sabato 24 dicembre 2011

Ommaigod!

Blogger ha ripreso a funzionare come si deve, dopo qualcosa come 5 mesi che dava problemi. Sono esterrefatta, davvero. What a beautiful Christmas present.
E' bello vedere su Youtube commenti a video natalizi con scritte cose tipo Merry Christmas from Poland/Philippines/Romania/Holland/Greece/unpaeserandomdelmondo. Cioè, mi riempie il cuore.
Poi questo periodo, almeno per me, non è dei migliori. Insomma, è bello lo spirito natalizio e tutto, stare a casa a cazzeggiare, ricevere regali dagli amici (uno dei regali, fatto da alcune mie compagne di classe, è stato un reggiseno rosso! Era da settembre che dicevo di volerne uno, ma non avrei mai creduto che, insomma... Gesù, ho riso per un'eternità, da non credere!). Sì, è bello tutto questo e molto altro, ma è un periodo buio, per me. Nel senso che sento un buio interiore, qualcosa del genere. Non faccio altro che paragonarmi ad altra gente e a chiedermi continuamente perché non ho quelle mille qualità che hanno loro. Non riesco ad accettarmi completamente; faccio finta di niente e guardo avanti, ma magari ho le lacrime agli occhi e prego perché nessuno se ne accorga. Insomma, c'è da dire che non è nemmeno la prima volta che mi capita. Spesso cerco di farmene una ragione, di dirmi ehy, non importa, sei molto meglio di altre. Certe volte lo penso davvero, certe altre sto una merda. Tipo in queste settimane. Sarà questa fottuta adolescenza, o il fatto che abbia detto bene le cose che mi erano state chieste nell'interrogazione di italiano, ma che il prof mi abbia messo un misero 6 e mezzo, giustificandosi con una frase del tipo "Le altre volte le cose le hai dette meglio" (e qua mi sono incazzata da morire). E okay, mi sta bene, tanto lui non mette mai più di 7, però è un'ingiustizia colossale. Oppure sarà che la verifica di scienze e quella di informatica sono andate penosamente, ma penosamente davvero. Sarà che mi sento sola come non mai, ma cerco di non pensarci. Saranno altre migliaia di cose, saranno i commenti della gente, quelli che da anni mi ripeto di non ascoltare, ma che non posso fare a meno di sentire. E sono due cose diverse. E ogni volta, quando credo che sia finita, quando m'illudo di essere riuscita a passarla, a dimenticare, ci ricado. Merda.
Non so, non so davvero. Continuo a ripensare a tutte le persone che ho perso, continuo a chiedermi che senso abbia andare bene a scuola se poi da vecchia guarderò indietro e non vedrò nulla. Se la gente guarderà indeitro e non mi ricorderà e non mi vedrà. E mi chiedo se io abbia mai colpito qualcuno per il modo in cui sono. Perché è una di quelle cose che vorrei fare: colpire la gente. Vorrei essere splendente come M., che non va bene a scuola ma a scuola tutti la conoscono e sa parlare con tutti e canta da Dio e ognuno la ricorda per qualcosa di bello. Perché lei sarà ricordata, lei sarà conosciuta, sarà amata dai professori anche se non è mai stata un genio, sarà pensata dai ragazzi perché ci sa fare ed è bella, avrà una vita splendente come ora. Magari non farà l'università, ma magari sarà famosa per la sua voce. E sarà carismatica quanto ora e potrà dire di essere stata mia amica, ma quando pronuncerà il mio nome nessuno saprà chi sono. Insomma, io la adoro, è fantastica, meravigliosa davvero, ma non posso fare a meno di invidiarla. E non sopporto invidiare la gente, andiamo, che senso ha? Mi chiedo che senso abbiano questo e tutto il resto. Chi sarò, io? Una di quelle normali. Sarò una normale, probabilmente. Ma sinceramente non riesco a vedermi di qui a 5 anni. Qualche volta mi vien da pensare che semplicemente non ci sarò, nessuno mi vedrà, me compresa, non ci sarò e stop.
A parte questo, sono convinta che nella vita serva una personalità forte, e io non credo di averla. Quest'anno sono stata classificata come una delle "alternative" della classe. Perché ho un mio stile, e d'accordo, ma anche questo, che senso ha? Solo perché mi vesto magari qualche volta tutta in nero o metto accessori particolari o perché ho dei piercing o perché qualche volta metto maglie di alcuni gruppi che mi piacciono? Mi vesto così perché mi piace, non perché voglia dimostrare qualcosa. Perché questa sono io, per il momento. Perché probabilmente questo è solo un periodo. Non credo che a trent'anni sarò ancora etichettata come "alternativa". E comunque non capisco. E c'è qualcosa di questo discorso che non va, c'è qualcosa in me che non va, non riesco a capire. Non so neanche se mi sono espressa bene, se ho detto veramente quello che volevo dire, e, pensandoci, la risposta è no. Perché assolutamente non ho detto tutto, anzi, ho detto poco e niente. E' difficile, non riuscirei a dire tutto, né ora né mai. E' complicato.
Mi verrebbe voglia di cancellare e riscrivere tutto, ma non lo farò. Probabilmente tu, sì, tu che stai leggendo, non riuscirai a comprendere. E ti dò ragione, anche perché per me vale lo stesso. E comunque questa specie di monologo ha preso una piega strana e non ho voglia di star qui a spiegarti le cose.
Solo che ho una specie di casino mentale e psicofisico, o qualcosa così. Una matassa di fili che non riesco proprio a sbrogliare. Non ho voglia di fare un'autoanalisi, e non ho la testa per risolvere certe cose. Potrei sembrare una specie di persona malsana che si fa i complessi, e probabilmente è così, ma quando c'ho dentro certe cose è meglio sputarle fuori scrivendo. Mi sento meno pesante, ma ancora soffocante.
Per fortuna non sono sempre così, altrimenti sai che palle!
Per adesso vi auguro solo di passare uno splendido Natale vicino alle persone che amate. Ingozzatevi di roba buona e rilassatevi e divertitevi, che le vacanze volano, come al solito!

Un sorriso,
Red Cherry

Nessun commento:

Posta un commento