A scuola ci stanno massacrando, e io dico, siamo solo a marzo, che due palle. Tutti a lamentarsi; avete notato che la gente cerca sempre qualcosa da ridire? Sempre contrariati a qualcosa, a sbuffare eccetera.
Ho avuto un'infinità di verifiche e interrogazioni, e già mi sono rotta. Voglio l'estate, il concerto del Boss, l'Inghilterra.
Mercoledì io, C. e Fede S. andiamo ad una festa. Con C. (ci siamo legate molto, ultimamente, usciamo insieme in centro e andiamo al cinema solo noi due) ho comprato un vestito bianco (la festa è a tema Black&White, fighissimo). Voglio conoscere qualcuno di interessante. Sono stanca da morirci. E' iniziata la primavera e, al posto di uscire dal letargo come gli altri animali, vorrei andarci. Ora.
Mi stanno crescendo le tette. Roba da non crederci. Di punto in bianco, poi; cioè, all'inizio mica me n'ero accorta. Poi un paio di giorni fa mi sono guardata allo specchio e cazzo, sono più grandi (what a fuck yeah). Madre Natura non mi ha dimenticata, allora, donando al resto della famiglia (soprattuto dalla parte di mio padre, checcavolo) delle bocce così. Ora mi sento realizzata e devo condividere questo fatto col resto del mondo, perdonate il mio egocentrismo. Che poi scusate, se uno apre un blog molto probabilmente parlerà di sé, no? Cavolo, quindi in pratica ce la tiriamo tutti in un modo assurdo.
Giovedì all'ultima ora ho consegnato la poesia in uno degli uffici della scuola, e l'ha presa una prof di tedesco simpaticissima, che tra l'altro non avevo mai visto. Allora la consegno, lei mi chiede se ne sono soddisfatta, cominciamo a parlare (se qualcuno mi dà il via libera, non mi tiro certo indietro), le racconto del Marocco, perché vuole assolutamente saperne qualcosa; lei mi racconta della Germania, dove ha vissuto per più di dieci anni e continuiamo e continuiamo. Tra l'altro è una tipa molto particolare, sia come modo di fare e porsi, che come modo di vestire.
Dopo tipo venti minuti che stavamo lì:
- Ah, ma... tu ora cosa avresti? Buca? -
- In realtà ci sarebbe educazione fisica... -
- 'Sti cazzi, facciamo educazione mentale. -
Mi prende una sedia, ne prende una anche lei, e ci sediamo una davanti all'altra. Ricominciamo a parlare. Mi racconta qualcosa della Seconda Guerra Mondiale, di come stavano le cose in Germania in quel periodo. Le faccio un bel po' di domande su come vivono ora i giovani i fatti della Shoah. Parliamo. Parliamo. Di film e di libri. E' troppo una grande. Mi fa una frase fatta di "ma che cazzo, loro non hanno un cazzo da dare!".
Poi alla fine delle lezioni, io che ho balzato tutta l'ultima ora, lei che mi saluta. Mi dice che è stato un piacere conoscermi, le dico che è stato un piacere parlare con lei. Mi dice di venirla a trovare, e lo farò di sicuro.
Insomma, non si vedono dappertutto adulti di questo genere, e ha saputo rendere le spiegazioni interessanti, non noiose come gli altri prof. Da grande vorrei diventare un po' come lei.
Cherry
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