente da tenermi è questo il punto. Cosa sono? Cosa diventerò? Perchè io non ce l'ho il mio hobby? Io leggo e scrivo, o comunque lo facevo quando avevo almeno il tempo di respirare. Ma non so se è un vero e proprio hobby. Oppure, ecco, io ho la pallavolo. Ho le mie schiacciate, che stanno diventando fortissime, ho delle molle nelle gambe che mi dicono che mi fanno saltare in alto, fino alla cima delle montagne. Ho i miei recuperi a rasoterra, i miei recuperi fuori dal campo, la mia divisa da capitano. La mia passione.
Però, ecco, oltre a questo? Voglio sentirmi completa, e finchè non sono in campo a giocare non mi ci sento proprio. Devo trovare qualcosa che mi faccia sentire al massimo, completa in tutto e per tutto anche fuori dalla palestra.
Ho bisogno di ritrovare me stessa, che mi sa che l'ho persa (o mi sono persa?) da qualche parte mentre correvo per prendere l'autobus. Mi sono persa così in fretta che non mi ricordo neanche dove. Come con gli ombrelli.
C.
Alle medie non era così; io gli ultimi giorni ero al massimo stufa, un po' molliccia tipo ameba, ma così distrutta no (!). Vabbè, ma ora siamo al liceo, eh, ora siamo grandi, ora spacchiamo i culi.
Mi capiranno i liceali e i professori, mannaggia a loro.
Mamma ha ripreso i suoi lavoretti di decoupage e pittura, quelli che le son sempre piaciuti ma non è mai riuscita a fare perchè era sempre impegnata. Quindi adesso il tavolo della cucina è pieno di pennelli di tutte le dimensioni, stoffe, disegni, pezzi di legno da colorare, oggettini da incollare, cornici da decorare. Come ogni volta che ci sono questi suoi periodi creativi. Che poi, alla fine fa 'sti lavori qualcosa come una o due volte l'anno, povera mamma. Tipo per il mercatino di natale e quello di fine anno dell'asilo di mio fratello, che a settembre sarà alle elementari. God! Quanto crescono i bambini.
Quindi, ricapitolando: mio fratello l'anno prossimo è alle elementari, l'altro a quest'ora tra un anno esatto starà studiando come un matto per gli esami di terza media, mia mamma ha ritrovato la sua passione, mio padre ha scoperto il suo pollice verde... ma io? Cioè, non lo so. Io avrò 9 in pagella di scienze e mi farò regalare dei libri per il mio compleanno, che tra l'altro è tra un mese esatto. Tra un mese esatto sarà estate, capite; le stagioni cambiano, io mi tengo una bella pagella, o per lo meno passabile, ma cos'altro? Niente, che mi tengo? Non ho niente da tenermi è questo il punto. Cosa sono? Cosa diventerò? Perchè io non ce l'ho il mio hobby? Io leggo e scrivo, o comunque lo facevo quando avevo almeno il tempo di respirare. Ma non so se è un vero e proprio hobby. Oppure, ecco, io ho la pallavolo. Ho le mie schiacciate, che stanno diventando fortissime, ho delle molle nelle gambe che mi dicono che mi fanno saltare in alto, fino alla cima delle montagne. Ho i miei recuperi a rasoterra, i miei recuperi fuori dal campo, la mia divisa da capitano. La mia passione.
Però, ecco, oltre a questo? Voglio sentirmi completa, e finchè non sono in campo a giocare non mi ci sento proprio. Devo trovare qualcosa che mi faccia sentire al massimo, completa in tutto e per tutto anche fuori dalla palestra.
Ho bisogno di ritrovare me stessa, che mi sa che l'ho persa (o mi sono persa?) da qualche parte mentre correvo per prendere l'autobus. Mi sono persa così in fretta che non mi ricordo neanche dove. Come con gli ombrelli.
C.
giovedì 7 aprile 2011
Me ne stavo sul balcone,
avvolta nel maglione azzurro, quello che oggi mi hanno detto che bello!, dove l'hai preso? Che a pensarci è proprio una cosa da niente, molto semplice, un po' come me, il maglione che poi è più un maglioncino ma mi piace tanto.
E allora c'era il sole che cominciava ad accucciarsi dietro i tetti come un gatto stanco che si concede un po' di riposo sul davanzale della finestra e io me ne stavo lì sul balcone a leggere La solitudine dei numeri primi che proprio mi è piaciuto tantissimo e che mi stavo infuriando per il finale che razza di finale è? Ho letto sul libro di italiano che scrivere cose del genere tipo senza alcun segno di punteggiatura vuol dire scrivere un "flusso di coscienza" che non si sa bene dove finisce e dove inzia un po' come il cielo un po' come l'oceano un po' come l'amore quindi io ora sto scrivendo un flusso di coscienza la mia coscienza ecco sì queste sono tutte parole che mi vengono dalla coscienza cos'è la coscienza? forse solo la voce del grillo parlante di Pinocchio oppure che ne so io cosa venite a chiederlo a me?
Pensavo che mi piace lottare per la mia squadra e per me e le partite di pallavolo sono come una battaglia personale dove devo superare i limiti e devo farcela proprio sì proprio devo farcela altrimenti mi arrabbio e mi viene da scavarmi una fossa e restarci dentro nei secoli dei secoli amen e poi sul serio farei di tutto pur di lottare per me per la squadra ma soprattutto per me e anche per far vedere al mondo quello che so fare e dire gente guardatemi guardate quanto cazzo sono brava vedete quanto riesco a fare? e lo faccio tutto da sola gente tutto da sola e voglio essere brava e mi ripeto okay okay ce la fai e quando mi butto per recuperare la palla mi sembra di buttarmi nel cielo capite? e volare e poi schiantarmi e mi faccio pure un male cane gente un male cane che mi rimangono i lividi per settimane come ferite di guerra della mia guerra personale e non gliene frega niente a nessuno proprio a un cazzo di nessuno quanto mi faccio male e nessuno mi dice poi oddio ma come stai? ma ti sei fatta male? nessuno me lo chiede e io me ne sto zitta a soffrire in silenzio e poi mi trovo tutte le mie belle ferite di guerra sui gomiti e sulle ginocchia e sui fianchi e mi dico fa male ma non piangere okay? e mi dico stringi i denti e fai vedere a tutti quel che sai fare perchè questo è quello che conta no? ce la fai ce la fai ce la fai.
E niente la conclusione di questo post sconclusionato e volutamente privo di punteggiatura è che niente ha una conclusione e buttarsi fa male ma se lo devi fare fallo okay? nella pallavolo come nella vita fallo anche se poi ti rimangono le sbucciature i lividi le botte le cicatrici fallo e basta che ce la fai.
Ah sì e la pallavolo è uno sport dangerous sotto certi aspetti ma non spaventatevi troppo che sono ancora viva e poi io la adoro altrimenti mica continuerei vi pare? mi sento bene quando gioco è una senzazione magnifica di completezza assoluta come se la palla fosse destinata a cadermi tra le mani capite? come se fosse da sempre così come se sempre sarà così ed è assolutamente fantastico tipo che non smetterei mai.
E quindi ciao da me e dal mio flusso di coscienza che oggi ha voluto esprimersi,
R. Cherry
E allora c'era il sole che cominciava ad accucciarsi dietro i tetti come un gatto stanco che si concede un po' di riposo sul davanzale della finestra e io me ne stavo lì sul balcone a leggere La solitudine dei numeri primi che proprio mi è piaciuto tantissimo e che mi stavo infuriando per il finale che razza di finale è? Ho letto sul libro di italiano che scrivere cose del genere tipo senza alcun segno di punteggiatura vuol dire scrivere un "flusso di coscienza" che non si sa bene dove finisce e dove inzia un po' come il cielo un po' come l'oceano un po' come l'amore quindi io ora sto scrivendo un flusso di coscienza la mia coscienza ecco sì queste sono tutte parole che mi vengono dalla coscienza cos'è la coscienza? forse solo la voce del grillo parlante di Pinocchio oppure che ne so io cosa venite a chiederlo a me?
Pensavo che mi piace lottare per la mia squadra e per me e le partite di pallavolo sono come una battaglia personale dove devo superare i limiti e devo farcela proprio sì proprio devo farcela altrimenti mi arrabbio e mi viene da scavarmi una fossa e restarci dentro nei secoli dei secoli amen e poi sul serio farei di tutto pur di lottare per me per la squadra ma soprattutto per me e anche per far vedere al mondo quello che so fare e dire gente guardatemi guardate quanto cazzo sono brava vedete quanto riesco a fare? e lo faccio tutto da sola gente tutto da sola e voglio essere brava e mi ripeto okay okay ce la fai e quando mi butto per recuperare la palla mi sembra di buttarmi nel cielo capite? e volare e poi schiantarmi e mi faccio pure un male cane gente un male cane che mi rimangono i lividi per settimane come ferite di guerra della mia guerra personale e non gliene frega niente a nessuno proprio a un cazzo di nessuno quanto mi faccio male e nessuno mi dice poi oddio ma come stai? ma ti sei fatta male? nessuno me lo chiede e io me ne sto zitta a soffrire in silenzio e poi mi trovo tutte le mie belle ferite di guerra sui gomiti e sulle ginocchia e sui fianchi e mi dico fa male ma non piangere okay? e mi dico stringi i denti e fai vedere a tutti quel che sai fare perchè questo è quello che conta no? ce la fai ce la fai ce la fai.
E niente la conclusione di questo post sconclusionato e volutamente privo di punteggiatura è che niente ha una conclusione e buttarsi fa male ma se lo devi fare fallo okay? nella pallavolo come nella vita fallo anche se poi ti rimangono le sbucciature i lividi le botte le cicatrici fallo e basta che ce la fai.
Ah sì e la pallavolo è uno sport dangerous sotto certi aspetti ma non spaventatevi troppo che sono ancora viva e poi io la adoro altrimenti mica continuerei vi pare? mi sento bene quando gioco è una senzazione magnifica di completezza assoluta come se la palla fosse destinata a cadermi tra le mani capite? come se fosse da sempre così come se sempre sarà così ed è assolutamente fantastico tipo che non smetterei mai.
E quindi ciao da me e dal mio flusso di coscienza che oggi ha voluto esprimersi,
R. Cherry
sabato 12 febbraio 2011
Beh, okay, come non detto.
Quest'estate non sarò a Londra, ma non importa.
Irlanda.
Sì, forse sarò in Irlanda.
Sempre con Fede S., sempre in famiglia, sempre per 20 giorni.
Ci sarà anche G.
E' simpatica, G.
Ridiamo sempre un sacco, ci facciamo venire le lacrime agli occhi per le risate.
Il ritorno in bus, con lei, è sempre divertente.
Abbiamo perso la partita 3-0.
Quelle schiacciavano certe legnate che non potete sapere.
A meno che non siate quelle ragazze.
In questo caso, buon per voi.
Alle otto vado a cena fuori con la mia squadra di pallavolo.
Non c'ho voglia.
Proprio zero.
Sono stanca.
Ho ancora quaranta minuti, e mi guarderò Settimo Cielo.
In Settimo Cielo, Mary e Lucy si trovano un ragazzo al mese.
Anche in due settimane.
"Vuoi uscire con me, venerdì sera?"
Sì, come se fosse così facile.
Loro vanno al cinema di sera, hanno la macchina a sedici anni, cenano alle sei.
Hanno una bella casa e un bel giardino.
Non sono mica come noi, quegli americani da strapazzo.
Ho voglia di vedere Una settimana da Dio.
Sarebbe tipo la ventesima volta.
Ma io adoro quel film.
Oggi sono uscita con L. e M.
E' stato bello bello.
Era una settimana che non ci vedevamo.
Sono andata sulle altalene con M.
L. non ci è andata perchè dice che sono da bambini e si vergogna.
O L. si fa troppi problemi.
Oppure io sono una bambina.
E mi diverto ad andarci e spingermi fino al cielo azzurro.
Ultimamente è tutto azzurro.
Mi piace, l'azzurro.
E anche il rosso.
Pure le ciliegie.
Come farei a vivere senza L. e M.?
RedCherry
Irlanda.
Sì, forse sarò in Irlanda.
Sempre con Fede S., sempre in famiglia, sempre per 20 giorni.
Ci sarà anche G.
E' simpatica, G.
Ridiamo sempre un sacco, ci facciamo venire le lacrime agli occhi per le risate.
Il ritorno in bus, con lei, è sempre divertente.
Abbiamo perso la partita 3-0.
Quelle schiacciavano certe legnate che non potete sapere.
A meno che non siate quelle ragazze.
In questo caso, buon per voi.
Alle otto vado a cena fuori con la mia squadra di pallavolo.
Non c'ho voglia.
Proprio zero.
Sono stanca.
Ho ancora quaranta minuti, e mi guarderò Settimo Cielo.
In Settimo Cielo, Mary e Lucy si trovano un ragazzo al mese.
Anche in due settimane.
"Vuoi uscire con me, venerdì sera?"
Sì, come se fosse così facile.
Loro vanno al cinema di sera, hanno la macchina a sedici anni, cenano alle sei.
Hanno una bella casa e un bel giardino.
Non sono mica come noi, quegli americani da strapazzo.
Ho voglia di vedere Una settimana da Dio.
Sarebbe tipo la ventesima volta.
Ma io adoro quel film.
Oggi sono uscita con L. e M.
E' stato bello bello.
Era una settimana che non ci vedevamo.
Sono andata sulle altalene con M.
L. non ci è andata perchè dice che sono da bambini e si vergogna.
O L. si fa troppi problemi.
Oppure io sono una bambina.
E mi diverto ad andarci e spingermi fino al cielo azzurro.
Ultimamente è tutto azzurro.
Mi piace, l'azzurro.
E anche il rosso.
Pure le ciliegie.
Come farei a vivere senza L. e M.?
RedCherry
domenica 30 gennaio 2011
Trullalà
Partita di oggi vinta 3-0. Oh yeah.
Cherry:
1. In questi ultimi giorni sta leggendo Zia Mame, di Patrick Dennis
2. Ha deciso che le piacciono le sue sopracciglia, perchè sono come le vuole lei
3. Ha deciso che le piacciono i suoi occhi, che sono scuri come il caffè nero e hanno un bel taglio e sono profondi
4. Sta leggendo un sacco di Fan Fiction su EFP
5. E' uscita da poco dalla doccia e adesso profuma di shampoo ai fiori di Ninfea (così c'era scritto sulla confezione)
6. E' tutta dolorante e incazzata col ginocchio, che oggi l'ha fatta zoppicare
7. Sta per andare a mettersi la crema anti-infiammatoria sul fottuto ginocchio
8. Continua ad ascoltare la canzone Rolling in the deep, di Adele
9. Crede che Adele si legga "Adèle", alla francese, insomma
10. Ha un sonno da far paura e tra due minuti sarà sotto le coperte
11. Oggi ha fatto un sogno stranissimo
12. Questa notte vuole fare un sogno meraviglioso
13. Ha voglia di mangiare ciliegie
14. Vuole avere un ragazzo
Non per forza in quest'ordine.
Goodnight!
Cherry:
1. In questi ultimi giorni sta leggendo Zia Mame, di Patrick Dennis
2. Ha deciso che le piacciono le sue sopracciglia, perchè sono come le vuole lei
3. Ha deciso che le piacciono i suoi occhi, che sono scuri come il caffè nero e hanno un bel taglio e sono profondi
4. Sta leggendo un sacco di Fan Fiction su EFP
5. E' uscita da poco dalla doccia e adesso profuma di shampoo ai fiori di Ninfea (così c'era scritto sulla confezione)
6. E' tutta dolorante e incazzata col ginocchio, che oggi l'ha fatta zoppicare
7. Sta per andare a mettersi la crema anti-infiammatoria sul fottuto ginocchio
8. Continua ad ascoltare la canzone Rolling in the deep, di Adele
9. Crede che Adele si legga "Adèle", alla francese, insomma
10. Ha un sonno da far paura e tra due minuti sarà sotto le coperte
11. Oggi ha fatto un sogno stranissimo
12. Questa notte vuole fare un sogno meraviglioso
13. Ha voglia di mangiare ciliegie
14. Vuole avere un ragazzo
Non per forza in quest'ordine.
Goodnight!
sabato 29 gennaio 2011
Quando si dice che senza non puoi vivere
Ieri ho avuto allenamento, e il ginocchio ha ricominciato a farmi male. Che palle!
Credevo che fosse passato tutto, perchè per un po', dopo novembre, non ho più avuto dolori... però da inizio gennaio, ogni volta che salto o mi piego, sento una fitta proprio sotto la rotula.
Domani abbiamo la prima partita del campionato primaverile, e spero di stare bene. In realtà ho paura di sbagliare tutto, non so perchè.
Ci sono quelle volte in cui pensi che ogni cosa debba per forza andar male, non vi capita?
Il mio allenatore dice che forse sarebbe il caso di far visitare il ginocchio, ma io ho ho paura anche di questo, perchè non voglio che mi dica che mi devo fermare con la pallavolo. Non mi interessa se è anche solo per, chessò, due settimane?, non mi interessa, non voglio fermarmi.
Sono 7 anni che gioco e adoro giocare e non mi fermerò mai; non voglio, punto.
A pensarci, mi è capitato spesso di sentire cose tipo "oddio, non potrei mai vivere senza di te!", riferito soprattutto a delle persone. Ecco, io rivolgerei questa frase alla pallavolo, perchè, sul serio, non potrei farne a meno. Perchè? Perchè semplicemente la adoro, la amo, non so che dirvi. Vi sembra una cosa esagerata? Invece vi assicuro che non lo è, o, anzi, forse lo è, forse è dipendenza. Comunque sappiate che non sono una che dice le cose tanto per dirle. Soprattutto quando parlo di pallavolo.
...
...
No, seriamente. Vi assicuro che mi sta facendo crescere un sacco (anche dal punto di vista fisico, sì).
Comunque, caro ginocchio, io e te ne abbiamo passate tante e non azzardarti a rovinarmi gli allenamenti, o le partite; non farlo o te ne pentirai.
Ti voglio bene, ginocchio, guarisci presto.
..Okay, la smetto.
Ieri, prima di andare a fare allenamento, sono uscita con Fede S., che mi ha presentato un suo amico che mi trova carina: "Beh, sì, sei una bella ragazza!" (testuali parole) e io mi sono sentita sciogliere, perchè, wow, me l'ha detto in faccia! Cioè, esistono ragazzi del genere!
Comunque no, non ci pensate nemmeno; non lo trovo attraente, simpatico sì, ma niente di più.
Fatto sta che abbiamo mangiato un pezzo di pizza con lui, io Fede S. e lui, e più tardi sono arrivati altri amici di Fede S. Ci siamo presentati, ma, Dio, mi sentivo così fuori luogo! Del tipo che non sapevo più cosa dire, anzi, non dicevo e basta.
Quando è con un'unica persona che devo socializzare, o al massimo due, ma magari della mia età, magari gente con cui ho qualcosa in comune, no?, ci riesco. Invece questi ragazzi erano più grandi e davvero divertenti, ma più grandi. Mi sono davvero sentita una stupida, e non vedevo l'ora di uscire da quella situazione imbarazzante!
Non siamo rimasti tanto con loro, ma quanto è bastato per farmi venire la voglia di sprofondare sotto terra. "Oddio, ma cosa devo dire? Rido? Sì, loro ridono, dai, rido anch'io. Devo farla, questa battuta? Perchè magari boh, magari non ridono e ci faccio la figura dell'imbecille e non mi va, no, non mi va proprio. Ma come gliela dico, 'sta cosa? O anzi, la dico, 'sta cosa? Oh, ma magari mi stanno prendendo per asociale. Sono asociale? Sì, troppo silenziosa. Okay, dì qualcosa. Forza, S., dì qualcosa! Ti prego, ti prego, non startene zitta!"
Ecco, questa ero più o meno io. Sì, mi faccio un sacco di problemi, un sacco di paranoie, ma io l'ho detto, l'ho detto che sono terribilmente paranoica.
Ma comunque sono fatta più per la parte di pubblico, che per quella di attore. Cioè, non riesco ad entrare nel mezzo della scena, capite? Preferisco stare a guardare gli attori vestirsi e fare battute tra loro, e recitare i loro copioni sul palco. Preferisco stare dietro le quinte e ridere e basta, e ad applaudire, capite? Ma senza prendere parte della recita, perchè sono troppo paranoica e troppo timida, anzi, timida non sempre, perchè certe volte riesco a non esserlo, però non posso farci niente!
Devo anche aggiornare la lista degli artisti musicali preferiti di Cherry, perchè mi sono scordata di:
8. Robbie Williams
Come ho fatto a dimenticarmelo!
9. Adele
Scoperta da poco, ma ha una voce da paura.
Per i punti precedenti della lista, controllare post precedenti.
Bye, guys!
C.
Credevo che fosse passato tutto, perchè per un po', dopo novembre, non ho più avuto dolori... però da inizio gennaio, ogni volta che salto o mi piego, sento una fitta proprio sotto la rotula.
Domani abbiamo la prima partita del campionato primaverile, e spero di stare bene. In realtà ho paura di sbagliare tutto, non so perchè.
Ci sono quelle volte in cui pensi che ogni cosa debba per forza andar male, non vi capita?
Il mio allenatore dice che forse sarebbe il caso di far visitare il ginocchio, ma io ho ho paura anche di questo, perchè non voglio che mi dica che mi devo fermare con la pallavolo. Non mi interessa se è anche solo per, chessò, due settimane?, non mi interessa, non voglio fermarmi.
Sono 7 anni che gioco e adoro giocare e non mi fermerò mai; non voglio, punto.
A pensarci, mi è capitato spesso di sentire cose tipo "oddio, non potrei mai vivere senza di te!", riferito soprattutto a delle persone. Ecco, io rivolgerei questa frase alla pallavolo, perchè, sul serio, non potrei farne a meno. Perchè? Perchè semplicemente la adoro, la amo, non so che dirvi. Vi sembra una cosa esagerata? Invece vi assicuro che non lo è, o, anzi, forse lo è, forse è dipendenza. Comunque sappiate che non sono una che dice le cose tanto per dirle. Soprattutto quando parlo di pallavolo.
...
...
No, seriamente. Vi assicuro che mi sta facendo crescere un sacco (anche dal punto di vista fisico, sì).
Comunque, caro ginocchio, io e te ne abbiamo passate tante e non azzardarti a rovinarmi gli allenamenti, o le partite; non farlo o te ne pentirai.
Ti voglio bene, ginocchio, guarisci presto.
..Okay, la smetto.
Ieri, prima di andare a fare allenamento, sono uscita con Fede S., che mi ha presentato un suo amico che mi trova carina: "Beh, sì, sei una bella ragazza!" (testuali parole) e io mi sono sentita sciogliere, perchè, wow, me l'ha detto in faccia! Cioè, esistono ragazzi del genere!
Comunque no, non ci pensate nemmeno; non lo trovo attraente, simpatico sì, ma niente di più.
Fatto sta che abbiamo mangiato un pezzo di pizza con lui, io Fede S. e lui, e più tardi sono arrivati altri amici di Fede S. Ci siamo presentati, ma, Dio, mi sentivo così fuori luogo! Del tipo che non sapevo più cosa dire, anzi, non dicevo e basta.
Quando è con un'unica persona che devo socializzare, o al massimo due, ma magari della mia età, magari gente con cui ho qualcosa in comune, no?, ci riesco. Invece questi ragazzi erano più grandi e davvero divertenti, ma più grandi. Mi sono davvero sentita una stupida, e non vedevo l'ora di uscire da quella situazione imbarazzante!
Non siamo rimasti tanto con loro, ma quanto è bastato per farmi venire la voglia di sprofondare sotto terra. "Oddio, ma cosa devo dire? Rido? Sì, loro ridono, dai, rido anch'io. Devo farla, questa battuta? Perchè magari boh, magari non ridono e ci faccio la figura dell'imbecille e non mi va, no, non mi va proprio. Ma come gliela dico, 'sta cosa? O anzi, la dico, 'sta cosa? Oh, ma magari mi stanno prendendo per asociale. Sono asociale? Sì, troppo silenziosa. Okay, dì qualcosa. Forza, S., dì qualcosa! Ti prego, ti prego, non startene zitta!"
Ecco, questa ero più o meno io. Sì, mi faccio un sacco di problemi, un sacco di paranoie, ma io l'ho detto, l'ho detto che sono terribilmente paranoica.
Ma comunque sono fatta più per la parte di pubblico, che per quella di attore. Cioè, non riesco ad entrare nel mezzo della scena, capite? Preferisco stare a guardare gli attori vestirsi e fare battute tra loro, e recitare i loro copioni sul palco. Preferisco stare dietro le quinte e ridere e basta, e ad applaudire, capite? Ma senza prendere parte della recita, perchè sono troppo paranoica e troppo timida, anzi, timida non sempre, perchè certe volte riesco a non esserlo, però non posso farci niente!
Devo anche aggiornare la lista degli artisti musicali preferiti di Cherry, perchè mi sono scordata di:
8. Robbie Williams
Come ho fatto a dimenticarmelo!
9. Adele
Scoperta da poco, ma ha una voce da paura.
Per i punti precedenti della lista, controllare post precedenti.
Bye, guys!
C.
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