I miss you more than anything
Back at home you feel so far
Waitin for the phone to ring
It’s gettin lonely livin upside down
I don’t even wanna be in this town
Tryin to figure out the time zones makin me crazy.
[Jet lag - Simple plan]
C'è che pensare che noi due non siamo più noi, ma siamo solo io e te, mi stringe il cuore e lo fa girare e sbattere su e giù per tutta la cassa toracica.
E mi manca il tuo sorriso, ch'è bello da morire, il tuo sorriso, soprattutto quando lo rivolgevi a me. E mi mancano i tuoi occhi chiari che non smettevano di cercare il mio sguardo, e non si allontanavano mai dal mio viso.
E ti ricordi la prima volta che ci siamo visti? Pioveva e faceva freddo e noi ce ne stavamo sulla spiaggia, sotto alla tettoia, ti ricordi? Mi stringevo nella felpa e tu non smettevi di guardarmi e io lo sentivo, il tuo sguardo, che m'arrivava sotto la pelle e mi faceva vibrare. Le ragazze mi piantavano i gomiti nei fianchi e mi sussurravano Ehi, l'hai visto quello? Ti sta fissando! Secondo me gli piaci! ma tu l'italiano mica lo capivi, e meno male che non lo capivi. Io e te però continuavamo a parlare e tu mi hai offerto una gomma e io l'ho presa, era alla menta, e ti ho sussurrato un Thank you e tu hai sorriso e poi me ne hai offerta un'altra, prima che io andassi e tu mi chiedessi Non potresti restare qua per altri quindici minuti? - non potevo restarci, con te, altri quindici minuti, non potevo proprio -, e mi hai chiesto se ne volevo una, di gomma, per ogni sera che siamo usciti e quando raccontavo 'sta cosa alle ragazze loro mi dicevano Cavoli, S., è il tuo uomo!, perché io ci vado matta, per le gomme. E avrei voluto che il mio uomo lo fossi diventato, ma per davvero.
Ti ricordi, poi, quando mi hai chiesto di uscire e siamo andati sul molo? Che nel mare c'erano due tizi che andavano in canoa, e io ho urlato un Hi, guys! e tu hai chiesto loro se l'acqua fosse fredda e ci siam messi a far conversazione.
E quando abbiamo attraversato la strada di fronte a casa mia? Che c'era una telecamera sopra al semaforo e tu me l'hai indicata, e allora io mi son messa a sventolare la mano e a dire Hello!, hello! e tu ridevi un sacco e hai cominciato a fare le linguacce alla telecamera. Sembravamo proprio due idioti, Kilian, ma davvero.
Per la miseria, Kilian, non avrei mai pensato di provare qualcosa del genere per un ragazzo tedesco - ovvero te, certo che parlo di te. Non so, è una di quelle cose a cui non avevo mai pensato. Sei stata una sopresa, Kilian. E non so ancora come abbia trovato la forza di lasciarti e prendere quel dannato aereo.
Mi manca il modo in cui non smettevamo un attimo di sorriderci - eravamo proprio fusi -, e mi mancano le tue braccia attorno a me e le tue mani sulla mia schiena e il modo in cui mi dicevi, un po' imbarazzato, che ero bellissima.
Mi manca il modo in cui mi facevi sentir bene, e mi facevi sentir felice, pure fin troppo, così tanto che non ho smesso di sorridere come un'ebete per tutto il tempo, pure quando son tornata in Italia, tanto che non riuscivo ad ascoltare la gente che mi parlava e mi rivedevo sempre nella testa, proprio come un film, tutti i momenti che avevamo passato insieme. Fede S. mi diceva di ripigliarmi, e io proprio non ci riuscivo, proprio no, ma era lo stesso un sacco felice e lo ero anch'io.
Tu lo eri? Io sì. E lo sono ancora, anche se sei lontano - me lo ricordo, quando mi hai parlato della Germania e io dell'Italia, quando ancora riuscivamo ad assaporare quegli attimi in cui non c'importava del domani; quegli attimi in cui eravamo solo io e te, tu ed io, e non pensavamo ad altro che a noi due. In quelle notti o sotto il sole o sotto la pioggia o a ballare insieme, quando io ti ho detto che sei un bravo ballerino e tu hai detto no, hai detto che quella brava ero io.
E accidenti, non credevo sarei arrivata a questo livello di sdolcinatezza diabetica. Non sono una tipa così zuccherosa. E' solo che tu, tu mi facevi sciogliere proprio. Soprattutto quando m'hai detto che mi volevi baciare, e io pensavo Merda, non sai quanto lo voglio io - hai delle belle labbra, sai? -. Ma anche in tutte le altre occasioni. Anche quando solo mi stavi vicino, mi facevi sciogliere.
E non riesco ancora a capire - sul serio, non ci riesco, me lo spieghi tu? - come tu sia riuscito a catturarmi in così poco. Perché sei (stato) importante, e la storia che, a frammenti, sto raccontando ora, non è stata poi solo una storiella estiva, ma qualcosa di più. Più bello, più vero, più puro. Forse non al punto di amarci, questo no - insomma, è stato così breve e tutto è scivolato via, attraverso i nostri cuori, in poche settimane -, ma comunque è stato tanto.
La cosa più bella - okay, no, ce ne sono state molte di più, di cose belle - è quando, qualche settimana fa, hai detto che stavi imparando l'italiano per parlarlo con me. Cioè, Kilian, per la miseria, vuoi farmi morire o che? Lo sai che ormai siamo lontani, te l'ho già detto, siamo solo io e te, non più noi.
E comunque, sai quando mi hai detto I miss you?
Beh, I miss you too.
E vorrei essere di nuovo a Paignton, sulla spiaggia, con te e coi ragazzi - eravamo tantissimi, proprio un mucchio, e ci volevamo bene anche senza conoscerci sul serio - a guardare il sole tramontare e a sentire i piedi freddi e a toccare l'acqua dell'oceano.
E, come mi scrissi tu, in quel messaggio d'addio - ricordi? -:
In love,
C.
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