domenica 18 dicembre 2011

A nove anni ho smesso di credere a Babbo Natale

Sì, direi tra le quarta e la quinta elementare. Il che è triste, perché quando smetti di credere a Babbo Natale vuol dire che stai diventando grande e non ti è (quasi) più concesso sognare. Il che vuol dire che a uno dei miei fratelli (d'ora in poi lo chiamerò Pulce, in questo blog) mancano qualcosa come tre/quattro anni prima che smetta di scrivere le letterine per Babbo Natale. Proprio ora che sta imparando a scrivere ed è in quella fase in cui fai degli errori buffissimi. E in questo periodo è così bello e mi fa sorridere talmente tanto vedere Pulce che cerca di scrivere bene per farsi capire da Babbo Natale, che pensare di togliergli questo momento mi mette angoscia. Il punto è che non saremo noi a dirgli la verità; sarà lui a scoprirla da solo. A farsi domande, come me le son fatte io (ma come è possibile che in Marocco [dai miei cugini, N.d.A.] non ricevano regali a Natale?, Babbo Natale non fa mica il giro del mondo? E dove li prende i giocattoli? E perché nessuno l'ha mai visto?); a ragionare con il suo cervellino.
Perché quando cominci a non crederci più, il Natale ha un altro gusto.
Però boh, a parte questo, sento che sto per crollare. Son tre giorni che non tocco il pc, sono distrutta, mi sento un fottuto straccio troppo consumato, e domani ho due verifiche e martedì un'altra e ci sono ancora dei giri di interrogazione in un po' tutte le materie fino a giovedì. Quando uscirò da scuola, l'ultimo giorno, credo mi metterò tipo a ballare o roba del genere, a ringraziare il cielo per l'esistenza delle vacanze di Natale.
Perché i 5 giorni che mi sono fatta a casa settimana scorsa (dal 7 all'11, ringraziando Sant'Ambrogio di essere il patrono di Milano, e Pisapia, sindaco di Milano, per aver chiuso le scuole anche venerdì e sabato), sinceramente... non son serviti a un cazzo. Della serie che sono stata sempre in giro, o sempre a studiare, ho dormito 11 ore a notte, ma poi ero più stanca di prima.
Quindi ecco, non vedo l'ora che questi ultimi quattro giorni passino, non vedo l'ora, non vedo l'ora. Non riesco più ad alzarmi la mattina; al posto che alle sei, se va bene, per le sei e mezza sono in piedi e devo fare tutto di fretta, altrimenti perdo il bus, e intanto prego affinché la metro rossa abbia i suoi soliti "problemi tecnici" e mi faccia arrivare in ritardo, almeno posso balzarmi tutta l'ora ed entrare alle 9 meno un quarto dicendo "la metro non andava, non è colpa mia o della sveglia!", anche se in realtà sarei potuta essere in classe benissimo per le 8 e un quarto. Cosa che tra l'altro ho già fatto, con alcuni compagni di classe; solo che faceva un freddo della madonna e allora non abbiamo resistito fino alla fine dell'ora e siamo entrati prima, ma sempre in ritardo, saltandoci l'interrogazione (oh yeah).
Poi, poi, poi. Sto leggendo Il passaggio, di Justin Cronin, che è un mattone di 800 e passa pagine, ma lo sto adorando. Seriamente. E' scritto benissimo e scivola via che è una meraviglia.
Stranamente mia madre, da ormai un sacco di mesi, non trascina più me e i miei fratelli a Messa. Non so bene quale sia il motivo; forse s'è rotta le palle delle nostre lamentele e dei miei discorsi spacca maroni sul fatto che "Se ci obblighi ad andare in chiesa a quest'età, da vecchi non vorremo più metterci piede!" Il che, secondo me, è assolutamente vero. Insomma, sicuramente non sono atea, perché pensare di essere completamente sola un po' mi spaventa. Credo in Dio e credo che Gesù sia esistito e tutto il resto, ma non capisco il motivo dell'andare a Messa ogni domenica - insomma, se credi a qualcosa di tanto intimo, non dovresti avere il bisogno di dimostrarlo -, e non appoggio la Chiesa, come organismo, per tutta la merda che ha sparso in giro per il mondo, pur sostenendo di fare il volere di Dio.
A parte questo, è favoloso vedere luci e decorazioni in giro per la città. E' una di quelle cose che mi fa stare bene, come sentire le canzoni natalizie e ricordarmi di quando ero piccina così.
Non so quanto riuscirò a scrivere qui sul blog; tralasciando il fatto che la seconda liceo è pesante, cosa che tra l'altro è vero, è prende un sacco di tempo, con la storia delle feste e che poi vado in Belgio a trovare i miei zii fino a Capodanno, non potrò essere costante (come se io lo fossi stata fino ad ora...).
Ma comunque. Guardatevi Se mi lasci ti cancello, è qualcosa di meraviglioso. C'è Jim Carrey che per una volta recita un ruolo serio, e, anche se il titolo sembra una roba tipo commedia demenziale, fidatevi, non lo è. Il titolo originale, infatti, sarebbe Eternal Sunshine of the Spotless Mind.
Non vedo l'ora del concerto del Boss [Bruce Springsteen, N.d.A.]! Ho preso i biglietti qualche settimana fa e sono già gasatissima.

R. C.

Nessun commento:

Posta un commento