domenica 3 aprile 2011

Blu e oro

Blu come l'oceano, che mi manca così tanto. Che non vedo l'ora di buttarmici dentro, e attraversare le onde enormi e sentirmi una sirena. Stare coi miei cugini belli come il sole, buoni come il pane, che mi insegnano sempre tanto, ogni volta che sto da loro.
E andremo alla spiaggia tutti i giorni, sempre di mattina tardi, perchè non riusciamo mai ad alzarci presto e buttarci giù dal letto e prepararci in un tempo accettabile. La sera saremo in giro, come al solito, a ridere e sgranocchiare patatine sul lungo mare, dove c'è la gente che vende il pesce e i ragazzi ti guardano negli occhi sorridendo. Oppure ci faremo la solita passeggiata, che è solo nostra, e ci inventeremo ogni volta un nuovo modo per camminare. Arriveremo sulla spiaggia, non la nostra ma un'altra, e stenderemo il telo viola sulla sabbia e noi ci sdraieremo sopra, incastrati insieme - gambe e braccia e capelli - come pezzetti di un puzzle. E forse una sera saremo solo in cinque, solo noi "ragazze grandi", che tra l'altro io sarei una delle più piccole, ma ormai la differenza d'età non si sente più tanto come una volta. E allora se saremo solo tra ragazze voi mi racconterete delle belle cose che fate, sì, ogni giorno me lo racconterete col buonumore e mi farete pisciare dalle risate, ragazze, come ogni anno.
O se invece saremo di più, tipo una decina, che non siamo nemmeno tutti, noi cugini, ci prenderemo a braccetto, incastrando ancora i gomiti gli uni tra gli altri, come una specie di collana.
Butteremo la testa all'indietro e guarderemo le stelle e faremo facce strane.
Non cambierà niente, d'accordo? Che voi siete più fratelli che cugini, e vi adoro sul serio, ragazzi. E anche se siamo in tanti, e proprio tanti, sarà tutto come sempre, anche se non ci sarà più il nonno, okay? Che noi abbiamo sempre avuto un rapporto speciale, vero? E anche se adesso siamo cresciuti e continueremo a crescere, lo faremo insieme, intesi? Insieme, punto e basta.
Verrò ancora giù in Marocco, nel caldo Marocco, quest'estate. Promesso, ragazzi. E mi insegnerete ancora una volta un po' di parole in più in arabo, e continueremo a parlare sempre un po' in francese, un po' in inglese, con un linguaggio tutto nostro. Vi insegnerò un po' d'italiano e staremo bene, insieme, a viverci questa estate che non arrivava più.
Perchè questa fottutissima distanza non mi impedisce di pensarvi, ragazzi. E non vedo l'ora di rivedervi. Andremo ancora al mare, come ogni anno, e giocheremo a calcio sulla spiaggia d'oro e tanto calda da bruciare, col sole giallo sulla pelle. Raccoglieremo conchiglie e cammineremo scalzi sugli scogli appuntiti, anche se tutti ci dicono sempre di mettere le ciabatte - ma a noi che ce ne frega?
E torneremo a casa al pomeriggio tardi, dopo aver visto il sole tramontare e immergersi nell'acqua, come un biscotto. Allora verrano le nuvole e farà un freddo tremendo, col vento tra i capelli, che ci butta la sabbia negli occhi.
Perchè siamo giovani e belli.
E quando tornerò, quando tornerò sarò un po' un carboncino, più scura del mio solito caffèlatte che mi piace proprio, perchè sono un po' come una tazza, sì. E nella mia tazza papà ci ha versato del caffè, e mamma un buon latte dolce. Ma vabbè, sarò scura scura e tutti mi diranno oh, come ti sei abbronzata! e io penserò a voi e al pezzo di sole che mi si addormenta sulla pelle ogni volta che vengo da voi.
Mi mancate, cazzo. Voglio il mio Marocco bello e blu e oro, che è la mia seconda casa e così sarà sempre. E noi saremo sempre noi.

RedCherry

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