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sabato 14 aprile 2012

Tra l'altro, odio quando qualcuno mi mette sottosopra la camera, perché poi non trovo più niente. E' come se mettessero le mani tra i miei organi interni e li ribaltassero tipo frittelle.

RedCherry

mercoledì 14 marzo 2012

Random facts about me

1. Quando mi metto le lenti a contatto, comincio sempre con l'occhio sinistro; quando mi metto lo smalto, mano sinistra; quando mi pettino i capelli, divido la chioma in due parti e comincio con lo spazzolare prima quella di sinistra (non chiedetemi perché);
2. Sono pazza di frutta (ultimamente stravedo per i kiwi) e ne mangio almeno uno al giorno;
3. Senza collane o anelli mi sento nuda;
4. Scrivo sulle punte o sui bordi delle scarpe (tipo All Star e simili);
5. Durante l'estate della terza media ho fatto un collage ritagliando figure da una rivista di moda che mi aveva dato mia zia, e l'ho incollato alla parete di camera mia (è ancora lì);
6. Ho una maglia dei Ramones;
7. La mattina, mentre vado a scuola, ascolto radio 105; la sera, se capita, Virgin Radio;
8. Quando comincio a vedere una serie tv vado in fissa e non faccio altro che parlarne;
9. Vedrai raramente le mie unghie del loro colore naturale (sempre smalti);
10. Porto il 38/39 di piede;
11. Quando metto piede in una libreria/biblioteca, ci passerei le ore;
12. Adoro guardare film;
13. C'è stato un periodo (seconda media, puah) in cui ascoltavo i Jonas Brothers (che poi boh, esistono ancora?). Per fortuna è durata poco;
14. In autunno sono andata ad alcune feste e ho bevuto (un giorno ne parlerò). Ero brilla, niente collassi, divertente da matti;
15. Ho fatto il gioco della bottiglia (sempre a un paio di queste feste), baciando sia ragazzi che ragazze (parlerò pure di questo, e no, non sono bisex, anche se non ci vedo niente di male);
16. Una volta credevo di essermi presa una cotta per il mio migliore amico (probabilmente c'ero vicina);
17. Ho riciclato un regalo, dandolo ad un'amica per il compleanno.

Sì, direi che mi sono sputtanata abbastanza.
C.

sabato 24 dicembre 2011

Ommaigod!

Blogger ha ripreso a funzionare come si deve, dopo qualcosa come 5 mesi che dava problemi. Sono esterrefatta, davvero. What a beautiful Christmas present.
E' bello vedere su Youtube commenti a video natalizi con scritte cose tipo Merry Christmas from Poland/Philippines/Romania/Holland/Greece/unpaeserandomdelmondo. Cioè, mi riempie il cuore.
Poi questo periodo, almeno per me, non è dei migliori. Insomma, è bello lo spirito natalizio e tutto, stare a casa a cazzeggiare, ricevere regali dagli amici (uno dei regali, fatto da alcune mie compagne di classe, è stato un reggiseno rosso! Era da settembre che dicevo di volerne uno, ma non avrei mai creduto che, insomma... Gesù, ho riso per un'eternità, da non credere!). Sì, è bello tutto questo e molto altro, ma è un periodo buio, per me. Nel senso che sento un buio interiore, qualcosa del genere. Non faccio altro che paragonarmi ad altra gente e a chiedermi continuamente perché non ho quelle mille qualità che hanno loro. Non riesco ad accettarmi completamente; faccio finta di niente e guardo avanti, ma magari ho le lacrime agli occhi e prego perché nessuno se ne accorga. Insomma, c'è da dire che non è nemmeno la prima volta che mi capita. Spesso cerco di farmene una ragione, di dirmi ehy, non importa, sei molto meglio di altre. Certe volte lo penso davvero, certe altre sto una merda. Tipo in queste settimane. Sarà questa fottuta adolescenza, o il fatto che abbia detto bene le cose che mi erano state chieste nell'interrogazione di italiano, ma che il prof mi abbia messo un misero 6 e mezzo, giustificandosi con una frase del tipo "Le altre volte le cose le hai dette meglio" (e qua mi sono incazzata da morire). E okay, mi sta bene, tanto lui non mette mai più di 7, però è un'ingiustizia colossale. Oppure sarà che la verifica di scienze e quella di informatica sono andate penosamente, ma penosamente davvero. Sarà che mi sento sola come non mai, ma cerco di non pensarci. Saranno altre migliaia di cose, saranno i commenti della gente, quelli che da anni mi ripeto di non ascoltare, ma che non posso fare a meno di sentire. E sono due cose diverse. E ogni volta, quando credo che sia finita, quando m'illudo di essere riuscita a passarla, a dimenticare, ci ricado. Merda.
Non so, non so davvero. Continuo a ripensare a tutte le persone che ho perso, continuo a chiedermi che senso abbia andare bene a scuola se poi da vecchia guarderò indietro e non vedrò nulla. Se la gente guarderà indeitro e non mi ricorderà e non mi vedrà. E mi chiedo se io abbia mai colpito qualcuno per il modo in cui sono. Perché è una di quelle cose che vorrei fare: colpire la gente. Vorrei essere splendente come M., che non va bene a scuola ma a scuola tutti la conoscono e sa parlare con tutti e canta da Dio e ognuno la ricorda per qualcosa di bello. Perché lei sarà ricordata, lei sarà conosciuta, sarà amata dai professori anche se non è mai stata un genio, sarà pensata dai ragazzi perché ci sa fare ed è bella, avrà una vita splendente come ora. Magari non farà l'università, ma magari sarà famosa per la sua voce. E sarà carismatica quanto ora e potrà dire di essere stata mia amica, ma quando pronuncerà il mio nome nessuno saprà chi sono. Insomma, io la adoro, è fantastica, meravigliosa davvero, ma non posso fare a meno di invidiarla. E non sopporto invidiare la gente, andiamo, che senso ha? Mi chiedo che senso abbiano questo e tutto il resto. Chi sarò, io? Una di quelle normali. Sarò una normale, probabilmente. Ma sinceramente non riesco a vedermi di qui a 5 anni. Qualche volta mi vien da pensare che semplicemente non ci sarò, nessuno mi vedrà, me compresa, non ci sarò e stop.
A parte questo, sono convinta che nella vita serva una personalità forte, e io non credo di averla. Quest'anno sono stata classificata come una delle "alternative" della classe. Perché ho un mio stile, e d'accordo, ma anche questo, che senso ha? Solo perché mi vesto magari qualche volta tutta in nero o metto accessori particolari o perché ho dei piercing o perché qualche volta metto maglie di alcuni gruppi che mi piacciono? Mi vesto così perché mi piace, non perché voglia dimostrare qualcosa. Perché questa sono io, per il momento. Perché probabilmente questo è solo un periodo. Non credo che a trent'anni sarò ancora etichettata come "alternativa". E comunque non capisco. E c'è qualcosa di questo discorso che non va, c'è qualcosa in me che non va, non riesco a capire. Non so neanche se mi sono espressa bene, se ho detto veramente quello che volevo dire, e, pensandoci, la risposta è no. Perché assolutamente non ho detto tutto, anzi, ho detto poco e niente. E' difficile, non riuscirei a dire tutto, né ora né mai. E' complicato.
Mi verrebbe voglia di cancellare e riscrivere tutto, ma non lo farò. Probabilmente tu, sì, tu che stai leggendo, non riuscirai a comprendere. E ti dò ragione, anche perché per me vale lo stesso. E comunque questa specie di monologo ha preso una piega strana e non ho voglia di star qui a spiegarti le cose.
Solo che ho una specie di casino mentale e psicofisico, o qualcosa così. Una matassa di fili che non riesco proprio a sbrogliare. Non ho voglia di fare un'autoanalisi, e non ho la testa per risolvere certe cose. Potrei sembrare una specie di persona malsana che si fa i complessi, e probabilmente è così, ma quando c'ho dentro certe cose è meglio sputarle fuori scrivendo. Mi sento meno pesante, ma ancora soffocante.
Per fortuna non sono sempre così, altrimenti sai che palle!
Per adesso vi auguro solo di passare uno splendido Natale vicino alle persone che amate. Ingozzatevi di roba buona e rilassatevi e divertitevi, che le vacanze volano, come al solito!

Un sorriso,
Red Cherry

domenica 18 dicembre 2011

A nove anni ho smesso di credere a Babbo Natale

Sì, direi tra le quarta e la quinta elementare. Il che è triste, perché quando smetti di credere a Babbo Natale vuol dire che stai diventando grande e non ti è (quasi) più concesso sognare. Il che vuol dire che a uno dei miei fratelli (d'ora in poi lo chiamerò Pulce, in questo blog) mancano qualcosa come tre/quattro anni prima che smetta di scrivere le letterine per Babbo Natale. Proprio ora che sta imparando a scrivere ed è in quella fase in cui fai degli errori buffissimi. E in questo periodo è così bello e mi fa sorridere talmente tanto vedere Pulce che cerca di scrivere bene per farsi capire da Babbo Natale, che pensare di togliergli questo momento mi mette angoscia. Il punto è che non saremo noi a dirgli la verità; sarà lui a scoprirla da solo. A farsi domande, come me le son fatte io (ma come è possibile che in Marocco [dai miei cugini, N.d.A.] non ricevano regali a Natale?, Babbo Natale non fa mica il giro del mondo? E dove li prende i giocattoli? E perché nessuno l'ha mai visto?); a ragionare con il suo cervellino.
Perché quando cominci a non crederci più, il Natale ha un altro gusto.
Però boh, a parte questo, sento che sto per crollare. Son tre giorni che non tocco il pc, sono distrutta, mi sento un fottuto straccio troppo consumato, e domani ho due verifiche e martedì un'altra e ci sono ancora dei giri di interrogazione in un po' tutte le materie fino a giovedì. Quando uscirò da scuola, l'ultimo giorno, credo mi metterò tipo a ballare o roba del genere, a ringraziare il cielo per l'esistenza delle vacanze di Natale.
Perché i 5 giorni che mi sono fatta a casa settimana scorsa (dal 7 all'11, ringraziando Sant'Ambrogio di essere il patrono di Milano, e Pisapia, sindaco di Milano, per aver chiuso le scuole anche venerdì e sabato), sinceramente... non son serviti a un cazzo. Della serie che sono stata sempre in giro, o sempre a studiare, ho dormito 11 ore a notte, ma poi ero più stanca di prima.
Quindi ecco, non vedo l'ora che questi ultimi quattro giorni passino, non vedo l'ora, non vedo l'ora. Non riesco più ad alzarmi la mattina; al posto che alle sei, se va bene, per le sei e mezza sono in piedi e devo fare tutto di fretta, altrimenti perdo il bus, e intanto prego affinché la metro rossa abbia i suoi soliti "problemi tecnici" e mi faccia arrivare in ritardo, almeno posso balzarmi tutta l'ora ed entrare alle 9 meno un quarto dicendo "la metro non andava, non è colpa mia o della sveglia!", anche se in realtà sarei potuta essere in classe benissimo per le 8 e un quarto. Cosa che tra l'altro ho già fatto, con alcuni compagni di classe; solo che faceva un freddo della madonna e allora non abbiamo resistito fino alla fine dell'ora e siamo entrati prima, ma sempre in ritardo, saltandoci l'interrogazione (oh yeah).
Poi, poi, poi. Sto leggendo Il passaggio, di Justin Cronin, che è un mattone di 800 e passa pagine, ma lo sto adorando. Seriamente. E' scritto benissimo e scivola via che è una meraviglia.
Stranamente mia madre, da ormai un sacco di mesi, non trascina più me e i miei fratelli a Messa. Non so bene quale sia il motivo; forse s'è rotta le palle delle nostre lamentele e dei miei discorsi spacca maroni sul fatto che "Se ci obblighi ad andare in chiesa a quest'età, da vecchi non vorremo più metterci piede!" Il che, secondo me, è assolutamente vero. Insomma, sicuramente non sono atea, perché pensare di essere completamente sola un po' mi spaventa. Credo in Dio e credo che Gesù sia esistito e tutto il resto, ma non capisco il motivo dell'andare a Messa ogni domenica - insomma, se credi a qualcosa di tanto intimo, non dovresti avere il bisogno di dimostrarlo -, e non appoggio la Chiesa, come organismo, per tutta la merda che ha sparso in giro per il mondo, pur sostenendo di fare il volere di Dio.
A parte questo, è favoloso vedere luci e decorazioni in giro per la città. E' una di quelle cose che mi fa stare bene, come sentire le canzoni natalizie e ricordarmi di quando ero piccina così.
Non so quanto riuscirò a scrivere qui sul blog; tralasciando il fatto che la seconda liceo è pesante, cosa che tra l'altro è vero, è prende un sacco di tempo, con la storia delle feste e che poi vado in Belgio a trovare i miei zii fino a Capodanno, non potrò essere costante (come se io lo fossi stata fino ad ora...).
Ma comunque. Guardatevi Se mi lasci ti cancello, è qualcosa di meraviglioso. C'è Jim Carrey che per una volta recita un ruolo serio, e, anche se il titolo sembra una roba tipo commedia demenziale, fidatevi, non lo è. Il titolo originale, infatti, sarebbe Eternal Sunshine of the Spotless Mind.
Non vedo l'ora del concerto del Boss [Bruce Springsteen, N.d.A.]! Ho preso i biglietti qualche settimana fa e sono già gasatissima.

R. C.

domenica 4 dicembre 2011

Dopo una settimana e mezza di fancazzismo totale,

Mia madre m'ha preso e m'ha chiesto se ultimamente stessi studiando abbastanza. Cosa mai successa, tra l'altro (che mi chiedesse una cosa del genere, dico). Beh, non l'avrei mai ammesso davanti a lei, ma aveva ragione, perché c'è stato un periodo, ultimamente, in cui passavo le giornate a fare un cazzo o ad uscire. Quindi niente, da quando me l'ha detto ho cominciato a pensarci seriamente, e mi sono resa conto di aver buttato all'aria un po' di pomeriggi. Poi lei ha tirato in ballo il fatto che sono sempre fuori coi miei amici o davanti al computer o a fare altro e mai a studiare.
Beh, no, infatti, c'aveva ragione. Per questo 'sta settimana l'ho passata quasi tutta sui libri, e se viene ancora a rompermi le palle comincio a ringhiare. E in effetti la cosa ha dato i suoi frutti: numero uno, mi sento un essere utile alla società e con un vago scopo nella vita; numero due, non sarò costretta a fare i compiti in metro o chiedere a G. di farmeli copiare (sempre in metro); numero tre, se in metro non riuscirò a fare niente perché non troverò nessun posto libero, non dovrò scopiazzare gli ultimi minuti prima che cominci la prima lezione; numero quattro perché mi sento meno in colpa per aver passato i pomeriggi a cazzeggiare.
Poi c'è la cosa del Carpe diem, o Seize the day o come volete chiamarlo; in effetti mi sono sempre chiesta come fa uno a vivere alla giornata. Cioè, a considerare una giornata come fosse l'ultima e blabla; insomma, come si fa? Cosa dovrei fare? L'ultimo giorno della mia vita vorrei passarlo con le persone che amo, sfogliando gli album di fotografie della mia esistenza, sorridendo molto. Poi vorrei che qualcuno si mettesse a cantare per me la ninnananna che mia mamma mi cantava quando io e mio fratello eravamo piccini; ricordo che si sdraiava nel letto di uno di noi e ci carezzava la testa e cominciava, con la sua bella voce che ti scalda il cuore:
C'era
una piccola,
margheritina...
Nata
da poco;
assai carina...
Diceva "Mamma,
voglio giocare...
ma sono sola,
ma sono sola,
che posso fare..."
E andava avanti, andava avanti, e io mi perdevo nelle sue ninnananne e m'addormentavo felice perché avevo una mamma bella che sapeva cantare ninnananne e un papà con gli occhi sorridenti che amava la mamma bella e un fratellino a cui volevo tanto bene.
Ecco, vorrei addormentarmi per sempre con qualcuno che mi sussurrasse all'orecchio le ninnananne della mamma.

C.

domenica 13 novembre 2011

Odio fare le cose senza averne voglia.

Odio vedere le mie unghie mangiucchiate.
Odio non essere ascoltata.
Adoro gli stand che vendono caldarroste e zucchero filato e waffle caldi e profumati per le vie del centro di Milano.
Adoro vedere il Duomo la sera, e vedere tutte quelle persone e sentire tutti quei rumori, quelli belli.
Amo passare le ore nelle librerie.
Detesto uscirne senza aver comprato nulla.
Odio non riuscire a risparmiare neanche mezzo centesimo, ed esser costretta a chiedere prestiti ai miei fratelli, che tra l'altro hanno un sacco di soldi e mi chiedono pure di restituirglieli con gli interessi.
Non sopporto fare errori.
Non reggo la gente che si lagna.
Amo sentirmi leggera dopo essermi sfogata con L.
Odio piangere.
Questo post ha poco senso.

R. Cherry

giovedì 23 giugno 2011

Ehy guys!

Bene, oggi mi sento particolarmente di buon umore (forse perchè ho mangiato le ciliegie, chissà).
Stamattina mi sono svegliata, da brava bambina, e sono andata a casa di Fede S. E' che mia madre mi ha tipo cacciato di casa perchè doveva accompagnare il nonno a fare una visita medica e non c'era nessuno a casa. Ma, sinceramente, di questo non frega niente a nessuno.
E dicevo, a casa di Fede S. ci siamo portate avanti coi compiti. Di malavoglia, proprio. Perchè praticamente staremo via venti giorni per quella cosa del viaggio in Inghilterra (non suona benissimo? Inghilterra) eccetera, quindi non avremo tanto tempo per farli. Fosse per me non aprirei proprio libro, ma devo e stop.
E, tra l'altro, i voti finali sono stati mucho buoni (non ne avevo ancora parlato, vero? Sono la solita smemorata)! Quando avrò tra le mani la pagella magari li scriverò qui. Il voto più basso comunque è stato 7, e la media - la più alta della classe! Io e un'altra ragazza ce l'abbiamo identica - è dell'ottopuntodiciotto. Okay, ve lo scrivo meglio così non vi s'incrociano gli occhi: 8.18. Figo, no? Mi sono sentita così realizzata! Tutto quello studiare come una dannata è servito a qualcosa, allora. E, come si nota, Cherry è sempre la solita secchiona (e sì, Ale, a te non ti batte nessuno. Ma vedi di non tirartela troppo, oh! Ovviamente scherzo. S'era capito, vero? Ti voglio bene!).
Comunque (cheppalle, non faccio altro che interrompermi e non arrivo mai al punto) a casa di Fede S. abbiamo visto Source Code, che è assolutamente fantastico (lo aggiungerò alla lista dei film dell'estate duemilaunidici). Da vedere.
E abbiamo pranzato, e io ho mangiato un polaretto.
Più tardi siamo uscite. Sono andata dal fotografo a fare le foto-tessere per la nuova carta d'identità, dato che ora sono ai quindici. Ho accompagnato Fede S. in cartoleria. Abbiamo incrociato un amico. Abbiamo parlato un sacco. Poi io mi sono presa un gelato (biscotto e fiordilatte, se volete saperlo), e sono salita sull'autobus. Senza bigletto (madonna quando sono trasgressiva, ragazzi! Versione Cherry-ironica). Ma chissenefrega, cioè.
Il fatto è un altro. Mentre camminavamo verso la piazza, è passato A.! Cioè, mi s'è tipo bloccato il cuore (cervello di Cherry: *Oddioddioddioddioddio! Merdamerdamerdamerda!* Ma tralasciamo, va'). Era in motorino, così bello e con un'espressione che mi risulta sempre così terribilmente familiare. Con gli occhi socchiusi per via del sole, la fronte corrugata e il labbro superiore un po' sollevato.
E menomale che sono una abbastanza, boh, razionale. O che ne so. Altrimenti mi sarei tipo sciolta, o sarei evaporata (mi sa che tutta 'sta storia dell'amore mi sta facendo male, eh).
Ma comunque Fede S. ha detto: "E' A.?" E io mi sono ripresa e annuito velocemente. Forse sono anche una buona attrice, ma mi sa che è solo quando è importante. Di solito non riesco a fare a meno di scoppiare a ridere, ecco come stanno le cose.
A parte questo, non ho fatto altro che sognarlo. Sul serio; per qualcosa come quattro notti consecuitive nei miei sogni c'era lui. In ogni situazioni possibile e immaginabile (la maggiorparte delle volte, però, era innamorato sul serio di me), lui c'era.  E non posso smettere di pensarci. Sono abbastanza ossessionata, direi (no, vabbè, ho ancora una vita!). Non m'era mai (ma proprio mai) capitato.
Però ecco, alla fine non s'è più fatto sentire. Ed è passato un bel po' di tempo. A me pesa un sacco, come cosa... però ecco, mi basta pensare a lui e tutto passa. E' come se, in qualche modo, una parte di lui fosse con me in ogni caso. E spero, spero tanto, che una piccola, minuscola parte del suo cuoricino pensi a me. Se non pensa a me col cervello non m'interessa (e invece sì), ma almeno il cuore! Sono solo una povera illusa, ecco cosa. E certe volte mi sento proprio dimmerda impotente, perchè non so cosa fare. Come. Quando. Già se mi sono messa a parlare con lui l'ultima volta è stato tanto. Tantissimo. Mi ci è voluta tutta la mia forza di volontà, accidenti, e poi avevo le farfalle allo stomaco o quel che erano, e mi sentivo il cuore in gola. Quindi, è stato molto difficile. Ma, anche se solo provassi a ripetere la cosa, passerei per quella appiccicosa. Soprattutto se di me non gliene frega niente. E io odio le persone appiccicose, quindi vedo di evitare. E soprattutto, a nessuno frega niente delle mie seghe ment ehm, film mentali.
Però mi ripeto spesso che tutto passerà. E ogni cosa andrà nel verso giusto. Tutto si sistemerà, ecco, in un modo e nell'altro. Anche se in realtà non so nemmeno se lo voglio.
Lo voglio?
Sì, lui lo voglio.
Ma no, sciocchina. Vuoi che tutto cambi?
Sì. Anzi, no. Io...
Okay, stai zitta. Ogni cosa si sistemerà.
Ecco, questo più o meno è il discorso che faccio con l'altra me. Perchè qua dentro siamo in due, mi sa. E certe volte l'altra me, che alla fine sono sempre io, sa farmi stare tranquilla. E no, non ho disturbi della personalità o roba così. Voi non parlate mai con voi stessi? (TUTTI: "Ehm, no, ciccia.")

°

Per il compleanno da parte dei miei ho ricevuto quattro libri (Red; La ragazza di carta; Uno, nessuno e centomila; The giver - Il donatore. Non metto gli autori perchè non ho voglia di andare a vederli. Il terzo titolo, comunque, credo sappiate tutti di chi sia, anche perchè è un classico letterario firmato Pirandello) e una specie di videocamera con incorporata una macchina fotografica, o qualcosa del genere, ed è davvero una figata.

Ho parlato troppo, come al solito. Non riesco mai a dire le cose brevemente. E infatti sono sempre stata un'incapace quando si è trattato di fare riassunti, soprattutto per la scuola. O anche quando riassumevo storie di film e libri, e stavo lì a soffermarmi su ogni particolare, e chi mi ascoltava diceva "Dai, veloce, vai avanti!", e io cercavo di riassumere, ma non ci riuscivo. E non capisco perchè io stia parlando usando il passato, dato che 'ste cose succedono anche attualmente! E probabilmente sarà sempre così o qualcosa del genere. E pure ora, pure ora sto blaterando e basta. E' anche strano che non vada mai fuori traccia nei temi. Cioè, è tipo un miracolo.
E sono passata da un'argomento all'altro. E non so nemmeno se m'avete seguita. Cioè, il filo del discorso. Se avete seguito quello, ecco. E non si cominciano i periodi con le congiunzioni, ma lo sto facendo ora.
M'innervosisco anche, perchè certe volte sto secoli a scrivere un misero post che poi magari non legge nessuno! Stupida, stupida Cherry.

C.

venerdì 10 giugno 2011

Cos'è cambiato in cinque mesi?

lunedì 10 gennaio 2011


Something about me

Vorrei dirvi qualcosa di emozionante, qualcosa di meraviglioso.
Vorrei dirvi: ho finito la scuola, ora ho un ragazzo. Che ci amiamo e che giro il mondo con lui alla ricerca di avventure sempre nuove. Vorrei dirvi che ho una vita da urlo, che sono sempre tra una festa e l'altra e ho una famiglia fantastica.
Mi piacerebbe, sarebbe figo.
Invece no.
Ho quattordici anni, frequento il liceo linguistico, ho due fratelli rompipalle, milioni di fottuti brufoli sulla schiena. Non ho un ragazzo e sono alla disperata ricerca dell'amore. Avete presente, no, tutti quei film mentali che ci facciamo su improbabili principi azzurri.
Sono un'adolescente come gli altri, con crisi adolescenziali, pianti isterici e tutto ciò che ne consegue.
Una tra tante, insomma. Se volete leggere qualcosa di sbalorditivo, di invidiabile... beh, allora potete anche cambiare pagina.
Qui ci saranno solo strascichi della mia vita, pensieri e qualcosa che ancora non saprei dirvi cosa.

Sapete, avevo un blog, una volta. L'estate scorsa, per meglio dire. E' durato qualcosa come meno di un mese e ho deciso di abbandonarlo. Di cominciare a scrivere da un'altra parte con l'inizio dell'anno nuovo e con una nuova me a parlare. Era decisamente patetico, l'altro.
Questo mi sembra più figo. Più professionale (?). Con più carattere, insomma.

Mi chiamo RedCherry. Nient'altro da sapere.
(quest'ultima frase fa molto film pieni di suspence)


Bene bene, vi ricorda qualcosa? Per chi mi segue dagli inizi... ebbene sì. Questo è il mio primissimo post.
Era il 10 gennaio 2011, quando l'ho scritto. Oggi è il 10 di giugno dell'anno 2011.
Sono passati centoquarantotto post delle sottoscritta (anche troppi!)
E sono passati cinque mesi esatti e... beh, sono proprio come quella Cherry che scriveva di sé cinque mesi fa. Sono sempre io, e basta. Non so se esserne felice o meno, però, in realtà.
Ora di anni ne ho quasi quindici (quindici!) e ancora devo abituarmi all'idea, anche se so che quando mi ci abituerò sarò quasi arrivata ai sedici e tutto ricomincerà daccapo e dovrò abituarmi a parlare di me come una sedicenne. Sedici. O madonna!
Comunque ecco, alla fine ho ancora quattordici anni. Non ho trovato un ragazzo, ma mi sono abbastanza innamorata, direi. Okay, sono molto innamorata di A., che quando ci penso mi batte sempre il cuore. Ma, di fatto, il ragazzo non ce l'ho avuto, in 'sti mesi.
E ho sempre due fratelli rompipalle, uno dei quali ha perso tre denti, mentre l'altro, che ha due anni meno di me, mi sorpassa di molti centimetri e ultimamente è cresciuto un sacco.
Sono sempre al liceo linguistico, ovviamente, e mi piace molto (anche se ovviamente è pesante eccetera). Domani finisce il mio primo anno da liceale, e sono convinta (o almeno spero vivamente), che la parte migliore arriverà al secondo anno. Perchè questo è stato solo "l'anno dell'adattamento", come lo chiamo io, dove ci siamo dovuti abituare al liceo e alla nostra nuova vita e a tutto il resto.
Poi, beh, la mia vita da adolescente è sempre incasinata uguale, e ne sono più cosciente di prima, mi sa. E le lacrime senza motivo ci sono sempre, così come gli sbalzi d'umore e le crisi adolescenziali.
L'unica cosa che è magicamente sparita, è quella dei brufoli. Non so come, ma piano piano se ne stanno andando! Figo, no? Non è che io sono convinta di avere quattordic'anni ma in realtà ne ho diciottodiciannoveventi? E' a quell'età che passano 'ste robe (acne e blabla), no?
Comunque, ecco tutto.
Ciao dalla vostra,
Cherry

venerdì 27 maggio 2011

Dieci cose che Cherry detesta:

1. Quando per sua madre ogni pretesto è buono per aprire la porta, entrare nella sua camera, sbirciare quello che fa, uscire lasciando la prota spalancata
2. La gente che entra in camera sua (vedi punto 1)
3. Le persone che le posano la testa sulle sue spalle. Non perchè sia una specie di dimostrazioni-d'affetto-fobica (?), ma semplicemente perchè le dà fastidio
4. Chi le scompiglia i capelli
5. Avere i capelli in faccia
6. Fare errori
7. Suo fratello che le tocca i piedi coi suoi piedi (è strana, lei)
8. Le medicine da sciogliere nell'acqua e poi bere
9. La cittadina in cui vive
10. La neve nei vestiti

Cherry

sabato 30 aprile 2011

Cherry è conosciuta anche come:

1. S., ovviamente, e tutti i suoi diminutivi più strampalati
2. Ricciolina (per via dei capelli)
3. Cespuglio (sempre per i capelli)
4. Cookie (per la sua passione dei biscotti)
5. CieloSenzaLuna (nick su EFP)
6. Cocs (abbreviazione di Coccola, poi Cocchi e infine Cocs)
7. Lily
8. Cioccolatino (per la pelle color caffelatte)

Sono un po' tante persone in una.
Tante vostre,
Cherries

martedì 26 aprile 2011

Le mamme sono sempre le più belle, vero?

Perchè è così e basta, sì. E mia mamma mi conosce molto bene, forse anche troppo, e mi perdona ogni errore, ogni sfuriata isterica, ogni volta che alzo la voce perchè sono sclerata di mio. Ogni volta che divento nervosa perchè ho troppa fame, ogni volta che scoppio a piangere per niente, ogni volta che lei mi dice di fare qualcosa e io non la faccio perchè mi dimentico sempre, ogni volta che ho la testa tra le nuvole, che metto il broncio, che faccio i capricci da mocciosa. Quando sbuffo e sospiro e le dico di no, quando faccio l'egoista, quando non mi accorgo di quanto è stanca e continuo a romperle le palle, quando non dovrei parlare ma lo faccio, quando sono scorbutica, scortese, menefreghista, quando sono... adolescente. Perchè lo sono sempre, tutti i giorni e lei lo sa e dice che non la devo usare come scusa. Che sono sempre sua figlia e per di più la maggiore dei suoi figli e dovrei occuparmi di loro e fare quella matura, quella che loro potranno prendere come esempio.
Che mia mamma non ha un attimo di pace, ogni giorno; come io sono adolescente tutti i giorni dell'anno per un bel po' di anni ancora, lei è mamma tutti i giorni e moglie e figlia. Ci prepara da mangiare, si sveglia presto per finire di stirare, di lavare i piatti o il pavimento, stende la biancheria, porta i miei fratelli a scuola, porta tutti noi tre a feste, allenamenti, uscite. Si prende cura di mio nonno, che abita con noi e quasi non ci vede più; va al lavoro, fa la spesa mette a posto di qui, e poi di là e a fine giornata è stanchissima, ditrutta, ma ancora resta in piedi e veste mio fratello (quello piccolo) e dice all'altro mio fratello di finire i compiti e sopporta le lamentele di papà e corre giù dal nonno ogni volta che la chiama e lo aiuta a tagliare l'erba in giardino e curare le piante e fa in modo che al nonno non succeda nulla. Poi va a dormire, va a dormire e si rialza dopo poche ore, per ricominciare l'ennesima giornata.
Perchè le mamme sono belle, sono belle e sono donne. Sono donne forti che ci tirano su quando cadiamo, ci danno consigli e ci sopportano. Sono donne dure come il diamante e sono le migliori del mondo.
Solo che io mi accorgo di quanto lei sia stanca solo quando ci penso. E lei mi dice "un giorno anche tu sarai così. Tocca a tutti, prima o poi", e allora io fantastico sul mio futuro e mi chiedo se sia una cosa bella o troppo faticosa, quella di fare la mamma e la donna.
Quindi, ecco, da grande voglio essere come lei. Voglio essere una donna che non si scalfisce, una donna con le palle, che sa farsi sentire. E voglio essere una brava mamma. Che è un po' una missione, non trovate? Che i figli devono crescere bene, insomma, come persone civili e belle dentro. A volte ci penso, sì, anche se mi sembra tutto tanto lontano.
Di solito non ascolto musica italiana (non è che ne vada proprio pazza, intendiamoci), però c'è una bella canzone di Ligabue che si chiama "Il meglio deve ancora venire". E forse è proprio così, come dice lui, spero proprio che sia così.

Okay, era tanto che non scrivevo un post così pieno di parole che seguono un filo logico. Ora mi sento in pace con me stessa.
RedCherry

venerdì 8 aprile 2011

Cose da fare prima dei diciotto anni:

1. Innamorarmi
2. Andare ad un concerto
3. Baciare un sacco
4. Prendere 9 in mate  V
5. Farmi piacere quella di francese
6. Abbracciare a lungo mio fratello, quello che sta in mezzo tra noi tre, che noi due non ci abbracciamo mai
7. Tagliarmi i capelli e farli corti
8. Continuare una storia in sospeso da secoli  V
9. Fare una vacanza da sola
10. Dire "ciao" a Marco (che tra l'altro ho visto oggi e così mi è tornato in mente perchè era un po' che non ci pensavo)
11. Dire vaffanculo in faccia a qualcuno che se lo merita
12. Guadagnare un po' di soldi con un lavoro (tipo per le vacanze, che ne so)
13. Continuare a giocare a pallavolo
14. Scrivere un tema da 8 o più
15. Andare ad una bella festa
16. Fare una bella foto  V
17. Dire "grazie per tutto" a tutti quelli che devo ringraziare per quello che fanno e hanno fatto per me in questi anni

E poi volevo salutare la cara parbleu che non saluto mai e mi dispiace. Quindi ciao bellezza! :) E ringraziarla perchè mi ha detto che i miei post li legge sempre (pure io ti leggo sempre, ogni volta che mi connetto qua), quindi spero le faccia piacere!
E poi niente, buona notte!,
R. C.

domenica 3 aprile 2011

Blu e oro

Blu come l'oceano, che mi manca così tanto. Che non vedo l'ora di buttarmici dentro, e attraversare le onde enormi e sentirmi una sirena. Stare coi miei cugini belli come il sole, buoni come il pane, che mi insegnano sempre tanto, ogni volta che sto da loro.
E andremo alla spiaggia tutti i giorni, sempre di mattina tardi, perchè non riusciamo mai ad alzarci presto e buttarci giù dal letto e prepararci in un tempo accettabile. La sera saremo in giro, come al solito, a ridere e sgranocchiare patatine sul lungo mare, dove c'è la gente che vende il pesce e i ragazzi ti guardano negli occhi sorridendo. Oppure ci faremo la solita passeggiata, che è solo nostra, e ci inventeremo ogni volta un nuovo modo per camminare. Arriveremo sulla spiaggia, non la nostra ma un'altra, e stenderemo il telo viola sulla sabbia e noi ci sdraieremo sopra, incastrati insieme - gambe e braccia e capelli - come pezzetti di un puzzle. E forse una sera saremo solo in cinque, solo noi "ragazze grandi", che tra l'altro io sarei una delle più piccole, ma ormai la differenza d'età non si sente più tanto come una volta. E allora se saremo solo tra ragazze voi mi racconterete delle belle cose che fate, sì, ogni giorno me lo racconterete col buonumore e mi farete pisciare dalle risate, ragazze, come ogni anno.
O se invece saremo di più, tipo una decina, che non siamo nemmeno tutti, noi cugini, ci prenderemo a braccetto, incastrando ancora i gomiti gli uni tra gli altri, come una specie di collana.
Butteremo la testa all'indietro e guarderemo le stelle e faremo facce strane.
Non cambierà niente, d'accordo? Che voi siete più fratelli che cugini, e vi adoro sul serio, ragazzi. E anche se siamo in tanti, e proprio tanti, sarà tutto come sempre, anche se non ci sarà più il nonno, okay? Che noi abbiamo sempre avuto un rapporto speciale, vero? E anche se adesso siamo cresciuti e continueremo a crescere, lo faremo insieme, intesi? Insieme, punto e basta.
Verrò ancora giù in Marocco, nel caldo Marocco, quest'estate. Promesso, ragazzi. E mi insegnerete ancora una volta un po' di parole in più in arabo, e continueremo a parlare sempre un po' in francese, un po' in inglese, con un linguaggio tutto nostro. Vi insegnerò un po' d'italiano e staremo bene, insieme, a viverci questa estate che non arrivava più.
Perchè questa fottutissima distanza non mi impedisce di pensarvi, ragazzi. E non vedo l'ora di rivedervi. Andremo ancora al mare, come ogni anno, e giocheremo a calcio sulla spiaggia d'oro e tanto calda da bruciare, col sole giallo sulla pelle. Raccoglieremo conchiglie e cammineremo scalzi sugli scogli appuntiti, anche se tutti ci dicono sempre di mettere le ciabatte - ma a noi che ce ne frega?
E torneremo a casa al pomeriggio tardi, dopo aver visto il sole tramontare e immergersi nell'acqua, come un biscotto. Allora verrano le nuvole e farà un freddo tremendo, col vento tra i capelli, che ci butta la sabbia negli occhi.
Perchè siamo giovani e belli.
E quando tornerò, quando tornerò sarò un po' un carboncino, più scura del mio solito caffèlatte che mi piace proprio, perchè sono un po' come una tazza, sì. E nella mia tazza papà ci ha versato del caffè, e mamma un buon latte dolce. Ma vabbè, sarò scura scura e tutti mi diranno oh, come ti sei abbronzata! e io penserò a voi e al pezzo di sole che mi si addormenta sulla pelle ogni volta che vengo da voi.
Mi mancate, cazzo. Voglio il mio Marocco bello e blu e oro, che è la mia seconda casa e così sarà sempre. E noi saremo sempre noi.

RedCherry

lunedì 21 febbraio 2011

Twenty-one things about my past (and present)

8 in inglese, 5 lividi lasciati dalla partita di sabato, male alla spalla, capelli più ricci che mai, CD dei Beatles allo stereo. Unghie mangiate, occhio mezzo rosso e mezzo bianco, sciarpa al collo, dita che scrocchiano, matita sbavata.

Ieri ero nel letto con la musica in tutta la stanza e pensavo un po' al mio passato, a tutto quello che è successo in questi anni...
Vi va di fare qualche salto indietro nel tempo? Rimanete vicini, però, e seguitemi, altrimenti vi perderete.
Ventuno cose che riguardano il mio passato, perchè oggi è il 21 di febbraio e ho ufficialmente 14 anni e 7 mesi. Il 21 giugno, il primo giorno d'estate, comincerà la mia nuova estate da quindicenne. E' una figata, non credete?

Let's go:
Autunno dei miei 12 anni; prima volta che ho assistito ad un funerale.

Primavera dei miei 8 anni; la mia prima cotta.

Inverno dei miei 10 anni; primo regalo dato e ricevuto a S. Valentino. Che tenerezza, e che imbarazzo!

Estate dei miei 9 anni; ho scoperto della non-esistenza di Babbo Natale. Da allora tutto è più triste.

Inverno dei miei 13 anni (e mezzo); primo bacio.

Estate dei miei 14 anni; ho conosciuto i Nickelback e da allora fu amore profondo.

Primavera dei miei 13 anni; ho scritto sul muro del bagno della scuola con L.

Estate dei miei 11 anni; viaggio in Sardegna. Stavo per soffocare con un pezzo di prosciutto crudo in gola.

Autunno dei miei 7 anni; primissima partita di pallavolo. E anche da lì fu amore profondo ed eterno.

Estate dei miei 12 anni; ho ballato con un ragazzo che non fosse mio parente.

Inverno dei miei 14 anni; fuga in centro.

Primavera dei miei 9 anni; prima insufficienza. Avevo fatto lato x 2, anziché lato alla seconda in un problema di geometria. Brutta roba.

Estate dei miei 14 anni; ho mentito ai miei genitori e ho vagabondato con un mio amico per le strade.

Autunno dei miei 14 anni; ho vissuto in prima persona la morte di un mio caro.

Primavera dei miei 8 anni; ho detto la mia prima parolaccia. Volevo vedere la reazione di quello a cui l'avevo detta, e ho scelto il bambino che mi stava più antipatico. Non ricordo se era "scemo" o "stronzo", ma lui ci è rimasto male e io mi sono subito pentita.

Inverno dei miei 11 anni, o 12, non ricordo; ho scoperto che il sesso non è solo baciarsi un sacco e mettersi nudi sotto le coperte, come avevo visto nei film, ma ben altro.

Primavera dei miei 12 anni; ho cominciato a scrivere seriamente su word.

Estate dei miei 14 anni; io ed L., di nascosto, siamo scappate con la sua bici per le strade di campagna, vicino a dove abita lei. Abbiamo fatto un pic-nic e girato un sacco e riso un sacco e pedalato tanto che alla fine ci facevano male tutti i muscoli.

Inverno dei miei 14 anni; per caso mi è capitato di vedere un video porno con L. ed M. Ci è comparso sotto agli occhi. Che schifo!

Primavera dei miei 13 anni; ho conosciuto una persona meravigliosa.

Autunno dei miei 6 anni; ho letto il mio primo libro. Una grande conquista.

R. Cherry

lunedì 7 febbraio 2011

#o1. Lista dei desideri

A rileggere lo scorso post mi sento un po' una cretina. Ma non importa.
Perchè sapete, ho finalmente capito cosa rispondere alla domanda "Qual è il tuo sogno nel cassetto?"
Forse perchè non avevo sogni particolari, né tantomeno cassetti in cui rinchiuderli, ma sarebbe forte.
Ecco, vorrei tantissimo fare un viaggio in treno fino alle grandi città del cuore dell'Europa; vedere Berlino di notte, Lussemburgo, Amsterdam o Vienna, o anche Mosca. O fare un giro in Olanda. Mangiare tanto cioccolato e ubriacarmi di stelle e luci e vita, perchè questi posti sono tanto belli e tanto vivi.
E' strano, perchè queste città non mi avevano mai ispirato. Non avrei mai pensato che un giorno ci sarei voluta andare.
E voglio vederle da molto giovane, appena maggiorenne, e prendere il biglietto il giorno stesso in cui deciderò di andarci, perchè poi potrebbe essere troppo tardi.
Già mi vedo, alla stazione, con la mia borsa, una piccola valigia, le Converse, un paio di jeans e un libro in mano e un sacco di cartine e guide turistiche e pochi soldi e tanta voglia di vedere e non crescere mai.
Sarebbe il massimo, sarebbe da urlo.
Non voglio dire questa cosa ai miei genitori: metti che per farmi una sorpresa mi ci portino loro? No, no e no. Non li voglio tra i piedi, né loro né i miei fratelli, mi rovinerebbero tutto e infrangerebbero i miei sogni.
Al massimo con un paio di amici, ma nessun altro. Solo io e il mondo.
E sapete una cosa? Non voglio documentarmi troppo, nel frattempo. Non voglio studiare tedesco, non voglio conoscere su internet questi posti, perchè poi si rovinerebbe l'effetto sorpresa, perchè poi sarebbe come aver già visto tutto.
E' brutto e mi è già capitato.


Comunque, la verifica di storia oggi è andata bene. Sono stata una delle poche che non ha copiato (il prof di storia è un po' così, ed è strano per una scuola di questo livello, ma amen), e sono fiera di me stessa perchè riesco a farcela da sola, senza stupidi suggerimenti.
Perchè un giorno sarò grande, un giorno sarò capace di fare qualunque cosa, mi piace pensarla così.
Un giorno noi giovani avremo le redini di questo mondo, e di sicuro non lo lasceremo andare a rotoli come stanno facendo ora.
We are young,
We are strong!
- Kick ass, Mika.

Byeee,
RedCherry.

lunedì 17 gennaio 2011

Non so che titolo mettere; inventatene uno tu, se ne hai il coraggio!

Allor. Oggi, mentre il prof interrogava la mia compagna di banco a cui ho dovuto suggerire 3/4 delle cose (l'ultimo quarto non è riuscita a sentirlo), è andata via la corrente. Niente luce, olè! Per più di 3 ore. A parte che c'era un baccano assurdo e non si vedeva una cippa. Bella roba.
Comunque. La prof di inglese ci ha ridato le verifiche. Voto? 9. Nove! Vi rendete conto? Il voto più alto, gente, il voto più alto! Mi sentivo una favola, come se avessi appena raggiunto la punta del monte Everest. Cioè. Wow! Una figata assoluta. Questa era l'ultima verifica prima di chiudere il quadrimestre, così ora ho la media dell'8 in english.
La seconda notizia positiva è arrivata dopo l'intervallo dal preside che è venuto in classe nostra: saremmo potuti uscire due ore prima, dato che il riscaldamento non andava! Gli alunni della 1^H erano a quel punto completamente innamorati di quell'uomo. In delirio; grazie, grazie, grazie, grazie! (che poi è un brav'uomo, il nostro preside, mi fa molta tenerezza)
Mi sono detta: benissimo, ragazza, inizio settimana da urlo.
La nostra felicità è stata bloccata però dalla malefica prof di francese: ragazzi, facciamo la verifica e poi andate a casa, okay?
*Cherry pensiero* Okay un corno. Però tanto non posso fare altro, giusto? *fine Cherry pensiero*
Saremmo potuti morire congelati... e quella che fa? Non solo la verifica, ma anche la correzione degli esercizi prima della verifica.
Alla fine tutta la scuola è uscita alle 11.30 e noi almeno tre quarti d'ora dopo.
Ora credo però di essermi rovinata l'inizio settimana da urlo che avevo in mente... non credo che la verifica sia andata tanto bene. Non posso permettermi un voto basso, non adesso, non in francese, non ad un linguistico!
D'accordo. La smetto di fare la drammatica. Non sarà andata poi così male.
Odio fare errori.
Inspira.
E' insopportabile!
Espira.
Non mi sopporto quando faccio così.
Inspira.
Perchè è così difficile pensare a tutte quelle belle cose, tipo "don't worry, be happy"?
Espira.
Tipo Peace&Love, la vita è bella.
Calma.
Okay, sono calma.
E' stata colpa mia, però. Se non avessi pensato di sapere già quelle cose perchè le ho fatte alle medie, forse avrei studiato di più la grammatica. Sono stata davvero un'imbecille.
Comunque alla fine siamo riusciti ad uscire prima del solito e appena arrivate alla prima e alla seconda fermata dei bus li abbiamo beccati subito! Erano vuoti e fantasticamente silenziosi. Noi facevamo chiasso, sì, ma noi possiamo farlo. Noi può (muahaha).
E sono arrivata in poco più di mezz'ora. Fuck yeah!
Per domani non abbiamo tanto.
Credo che guarderò un'altra puntata di Settimo Cielo, prima di andare a studiare.
Prima però vi lascio una piccola lista. Enjoy, guys.

Cherry è maledettamente:
1. Gelosa
2. Egoista
3. Curiosa
4. Paranoica
5. Pessimista
6. Drammatica
7. Permalosa
8. Testarda
9. Puntigliosa
10. Adolescente
Proprio come te. O forse no.
A tutti questi difetti ci sta lavorando; nel caso la incontriate, un giorno, state attenti.

With love,
RedCherry

giovedì 13 gennaio 2011

Donna, corri nel cielo che affonda

Ora dorme
E chissà se ci sarà
Un letto così grande
Che copre la città D’amore
Sogno che si salverà

Tra le memorie
Sogno che non finirà
Scende la notte nel cuore
Donna non smetterai
Di far nascere il sole
Donna non mentirai
Nel nome della madre
Donna corri nel cielo
che affonda
Tutto il coraggio è con te
Bellezza sogna
Donna dentro ai tuoi occhi ritorna
Luce che ferma la terra
E per la vita resterà
Cade giù dal cielo
come pioggia quel respiro che
ha tremato assieme a te
Non aver paura guarda
la dolcezza cosa fa
Apri le tue braccia e poi sei madre
mentre Dio non guarda più.
Non aver paura guarda
la dolcezza cosa fa
Donna corri nel cielo che affonda
Tutto il dolore che c’è

Bellezza sogna
Donna fuoco che sale nell’ombra
Nelle tue mani la guerra
È il figlio che raccoglierai
Cade giù dal cielo come
pioggia quel respiro
che ha tremato assieme a te
Non aver paura
senti la dolcezza che rumore fa
Donna canto nel cielo che affonda
Tutto il coraggio è con te
Bellezza sogna
Donna dentro ai tuoi occhi
ritorna Luce che ferma la terra
E per la vita resterà Donna D’Onna Donna.


Il 13 gennaio di un anno esatto fa, qualcosa in me cambiò definitivamente.
Voglio ricordare questo giorno, che per me è molto importante.
E lo faccio con le strofe di Donna d'Onna cantata dalle Amiche per l'Abruzzo, in un concerto d'inizio estate.
Ammetto che non vado proprio pazza per le canzoni italiane... ma questa mi si addice proprio. Totalmente. E poi è così intensa, forte, pulsante. Viva.
Ascoltatela, se avete qualche minuto. E' molto bella, mi piace.

Fiera di essere donna,
R.C.

martedì 11 gennaio 2011

Di autisti dispettosi, scimmie urlatrici e strane figure

Okay, direi proprio che non sono dell'umore migliore, questo pomeriggio.
Sono arrivata a casa che erano le due e mezza passate. Ci ho impiegato più di un'ora (tempo normale e piùomenoabbastanza accettabile) per arrivare a casa! Sapete perchè? Autobus. Maledetti autobus!
A parte che all'ultima ora avevamo educazione fisica e abbiamo corso un sacco, più esercizi vari... uscite da scuola io e alcune amiche che prendono i mezzi con me per tornare a casa ci siamo messe a correre. Alla fine avevo un fiatone che non finiva più ed ero tutta rosso ciliegia, insomma ;)
Io normalmente prendo due autobus, per andare e tornare da scuola. Nemmeno il tempo di scendere dal primo, che il secondo era già andato! Ed è spesso così, quando alla fermata dietro la scuola prendiamo il secondo autobus della linea e non il primo. Lo fanno tutti apposta! Scometto che c'è un complotto contro noi poveri ed umili studenti.
Così le ragazze che erano con me se ne sono andate e ho aspettato più di dieci minuti (forse un quarto d'ora ._.) il mio pullman.
Poi, come se non bastasse l'enorme ritardo, alla fermata dello scientifico è salita una mandria di centinaia di ragazzi. Okay, non erano proprio un centinaio, ma una quantità enorme! E, mio Dio, come si commportavano. Avete presente le scimmie urlatrici? Quelle che si dimenano tutte e strillano come non so che cosa. Erano tutti schiacciati uno vicino all'altro (io per fortuna mi ero presa il posto qualche fermata prima) e si comportavano da idioti. Come la maggior parte dei miei coetanei, insomma.
Un po' di contegno, gente. Mi avete fatto scoppiare la testa.
Diciamo che lo scientifico da cui proviene la massa informe di gentaglia sopra descritta non è proprio il massimo della serietà. Come quelli che ci passano il tempo dentro.
Questo scientifico di cui parlo è un enorme complesso di edifici grigi e tristissimi, con un campo da atletica piantato in mezzo al cortile esterno.
Si è capito che non sopporto quei tizi e quella scuola? Diciamo che tre quarti della popolazione tra i quattordici ed i diciannove anni del comune in cui abito frequenta quel liceo. Quando becco il pienone in autobus, quindi, è un bel po' un delirio.
Scusate, sto facendo un sacco di inutili chiacchiere. Mi dovevo sfogare u.u

Ecco la cosa di cui volevo parlarvi: la donna alla finestra. Prima di cominciare a blaterare cose su cose, vi dirò che sono miope. Ebbene sì; senza occhiali/lenti a contatto non distinguo i contorni di ciò che "vedo", tra virgolette perchè quel che vedo è proprio pochino.
Anyway. Di notte, o comunque al buio, vedo meno di ciò che vedete voi in una condizione del genere. E quando sono a letto spesso mi ritrovo a guardare la finestra sul muro opposto rispetto a quello dove c'è il mio letto.
Guardando dalla finestra, ho riconosciuto una sagoma scura, disegnata tra le ombre della notte e immersa nel tessuto delle tende che coprono i vetri (wow, guardate come sono poetica). Cioè, non è che esista davvero, però io la vedo lì, che vive la sua vita dentro alla cornice della finestra. Forse voi persone normali e con un po' di razionalità non la vedreste.
Comunque è lì, ed è bella; io la chiamo la donna con l'ombrello. Perchè? Semplicemente perchè il profilo che vedo è quello di una donna con abiti dell'Ottocento o giù di lì, dritta, meravigliosa, coi capelli raccolti dietro la nuca e coperti da un cappellino. E ha un ombrello in mano che la copre dalla pioggia.
Ieri appunto pioveva, e la cosa è calzata a pennello. Da poco tempo si è aggiunta anche un'altra figura, vicino alla donna. E' un uomo. Credo che sia innamorato della donna con l'ombrello. Ieri sera era così amorevole. Le cingeva la vita.

Okay, ora non cominciate a prendermi per pazza. E' ovvio che ciò che vedo non è reale, ma solo frutto della mia fantasia un po' troppo sviluppata. Però mi piace stare a guardare la donna con l'ombrello. Dietro alla finestra ci sono degli alberi che si muovono, e le loro ombre fanno muovere anche i questi miei personaggi. E' rilassante, guardarli volteggiare. E sono così eleganti e anche se ovviamente non vedo i loro visi, so che sono bellissimi.
Cioè, sono solo fantasticherie, però mi aiutano a rilassarmi.

Niente di che,
RedCherry :)

lunedì 10 gennaio 2011

Something about me

Vorrei dirvi qualcosa di emozionante, qualcosa di meraviglioso.
Vorrei dirvi: ho finito la scuola, ora ho un ragazzo. Che ci amiamo e che giro il mondo con lui alla ricerca di avventure sempre nuove. Vorrei dirvi che ho una vita da urlo, che sono sempre tra una festa e l'altra e ho una famiglia fantastica.
Mi piacerebbe, sarebbe figo.
Invece no.
Ho quattordici anni, frequento il liceo linguistico, ho due fratelli rompipalle, milioni di fottuti brufoli sulla schiena. Non ho un ragazzo e sono alla disperata ricerca dell'amore. Avete presente, no, tutti quei film mentali che ci facciamo su improbabili principi azzurri.
Sono un'adolescente come gli altri, con crisi adolescenziali, pianti isterici e tutto ciò che ne consegue.
Una tra tante, insomma. Se volete leggere qualcosa di sbalorditivo, di invidiabile... beh, allora potete anche cambiare pagina.
Qui ci saranno solo strascichi della mia vita, pensieri e qualcosa che ancora non saprei dirvi cosa.

Sapete, avevo un blog, una volta. L'estate scorsa, per meglio dire. E' durato qualcosa come meno di un mese e ho deciso di abbandonarlo. Di cominciare a scrivere da un'altra parte con l'inizio dell'anno nuovo e con una nuova me a parlare. Era decisamente patetico, l'altro.
Questo mi sembra più figo. Più professionale (?). Con più carattere, insomma.

Mi chiamo RedCherry. Nient'altro da sapere.
(quest'ultima frase fa molto film pieni di suspence)

See you,
C.
(C come Cherry, come Cielo, come Carla che non è il mio vero nome, ma nel caso una certa personcina passasse di qui ci metto pure uno smile tutto per lei :))