lunedì 16 aprile 2012

Quando ci si chiede come facciamo ad essere ancora mentalmente sani

Ora che sono esattamente di fronte alla cattedra, che tra un po' vado pure in braccio al prof di turno - che orrore! -, vedo i sopracitati personaggi in modo diverso. Più nitido. Una specie di incontro ravvicinato del terzo tipo, ecco.
C'è la prof di inglese che c'ha un canino orripilante, che praticamente è orizzontale. I denti di quasi tutti i prof sono inguardabili; vanno da quelli deformi, a quelli da fumatori accaniti (ma proprio che c'hanno il fumo pure sotto le ascelle), a quelli seghettati a quelli tipo da topo, e per finire quelle dentature a cui mancano quattro denti di fila, tra molari e premolari. Cristo!
Poi ognuno ha la sua stranezza: c'è quello di mate che è fissato coi gessetti colorati, e ci mette secoli prima di decidere quale usare per colorare come un bravo pittore le figure geometriche che ci disegna alla lavagna; quello di italiano e latino che ha due narici tante, che secondo la teoria mia e di G. potrebbe mettersi a fare l'aspirapolvere per i tavoli; quella di francese che sembra la mattina, per aggiungere un po' di brio alla giornata, si vesta con una benda sugli occhi, tanto gli accostamenti che fa sono da pugno nell'occhio; quella di inglese che c'ha una frangia unta e bisunta ai massimi livelli; quella di francese madrelingua ha una specie di enorme foruncolo sulla guancia; quello di storia e geografia puzza di fumo di sigaretta manco una ciminiera; quello di inglese madrelingua è rosso rosso coi capelli gialli - non biondi, gialli, quel giallo vomitino di gallina -; quella di storia dell'arte è una figura alquanto inquietante, devo dire, anche perché sembra sempre che risorga dall'aldilà per venire apposta a farci lezione (tra l'altro spiega a macchinetta, della serie che non facciamo nemmeno in tempo ad entrare nell'aula di arte che lei è già partita in quarta) e parla con una voce inudibile (mi chiedo perché non si porti più il suo microfono che usava all'inizio dell'anno - o forse era l'anno scorso?); quella  di informatica a cui si vedono reggiseni, perizomi e ha tette e chiappe all'aria; quella di scienze che sembra un topino (lei però è una bella donna, i miei compagni di classe, arrapati come sono, le sbavano dietro e ci fantasticano sopra); quella di religione fa la burlona ma tanto burlona non è; quella di diritto c'ha sempre il raffreddore, 365 giorni l'anno, coi suoi capelli vaporosi e un chilo di mascara e il rossetto rosa shocking.
Ora che ho portato a termine questa accurata documentazione sugli esemplari adulti che popolano la nostra classe tutti i fottuti giorni della settimana, direi che posso anche andare a dormire, che sono stanca morta.

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