sabato 1 ottobre 2011

Storia di come nasce una storia. E anche quella di come non nasce.

Mio padre mi ha raccontato che, un giorno, quando era all'università, stava passeggiando. Camminava - era una pausa dallo studio -, e si ripeteva mentalmente la lezione che aveva studiato, dato che ci sarebbe stato l'esame a giorni.
Però, mentre camminava, non si era accorto della presenza di un tombino. Così cadde nel tombino, ma poco prima di precipitare sul fondo - era un tombino profondo -, riuscì a bloccare la sua caduta con le braccia. Quindi le ha spalancate e non è scivolato di sotto.
Ordunque, seguite un attimo il mio ragionamento.
Se mio padre fosse caduto, si sarebbe rotto le gambe. I miei nonni avrebbero dovuto pagare la visita dal medico e le operazioni mediche con quei soldi che sarebbero serviti per l'univesità. Quindi mio padre avrebbe smesso di fare medicina. Se avesse smesso, non avrebbe avuto l'opportunità di andare a Parigi a seguire un corso di medicina, e medicina veterinaria. Non avrebbe incontrato mia madre, che era andata a Parigi a seguire lo stesso corso (medicina veterinaria). Non sarebbero usciti insieme, non si sarebbero sposati. Non sarei nata io. E nemmeno i miei fratelli, sarebbero nati.
Questo blog non esisterebbe; non sarei mai esistita. Oppure sarei esistita come altra persona. La mia squadra di pallavolo avrebbe avuto un altro capitano. Il prof di mate prenderebbe di mira qualcun altro, che magari non saprebbe rispondere alle domande e sarebbe nella merda. Al test d'ammissione per il mio liceo, non essendo io esistita, si sarebbe liberato un posto. L. avrebbe preso quel posto, pur non avendomi mai conosciuta. Sarebbe stata nella stessa classe di Fede S., non avrebbe conosciuto Ivan, e probabilmente non avrebbe un ragazzo e sarebbe ancora a disperarsi. Non avrebbe conosciuto gli altri, che sono persone meravigliose.
E qui non ci sarebbe nessuno a rompervi le palle, detto in poche parole.
Insomma, non è qualcosa di straordinario? E' tutto collegato. Chissà se c'è qualcuno che congiunge le vite, le storie, i fatti. Come quando uniamo i punti, quelli numerati che ci sono nei giornaletti, e formiamo un grande disegno. Forse la posizione dei puntini sta cambiando, o muta inconsapevolmente, e continuamente. E nessuno se ne accorge.
Una volta, poi ho sentito questa frase: Ogni scelta che facciamo, ogni strada che imbocchiamo, è quella giusta.
Non riesco a far altro che restarne affascinata.

Cherry

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