In casa non c'era nessun altro, e mi sentivo un po' sola e malinconica.
Avevo messo la sveglia alle 9.30, così, perché almeno stanotte un po' di sonno ce l'avrò, e non sarò costretta a rigirarmi nel letto senza riuscir a prender sonno, e forse mi riabituerò agli orari della scuola prima dell'inizio delle vacanze di Natale - ovvero quando gli orari vengono clamorosamente infranti.
E così ho messo Thunderstruck, degli AC/DC, come sveglia - una roba molto carica, insomma - e mi sono alzata. Mi sono infilata un'altra maglia sopra quella che avevo. Ho vagato per casa come un fantasma, intravedendo il riflesso della mia faccia assonnata su tutte le superfici riflessose, tipo specchi e vetri. Roba che sembrava ci stessero più S., in casa mia, e camminassero una dietro all'altra.
Mi sento le gambe di legno per colpa dell'allenamento di ieri. Per trovare sollievo, ho cercato di imitare uno di quei massaggi tonificanti che mi fa mia madre quando ho i muscoli infiammati, ma probabilmente non ci sono riuscita, perché non m'ha fatto nessun effetto. Continuano ad essere di legno.
Poi ad un certo punto il vento ha fatto sbattere la portafinestra che dà sul balcone. Allora sono andata in cucina per richiuderla, e lì ho visto una bottiglietta di vetro piena di limoncello. Non avevo mai bevuto limoncello, e così ho voluto provare.
Ne ho bevuto un sorso, in apnea, senza darmi il tempo di provare a sputare. Ho mandato giù, e ho sentito la gola diventare calda, in un modo confortante. Per il resto, mi ha fatto schifo. Ma sul serio. Era forte e amaro, ma ne ho bevuto un altro sorso diluito con acqua. E, in effetti, quella volta m'ha fatto meno schifo della precedente, ma la gola non è ridiventata calda come avevo sperato, quindi ho chiuso la bottiglietta e sono andata a lavarmi i denti, ché con quel saporaccio in bocca non ci volevo stare.
Mi sono sdraiata sul divano in sala, con gli auricolari nelle orecchie e una sensazione di torpore addosso e anche lo stomaco caldo e le palpebre che volevano chiudersi. Continuavo a ripetermi di non addormentarmi, non addormentarmi, che poi dovevo fare i compiti e rimanere lucida, altrimenti non avrei mai combinato un accidente nella vita.
Ho ascoltato la pioggia che batteva sui vetri, e i tuoni che rimbombavano lontano.
Poi ho pensato che probabilmente non riuscirò mai a prendermi una sbronza come si deve, perché mi sa che l'alcol non me gusta parecchio. Però era una delle cose sulla mia lista di cose da fare nella vita. Tanto per provare, eh.
RedCherry
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