venerdì 16 settembre 2011

Un minuto di silenzio per Salvatore il dilatatore

Che ci ha lasciati al mio allenamento di lunedì. Lo stavo allargando a tre millimetri, solo che ancora non ero arrivata alla parte più spessa. Così ero all'allenamento e m'è arrivata una palla addosso, proprio lì su Salvatore, che mi ha squarciato il lobo, scivolando nella parte più spessa senza che potessi andare gradualmente come volevo fare. Bruciava da morire e avevo le lacrime agli occhi, quelle lacime involontarie che salgono quando ti prende un dolore pungente tutto d'un tratto. E G. mi ha trascinata nei bagni, abbastanza sconvolta e più in preda al panico di quanto fossi io. tra l'altro il buco sanguinava, e a lei faceva impressione.
Poi, la scuola. La nuova sede è tutta bianca e grigia e nera ed mette un po' tristezza, anche perché intorno c'è solo terra e cemento e niente giardino. La zona mi piace, però, anche perché siamo vicini a tutto e con poche fermate di metro siamo arrivati in centro. Dentro è bellina, anche se ora hanno unito le nostre due sedi di linguistico e un'altra scuola ed è sempre un macello uscire ed entrare. Però c'è un sacco di gente interessante e la nostra classe ha un sacco di finestre - non avevo mai avuto un'aula con così tante finestre! - ed è luminosa.
Dai trenta dell'anno scorso siamo passati ad essere ventisette (una bocciata a giugno e due a settembre). Il primo giorno ero rilassata e tranquilla. Non provavo nessuna emozione a riguardo. Ho ritrovato i ragazzi più alti e prossimi a cominciare a farsi la barba, ragazze coi capelli schiariti o tagliati o allungati. Alla fine, però son sempre loro.
Le lezioni, bene o male, stanno ricominciando. In questi giorni c'è stato un po' di cazzeggio, ma sono sicura che già da settimana prossima i prof ricominceranno a spiegare e noi avremo voglia di sbattere la testa contro il muro.
Sono uscita con delle mie compagne di classe la domenica prima dell'inizio della scuola, e anche martedì. Abbiamo mangiato i panzerotti in zona Duomo e fatto un enorme giro a piedi, fino a porta Ticinese in tram e poi giù a piedi fino a piazza San Babila. Stavano facendo manifesta, non so bene per cosa. Abbiamo mangiato dei brownies in una pasticceria american style, e passate davanti a un mucchio di negozi vintage e americani, dove vendevano delle robe strane.
Sono andata a fare una radiografia alle ginocchia, perché non hanno smesso di darmi fastidio tutta l'estate.
Sento L. tutti i giorni al telefono, e qualche volta riusciamo anche a beccarci alla stazione degli autobus. Le dico spesso che è un'anima galleggiante. Sembra seriamente sospesa tra cielo e terra. E' sempre rossa sulle guance e con lo sguardo perso nel vuoto.
Ogni volta mi dice: Cazzo, Sò, mi sto proprio rincoglionendo!, e io un po' la invidio, ma sono strafelice per lei.

Poi, ecco. La prof di francese è la solita svampita di sempre e ha dimenticato - di nuovo - i nostri nomi; quella di inglese sempre la stessa scassapalle (si scrive tutto attaccato?); quella di arte ha la stessa voce bassa e inudibile dell'anno scorso e non s'è tolta il vizio di mugugnare e dire ehm, mmh ogni quattro parole, ma non ha più il microfono che usava per fare lezione - altrimenti nessuno la sentiva, senza microfono -. Il prof di storia e geografia continua ancora a guardare le tette a tutte, alla prof di francese conversazione è rimasto il vizio di dire sempre ça m'enerve!; il prof di italiano e latino, per fortuna, ancora non l'abbiamo visto. Quello di matematica lo vedremo domani per due ore filate, quello di inglese conversazione non s'è fatto ancora vivo; la prof di scienze e quella di religione e quella di educazione fisica non ho ben capito quando le vedremo.
Tra l'altro, l'orario fa schifo, quello di pallavolo pure, a scuola non sono ancora arrivate le macchinette, e il bar che dovevano mettere all'ingresso non è ancora pronto e devo farmi un'ora e un quarto di tragitto da casa a scuola tutte le mattine, più al ritorno.
Un mio compagno di classe non fa altro che guardarmi le tette mentre mi parla, e avrei voglia di tirargli un calcio tra le gambe e dirgli che, forse, la mia faccia è un po' più in alto, ma mi limito a dargli un pugno sul petto e lui si lamenta del fatto che i miei pugni sono troppo forti. I muscoli che mi son fatta nel corso degli anni a pallavolo saranno serviti pure a qualcosa, mh?
La nostra classe è subito di fianco alla seconda di cinese e il bagno ha il pavimento a quadrati bianchi e neri. Sembra una scacchiera.
Fa caldo, fa caldo, fa caldo. Dormo ancora con pantaloncini e canottiera.
La smetto di blaterare, d'accordo.

R.C.

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