giovedì 25 agosto 2011

Pancakes e film

Tra un'ora arriva L. Prepariamo i Pancakes e ci guardiamo un film.
Ho messo a posto la camera, il salone e la cucina. Ho lavato i piatti. Ho rimesso i vestiti nell'armadio. Ho svuotato lo scatolone con le scarpe. L'ho lavato. C'ho rimesso dentro le scarpe. Ho eliminato quelle che non mi vanno più/non ho mai messo e non metterò mai/non mi piacciono. Le ho messe in un sacchetto in camera dei miei fratelli. Così imparano, oh.
Papà ha fatto la marmellata con le pesche del giardino. Ora abbiamo tanti barattoli di vetro pieni di confiture da sfamare l'Uruguay.
Sto ascoltando gli Aerosmith.
Ieri sera ho visto Nowhere Boy, quel film su infanzia/adolescenza di John Lennon. Ho aggiornato la lista dei film dell'estate duemilaundici, con altri film che ho visto i giorni scorsi.
Non ho assolutamente voglia di fare i compiti. Mi mettono depressione.
Fa caldo.
Ci sono le zanzare.
Sono due notti filate che faccio sogni tremendi. Il mio cervellino deve aver ricevuto qualche shock, ultimamente. O una botta.
Ho mandato un sms all'una e mezza di notte a Fede S., e le ho scritto Miss you, bitch.
Ho costruito una casetta fatta di cuscini a mio fratello - mi sono ricordata degli interi villaggi che ci facevamo da piccoli io e l'altro mio fratello, coi cuscini.
Ho fatto le ombre cinesi con uno dei miei fratelli:
"Guarda, questo è un lupo!", gli ho detto. E ho fatto Auuuuu!
"Sì, è vero!"
"E questa è un'aquila".
Gli ho fatto vedere l'aquila.
"Fai il cavallo".
"..."
Ieri mio padre ha passato la giornata a fare macedonie di frutta, e a portarmele in camera. Me le metteva di fianco, mentre io leggevo, e poi usciva e non diceva niente, per non disturbarmi. Adoro quando fa così. Quando mi porta la frutta che ha tagliato a pezzetti in una ciotola e me la posa di fianco e se ne va in punta di piedi. Come se fosse un segreto solo nostro, un piccolo gesto solo per me.
Voglio fare una doccia fredda. E voglio che l'acqua mi entri nel cervello, per annebbiarmi i ricordi e scivolare nella mia memoria. Anche se ci sono delle cose che non si dimenticano.
Kilian mi ha scritto che gli manco. Glio ho scritto anch'io che mi mancava. Tutto, di lui.

R. C.

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