Okay, sto cercando il più possibile di attenermi al mio proposito, quello di postare più spesso, ma non è facilissimo.
Questa settimana il martedì eravamo a quell'incontro col sopravvissuto ai campi di concentramento, come già scritto qualche post fa; mercoledì, giovedì e venerdì abbiamo avuto autogestione. (pure martedì, a dire il vero, ma non eravamo a scuola). Ho partecipato tutti e 3 i giorni, è personalmente l'ho considerata un'esperienza da ripetere. Davvero un mucchio di cose interessanti; ho seguito un corso sull'omosessualità, dove c'erano dei ragazzi di un'associazione che ci hanno parlato delle loro esperienze (pure loro omosessuali), dell'integrazione di omosessuali, bisessuali, transessuali eccetera nella società, di come vengono considerati, delle storie che hanno alle spalle e un sacco di altre robe. Poi ho seguito un corso sulla condizione dei detenuti nelle carceri; uno sulla fotografia (molto bello); uno sulle cosiddette "maschere sociali", con un dibattito e scambio di esperienze personali sull'integrazione del singolo in una società caotica e conformista eccetera eccetera; un corso dedicato all'11 settembre, dove abbiamo visto un documentario e un prof della scuola ci ha parlato di possibili complotti da parte del Governo americano e tutta una serie di cose che comunque ci ha fatti ragionare tutti molto, e ci ha fatto venire pure un bel po' di dubbi sulle storie che probabilmente la gente s'inventa per nascondere la realtà.
Invece, settimana prossima, partiamo per Roma (sì, sono gasata)! Partenza il mercoledì mattina, ritorno al sabato sera. Treno. Camere da 4. Roma. Tutta la classe. Roma. Cazzo!
Poi probabilmente a quel concerto dei Simple Plan non ci vado più, causa forze maggiori.
Fede S. vuole farsi le punte blu, e probabilmente otterrà quello che vuole, perché è una che ottiene spesso quello che vuole.
Domani pomeriggio vado da G. Si fa la tinta rossa ai capelli e io la sosterrò moralmente. A proposito di G., un paio di giorni fa non avevo le chiavi e non c'era nessuno a casa, e così lei mi ha ospitata. Ormai praticamente vivo in pianta fissa a casa sua, ma tralasciamo. Dicevo, a proposito di G.: abbiamo parlato per 3 ore (non scherzo) di fila. Senza mai fermarci. Perlopiù discorsi seri (e, tra noi due, i discorsi seri non reggono praticamente mai, perché facciamo sempre le stupide e non facciamo altro che ridere e sfotterci affettuosamente a vicenda). Cioè, è stato fenomenale. Lei stava seduta sulla scrivania della sua camera, io sulla sua sedia girevole a giocherellare con i laccetti di quelle sue pantofole obbrobriose (glielo dico sempre, ma lei sostiene il contrario) che penzolavano dalla scrivania come le sue gambe. Se una delle due fosse stata un ragazzo, probabilmente avrebbero creduto ci scambiassimo effusioni amorose, ma chissene, voglio dire.
Vorrei farmi un altro piercing all'orecchio, ma i miei non cedono. Quando avrò diciotto anni, me ne farò almeno due, e potrò firmarmi tutte le giustifiche per le assenze che voglio, alla faccia loro, che voglio tenermi sotto controllo. Cherry non si tiene sotto controllo, miei cari.
Oggi ho avuto una partita. Mi sono sfracellata le dita, una ragazza m'è caduta sulla gamba mentre c'eravamo buttate tutte e due sulla palla, e m'ha fatto un male cane. Non avevo più fiato, credevo che le ginocchia avrebbero ceduto da un momento all'altro. Tra l'altro, abbiamo pure perso.
Estratto del diario cartaceo della sottoscritta: Punti deboli: ho questa spiacevole tendenza a dimenticare i nomi, soprattutto quelli dei personaggi di libri, film, o serie televisive, e la cosa è alquanto irritante.
Continuo a scrivere poesie. Dalla prosa mi sto prendendo una sottospecie di pausa, ma ho una di quelle paure insensate che ti colgono all'improvviso, ovvero quella di non saper più scrivere in prosa. Non voglio abbandonare la scrittura, e credo non lo farò mai, anche perché è una cosa che mi aiuta. Ma sono una di quelle persone fottutamente perfezioniste, della serie che se non hanno un'idea ben precisa in testa non si muovono di un millimetro. Poi magari ce l'hanno ma non le convince troppo, quest'idea, e allora non si muovono lo stesso di un millimetro. Non capisco perché io debba sempre pensare e pensare fino a trovare una storia. Perché non posso semplicemente lasciarmi guidare dalla penna e dal cuore? E' una di quelle cose che tutti dicono, del tipo Sì, mi sono lasciata trasportare, ho scritto così come veniva. Io mi sa che non la so fare, 'sta cosa. Io quando scrivo di getto poi rileggo tutto e correggo e riscrivo, e considero ogni singola parola come qualcosa di unico e importante, qualcosa che deve combaciare col resto per essere bello e piacere a me e agli altri. Scrivo sempre come se dovessi farmi pubblicare un racconto, solo che non ne capisco il motivo. Probabilmente prendo le cose troppo seriamente, ma non so cosa pensare. Non mi piace questo mio modo di essere. Vorrei essere più passionale, non so, in questo campo. Lo scrivere mi manca, però, e credo riprenderò presto. Quando sarò pronta, e la mia mano anche.
Mi mancano, i nonni.
Cherry
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sabato 4 febbraio 2012
domenica 22 gennaio 2012
Sono una causa persa
Che ogni santissima volta, mentre studia, si dice: sì, dai, faccio solo un salto. Velocissimamente, giuro. Vado e torno, proprio.
Sì, parliamo di Internet, quel maledetto. E in me si attua una specie di lotta interiore, del tipo angioletto e diavoletto; o meglio: buon senso e strafottutavogliaditrovareunqualsiasipretestopermollarelìsullascrivaniaillibro (ce l'avete fatta a leggerla tutta senza prendere fiato?).
Poi, qualche volta, riesco a respingere la tentazione. Qualche altra volta... no, diciamocele come stanno, le cose. Molto spesso, ecco, sì, così va meglio; molto spesso non ce la faccio. E' solo che ho il portatile qua davanti, mi capite, no? Cioè, è qui, così vicino, con tutte le sue robine belle dentro, tipo Word e Internet e Youtube, e dimmi tu come fai a non accenderlo. Spiegamelo, seriamente.
Ma vabbé. Tanto ormai son qua, no? E c'ho l'Eneide che mi scongiura di tornare a leggerla, è qui, proprio sotto i miei gomiti. Ma non c'ho voglia, Virgilio mio caro, di leggere il tuo bel poema. E lo so che manco tu sei contento, che volevi pure che la tua opera fosse bruciata perché non eri riuscito a finirla e poi t'eri ammalato... ehi, hai visto? Qualcosa ho studiato, non son mica una cialtrona.
Vabbè, il punto è che ho sognato una cosa buffa. Praticamente ho sognato di essere un panino (ti vedo, che stai cominciando a ridacchiare...). Ma è stato terribile, ragazzi, sul serio. Perché io ero un bel panino, di quelli tondi e morbidi, e stavo dormendo. E poi mia madre ha preso un coltello e m'ha tagliata. Giuro. E ha fatto un male cane, gente, roba che uno non s'immagina neanche. Mi son sentita squarciata in due, e il bello è che non m'ero accorta di niente, perché dormivo, pure lì nel sogno, non solo nella realtà. Cioè, quando stamattina l'ho raccontato a mia madre m'è scoppiata a ridere in faccia, ma 'sto sogno m'ha aperto un mondo. Tipo quei sogni che hanno fatto tutte quelle persone su Dio, e poi hanno avuto la vocazione... io ora so la verità. So che i panini soffrono. E ragazzi, come soffrono.
Adottate un panino, loro hanno bisogno d'affetto (sì, lo so, vi starete chiedendo una roba tipo what the fuck is wrong with you? E sì, probabilmente avete ragione).
C.
Sì, parliamo di Internet, quel maledetto. E in me si attua una specie di lotta interiore, del tipo angioletto e diavoletto; o meglio: buon senso e strafottutavogliaditrovareunqualsiasipretestopermollarelìsullascrivaniaillibro (ce l'avete fatta a leggerla tutta senza prendere fiato?).
Poi, qualche volta, riesco a respingere la tentazione. Qualche altra volta... no, diciamocele come stanno, le cose. Molto spesso, ecco, sì, così va meglio; molto spesso non ce la faccio. E' solo che ho il portatile qua davanti, mi capite, no? Cioè, è qui, così vicino, con tutte le sue robine belle dentro, tipo Word e Internet e Youtube, e dimmi tu come fai a non accenderlo. Spiegamelo, seriamente.
Ma vabbé. Tanto ormai son qua, no? E c'ho l'Eneide che mi scongiura di tornare a leggerla, è qui, proprio sotto i miei gomiti. Ma non c'ho voglia, Virgilio mio caro, di leggere il tuo bel poema. E lo so che manco tu sei contento, che volevi pure che la tua opera fosse bruciata perché non eri riuscito a finirla e poi t'eri ammalato... ehi, hai visto? Qualcosa ho studiato, non son mica una cialtrona.
Vabbè, il punto è che ho sognato una cosa buffa. Praticamente ho sognato di essere un panino (ti vedo, che stai cominciando a ridacchiare...). Ma è stato terribile, ragazzi, sul serio. Perché io ero un bel panino, di quelli tondi e morbidi, e stavo dormendo. E poi mia madre ha preso un coltello e m'ha tagliata. Giuro. E ha fatto un male cane, gente, roba che uno non s'immagina neanche. Mi son sentita squarciata in due, e il bello è che non m'ero accorta di niente, perché dormivo, pure lì nel sogno, non solo nella realtà. Cioè, quando stamattina l'ho raccontato a mia madre m'è scoppiata a ridere in faccia, ma 'sto sogno m'ha aperto un mondo. Tipo quei sogni che hanno fatto tutte quelle persone su Dio, e poi hanno avuto la vocazione... io ora so la verità. So che i panini soffrono. E ragazzi, come soffrono.
Adottate un panino, loro hanno bisogno d'affetto (sì, lo so, vi starete chiedendo una roba tipo what the fuck is wrong with you? E sì, probabilmente avete ragione).
C.
venerdì 8 aprile 2011
Vorrei
un giorno incontrare una rosa viola e dirle quanto sei rara, quanto sei sola.
(m'è venuta sul momento, giuro che non so perchè. Di rose viola non se ne vedono tutti i giorni)
(m'è venuta sul momento, giuro che non so perchè. Di rose viola non se ne vedono tutti i giorni)
martedì 5 aprile 2011
Non lo so perchè,
ma mi riduco a scrivere i post all'ultimo minuto. Sono stanca morta, anche se oggi ho dormito un'oretta. E mi dicevo pure non dormire, non dormire, che devi fare matematica!, ma in fondo in fondo lo sapevo che mi sarei addormentata. Quindi niente. Domani devo finire 15 esercizi (gli altri li ho fatti oggi).
Milano è assolutamente fantastica e mi rendo conto di cominciare a conoscerla solo ora che ci vivo praticamente dentro. E' così affollata e piena di luce e vita. Non vedo l'ora di essere abbastanza grande per andarci a vivere veramente (non so come, ma un modo lo troverò, parola di lupetto).
E, mh, ho bisogno di miele. Miele caldo sul pane imburrato, in ricordo di certi periodi che il tempo era tanto dolce da farti sciogliere gli occhi.
E la notte è buia, nera nera, come se fosse stata colorata con un carboncino. Che sia stato un bambino a colorarla? Forse è per questo che è così irregolare; forse il bambino è andato fuori dai bordi e non si è più fermato. Dove finisce la notte?
Vorrei trovarlo, il confine della notte, anche se forse non esiste.
RedCherry
Milano è assolutamente fantastica e mi rendo conto di cominciare a conoscerla solo ora che ci vivo praticamente dentro. E' così affollata e piena di luce e vita. Non vedo l'ora di essere abbastanza grande per andarci a vivere veramente (non so come, ma un modo lo troverò, parola di lupetto).
E, mh, ho bisogno di miele. Miele caldo sul pane imburrato, in ricordo di certi periodi che il tempo era tanto dolce da farti sciogliere gli occhi.
E la notte è buia, nera nera, come se fosse stata colorata con un carboncino. Che sia stato un bambino a colorarla? Forse è per questo che è così irregolare; forse il bambino è andato fuori dai bordi e non si è più fermato. Dove finisce la notte?
Vorrei trovarlo, il confine della notte, anche se forse non esiste.
RedCherry
mercoledì 23 marzo 2011
Heartless
In the night I hear him call,
The coldest story ever told,
Somewhere far along this road
He lost his soul,
To a woman so heartless
How could you be so heartless?
E c'è 'sta canzone, bellissima, toccante, dei The Fray, che mi si è intrufolata dentro e mi ha dato l'ispirazione!
Così oggi ho scritto la mia nuova storia, in poco più di un'ora. Prima l'ho rivista e corretta, e ora è sul mio account di EFP.
Mi sento meglio, devo dire. Più leggera, sì.
Mi sono ritirata dal concorso, quello a cui mi ero iscritta ai primi di gennaio, che ormai manca pochissimo alla scadenza e di sicuro non sarei riuscita a finire in tempo, quindi...
E poi, credo di credere nel destino. Cioè, se non avessi rimandato così a lungo il momento per fare i compiti, poi non mi sarebbe venuta voglia di scrivere questa nuova storia - ritardando ancora di più lo studio, ma amen. Comunque non è mica solo questo, ma una serie di fatti - coincidenze? - che mi fanno ragionare e sorridere e quindi boh, la chiudo qui che ho sonno.
Domani viene la zia e si ferma fino a domenica, sarà bello passare del tempo assieme, soprattutto dopo che nonno è morto ad ottobre.
Cherry e le sue stramberie
The coldest story ever told,
Somewhere far along this road
He lost his soul,
To a woman so heartless
How could you be so heartless?
E c'è 'sta canzone, bellissima, toccante, dei The Fray, che mi si è intrufolata dentro e mi ha dato l'ispirazione!
Così oggi ho scritto la mia nuova storia, in poco più di un'ora. Prima l'ho rivista e corretta, e ora è sul mio account di EFP.
Mi sento meglio, devo dire. Più leggera, sì.
Mi sono ritirata dal concorso, quello a cui mi ero iscritta ai primi di gennaio, che ormai manca pochissimo alla scadenza e di sicuro non sarei riuscita a finire in tempo, quindi...
E poi, credo di credere nel destino. Cioè, se non avessi rimandato così a lungo il momento per fare i compiti, poi non mi sarebbe venuta voglia di scrivere questa nuova storia - ritardando ancora di più lo studio, ma amen. Comunque non è mica solo questo, ma una serie di fatti - coincidenze? - che mi fanno ragionare e sorridere e quindi boh, la chiudo qui che ho sonno.
Domani viene la zia e si ferma fino a domenica, sarà bello passare del tempo assieme, soprattutto dopo che nonno è morto ad ottobre.
Cherry e le sue stramberie
venerdì 11 marzo 2011
Smettila
Smettila di dire sì, anche se vorresti urlare no.
Smettila di piangerti addosso, che non ti serve a niente.
Smettila di pensare ai tuoi errori, ma tira fuori le palle e datti da fare.
Smettila di arrabbiarti per niente. Le persone felici sono le più belle.
Smettila di assecondare gli altri, ma pensa a te stessa.
Smettila di fare la gentile, anche quando gli altri non se lo meritano.
Smettila di criticare te stessa e gli altri.
Smettila di lamentarti per tutto.
Smettila di startene zitta anche se hai qualcosa da dire.
Smettila di aspettare che siano gli altri a parlare per te.
Smettila di avere insicurezze.
Smettila di basarti sul giudizio altrui. Tu sei l'unica che si può permettere di giudicarti.
Smettila di essere passiva,
e comincia a fare la cattiva.
Buttati e basta, cazzo. Okay?
Cherry
Smettila di piangerti addosso, che non ti serve a niente.
Smettila di pensare ai tuoi errori, ma tira fuori le palle e datti da fare.
Smettila di arrabbiarti per niente. Le persone felici sono le più belle.
Smettila di assecondare gli altri, ma pensa a te stessa.
Smettila di fare la gentile, anche quando gli altri non se lo meritano.
Smettila di criticare te stessa e gli altri.
Smettila di lamentarti per tutto.
Smettila di startene zitta anche se hai qualcosa da dire.
Smettila di aspettare che siano gli altri a parlare per te.
Smettila di avere insicurezze.
Smettila di basarti sul giudizio altrui. Tu sei l'unica che si può permettere di giudicarti.
Smettila di essere passiva,
e comincia a fare la cattiva.
Buttati e basta, cazzo. Okay?
Cherry
martedì 8 marzo 2011
Stanotte c'è una luna splendida.
Che sembra tanto il sorriso dello Stregatto, un sottile sorriso giallo, ma proprio giallo, mentre tutto il resto non si vede. C'è solo una piccola linea grigia di contorno, ma vederla così, appiccicata in mezzo al cielo nero, 'sta luna è una meraviglia.
Vuoi farmi sorridere, piccola luna? Beh, ci sei riuscita.
Ieri mamma ha comprato le primissime fragole dell'anno. Io allora le ho tagliate per bene, mentre avevo ancora tra le labbra delle canzoni dei Beatles, e canticchiavo così, a mezza voce, mentre le sciacquavo sotto l'acqua fredda del rubinetto della cucina. Poi ho messo tutti i pezzetti in una ciotola, e ci ho spolverato un po' di zucchero, ma poi ho deciso che non era abbastanza, che voglio riempirmi di dolcezza fino al midollo per sentirmi leggera. E allora ho aggiunto altro zucchero, e un po' di note manghiucchiate e un po' di sorrisi idioti, di quelli che ti saltano sulla faccia senza un motivo preciso. Ho mescolato tutto per bene col cucchiaio e poi le ho mangiate, gustandomele una alla volta, mentre ero avvolta nel felpone marrone e avevo su la maglia bianca larghissima del pigiama, e me ne stavo rannicchiata sulla sedia a guardare fuori dalle finestre, cercando di vedere qualcosa. Il fatto è che era semplicemente tutto buio, e ho sentito freddo nelle ossa, e ho pensato che il tema di venerdì fosse andato uno schifo. Che non so più scrivere e che tanto non ci riesco comunque, a fare bella figura sul prof, che a lui non va bene niente, che ora sono al liceo, accidenti, che è difficile e come dice L. "Il liceo ti mette alla prova. Se riesci a stare a galla, vuol dire che ce la puoi fare nella vita". Ed ha ragione L., cazzo, perchè devo sopravvivere a 'sto schifo e riderci su, che alla fine non serve a niente restare col muso lungo, no?
Vabbè, e poi pensavo al sole e ai fiori, perchè, cioè, ormai è quasi primavera, eh. A pensarci mi sento questo groppo in gola che mi blocca tutto, perchè accidenti, pensare a 'sta cosa mi dà un senso di fine, di cose che scorrono troppo in fretta, lasciandoti senz'ossigeno. E la cosa brutta, è che è proprio così.
E a proposito di fiori, oggi il mio fratellino è stato dolcissimo, e m'ha regalato una margherita.
- Indovina che cos'ho dietro la schiena! -
- Non lo so... un dentino? -
- No, quelli non mi sono ancora caduti. Dai, indovina! -
Ho provato a sbirciare e poi ho alzato le spalle perchè mica lo sapevo, io, oh.
E allora lui mi ha fatto vedere 'sto fiorellino tutto bianco e coi petali morbidi.
- L'ho presa nel parco del nonno - m'ha detto.
E m'ha fatto sorridere e m'ha fatto sentire felice.
- Nel giardino del nonno, vuoi dire - e gli ho dato un bacetto sulla guancia, ché certe volte mi fa sciogliere dentro, come fa il sole coi gelati.
Ce l'ho ancora qua, vicino a me, la margherita. Profuma ancora, profuma di bambino, di prato e cielo e sole.
E poi ho pensato, ho pensato che i ragazzi innamorati c'hanno il miele che gli sgorga dagli occhi.
Vorrei vicino a me una persona tanto dolce da essere ripiena di miele fino all'orlo, che mi guardi con gli occhi innamorati e che mi stringa al suo cuore da innamorato.
E buona festa delle donne a tutte le donne. Siate orgogliose di esserlo.
RedCherry
Vuoi farmi sorridere, piccola luna? Beh, ci sei riuscita.
Ieri mamma ha comprato le primissime fragole dell'anno. Io allora le ho tagliate per bene, mentre avevo ancora tra le labbra delle canzoni dei Beatles, e canticchiavo così, a mezza voce, mentre le sciacquavo sotto l'acqua fredda del rubinetto della cucina. Poi ho messo tutti i pezzetti in una ciotola, e ci ho spolverato un po' di zucchero, ma poi ho deciso che non era abbastanza, che voglio riempirmi di dolcezza fino al midollo per sentirmi leggera. E allora ho aggiunto altro zucchero, e un po' di note manghiucchiate e un po' di sorrisi idioti, di quelli che ti saltano sulla faccia senza un motivo preciso. Ho mescolato tutto per bene col cucchiaio e poi le ho mangiate, gustandomele una alla volta, mentre ero avvolta nel felpone marrone e avevo su la maglia bianca larghissima del pigiama, e me ne stavo rannicchiata sulla sedia a guardare fuori dalle finestre, cercando di vedere qualcosa. Il fatto è che era semplicemente tutto buio, e ho sentito freddo nelle ossa, e ho pensato che il tema di venerdì fosse andato uno schifo. Che non so più scrivere e che tanto non ci riesco comunque, a fare bella figura sul prof, che a lui non va bene niente, che ora sono al liceo, accidenti, che è difficile e come dice L. "Il liceo ti mette alla prova. Se riesci a stare a galla, vuol dire che ce la puoi fare nella vita". Ed ha ragione L., cazzo, perchè devo sopravvivere a 'sto schifo e riderci su, che alla fine non serve a niente restare col muso lungo, no?
Vabbè, e poi pensavo al sole e ai fiori, perchè, cioè, ormai è quasi primavera, eh. A pensarci mi sento questo groppo in gola che mi blocca tutto, perchè accidenti, pensare a 'sta cosa mi dà un senso di fine, di cose che scorrono troppo in fretta, lasciandoti senz'ossigeno. E la cosa brutta, è che è proprio così.
E a proposito di fiori, oggi il mio fratellino è stato dolcissimo, e m'ha regalato una margherita.
- Indovina che cos'ho dietro la schiena! -
- Non lo so... un dentino? -
- No, quelli non mi sono ancora caduti. Dai, indovina! -
Ho provato a sbirciare e poi ho alzato le spalle perchè mica lo sapevo, io, oh.
E allora lui mi ha fatto vedere 'sto fiorellino tutto bianco e coi petali morbidi.
- L'ho presa nel parco del nonno - m'ha detto.
E m'ha fatto sorridere e m'ha fatto sentire felice.
- Nel giardino del nonno, vuoi dire - e gli ho dato un bacetto sulla guancia, ché certe volte mi fa sciogliere dentro, come fa il sole coi gelati.
Ce l'ho ancora qua, vicino a me, la margherita. Profuma ancora, profuma di bambino, di prato e cielo e sole.
E poi ho pensato, ho pensato che i ragazzi innamorati c'hanno il miele che gli sgorga dagli occhi.
Vorrei vicino a me una persona tanto dolce da essere ripiena di miele fino all'orlo, che mi guardi con gli occhi innamorati e che mi stringa al suo cuore da innamorato.
E buona festa delle donne a tutte le donne. Siate orgogliose di esserlo.
RedCherry
lunedì 7 marzo 2011
One, two, three, four. Let's have a party!
Ho mangiato le focacce dei miei fratelli, e ora mi vorrebberro picchiare tutti, compreso mio padre, che "Ti avevo detto di prenderne solo un pezzo, mica tutte e due!"
Beh, perchè quando sono loro, a mangiarmi i miei biscotti, allora non succede niente, eh.
Lasciatemi mangiare, accidenti; in questi giorni non faccio altro. C'è qualcosa che mi rosica la pancia.
Devo andare a studiare, ma chi me lo fa fare?
Vorrei vivere di Settimo Cielo (che tra l'altro sono alla puntata 7 della 4^ stagione. Non riesco mai ad andare avanti!) e rimpinzarmi di pane e nutella, e al diavolo questi fottuti brufoli da adolescente gonfia di ormoni.
Il titolo non c'entra assolutamente niente, nel caso ve lo foste chiesti.
Ieri sera ho avuto una delle mie ispirazioni e mi è uscita questa frase:
Ché siamo così poco compatibili che se fossimo un unico cuore non ci staremmo dentro per quanto saremmo strette.
L'ho scritta un po' dappertutto: sul diario, sul libro di storia, sulla mano, e l'ho pure tatuata sul cuore, col fuoco, pensa te.
RedCherry
Beh, perchè quando sono loro, a mangiarmi i miei biscotti, allora non succede niente, eh.
Lasciatemi mangiare, accidenti; in questi giorni non faccio altro. C'è qualcosa che mi rosica la pancia.
Devo andare a studiare, ma chi me lo fa fare?
Vorrei vivere di Settimo Cielo (che tra l'altro sono alla puntata 7 della 4^ stagione. Non riesco mai ad andare avanti!) e rimpinzarmi di pane e nutella, e al diavolo questi fottuti brufoli da adolescente gonfia di ormoni.
Il titolo non c'entra assolutamente niente, nel caso ve lo foste chiesti.
Ieri sera ho avuto una delle mie ispirazioni e mi è uscita questa frase:
Ché siamo così poco compatibili che se fossimo un unico cuore non ci staremmo dentro per quanto saremmo strette.
L'ho scritta un po' dappertutto: sul diario, sul libro di storia, sulla mano, e l'ho pure tatuata sul cuore, col fuoco, pensa te.
RedCherry
domenica 27 febbraio 2011
Tema: la classe
Ora di scrittura di un venerdì di qualche settimana fa (sì, noi siamo dei fighi perchè facciamo le ore di scrittura!).
Quello che ho scritto io:
Classe
Dicesi classe l'insieme di elementi raggruppati secondo certe caratteristiche in comune, come ad esempio l'età.
Una classe scolastica è composta da un gruppo irregolare e poco omogeneo di individui urlanti, in media venti e passa, costretti in un'aula (piccola, quadrata e claustrofobica, questo lo aggiungo io adesso) diverse ore al giorno contrariamente alle aspirazioni soggettive.
Gli elementi della classe, chiamati normalmente alunni, o scolari, o asini, studiano e convivono insieme nella loro aula, giorno per giorno, cercando di sopravvivere alleeducative distruttive ore di lezione.
Solitamente si raggruppano gli alunni con l'intento di farli socializzare, anche perchè, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'alunno è un animale che vive in branco e ama dialogare e scambiare pareri coi suoi simili.
Gli alunni alloggiano - compostamente o meno, a seconda dei casi - dietro ai loro banchi, o in coppia, o a gruppi di tre; collaborano, agiscono e crescono insieme.
Per sopravvivere ci vuole un certo equilibrio mentale e psicologico, eh.
Mi sarebbe piaciuto andare avanti, ma non c'era più tempo.
Tanto per fare.
Quello che ho scritto io:
Classe
Dicesi classe l'insieme di elementi raggruppati secondo certe caratteristiche in comune, come ad esempio l'età.
Una classe scolastica è composta da un gruppo irregolare e poco omogeneo di individui urlanti, in media venti e passa, costretti in un'aula (piccola, quadrata e claustrofobica, questo lo aggiungo io adesso) diverse ore al giorno contrariamente alle aspirazioni soggettive.
Gli elementi della classe, chiamati normalmente alunni, o scolari, o asini, studiano e convivono insieme nella loro aula, giorno per giorno, cercando di sopravvivere alle
Solitamente si raggruppano gli alunni con l'intento di farli socializzare, anche perchè, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'alunno è un animale che vive in branco e ama dialogare e scambiare pareri coi suoi simili.
Gli alunni alloggiano - compostamente o meno, a seconda dei casi - dietro ai loro banchi, o in coppia, o a gruppi di tre; collaborano, agiscono e crescono insieme.
Per sopravvivere ci vuole un certo equilibrio mentale e psicologico, eh.
Mi sarebbe piaciuto andare avanti, ma non c'era più tempo.
Tanto per fare.
giovedì 27 gennaio 2011
E' forse un pompelmo?
Le pagelle sono arrivate!
Oddio. Momento di panico generale.
E' venuto il preside a distribuirle e mi ha fatto i complimenti. Come voti, vanno dal 7 al 9. Cioè, praticamente in classe siamo solo in due a non aver preso nemmeno un 6! E dire che da noi son proprio stretti, ma tanto, di voti. Ora, tutto quello che devo fare, è mantenere i voti che ho e migliorarli.
Sperem.
Ho deciso che guarderò più film in inglese, evitando i sottotitoli in italiano, che altrimenti leggo solo quelli e non sento le parole in English. Mi sto proprio appassionando, all'English, sapete? Sempre di più, e 'sta cosa mi piace.
Il primo autobus che ho preso per il ritorno era così caldo! Si stava benone, e delle ragazze avevano messo la musica e c'era un'atmosfera così... così confortante.
Nel secondo autobus c'era un silenzio assoluto ed è salita una cosa che nemmeno sembrava una donna. Un amico che era con me fa: "Ommioddio, ma cos'è?"
Alla fine abbiamo deciso che si trattasse di una specie rara di folletto, o magari un elfo, o magari un'aiutante di Babbo Natale che si portava avanti col lavoro. Cioè, a parte che era minuscola, ma completamente rossa! Aveva la faccia rossa e faceva davvero impressione. Forse si è tinta la pelle, come si fa coi capelli.
Oggi, nell'ora di diritto (che tra l'altro è stato uno dei 9 in pagella. Fuck yeah! Sì, continuo a dirlo perchè Fede S. mi ha attaccato 'sta cosa), abbiamo parlato di aborto. La prof diceva che praticamente è legale abortire prima dei tre mesi, poi va contro la legge, e si è discusso un po'.
Io, come mio solito, ho cominciato a farmi i miei bravi film mentali.
E se - mio Dio, spero di no, spero di no, spero di no - dovessi restare incinta, chessò, a 16 anni? Ci sono ragazze a cui è capitato. Tralasciando il problema genitori (come diamine glielo direi? Come minimo si prenderebbero un infarto), abortirei? Cioè, è pur sempre un bambino quello che un giorno ci galleggerà nella pancia. Ma... se arrivasse troppo presto? Se avesse qualche grave malattia, permetterei che una siringa lo risucchi via?
Se, boh, se fosse disabile dalla nascita? Lo lascerei vivere in un mondo come questo, lo lascerei vivere consapevole di se stesso? Consapevole di quello che la gente dirà e penserà di lui?
Ultimamente m'è preso lo schizzo e scrivo e scrivo e scrivo e immagino e sogno. Questo è ciò che ne è uscito poco fa (questa volta ha pure un titolo!):
Anima
Lasciaci soli, solo io e la mia anima.
Ce la fai a resistere, piccola anima?
Non lascerò che qualcuno ti spezzi, piccola mia.
Ti custodirò tra cuore e petto, dove nessuno potrà vederti.
Dove niente potrà portarti via da me.
Non crollare, piccola anima.
Ho bisogno di te, perchè da sola non riesco.
Riposa, piccola anima.
La strada è lunga.
E saremo solo noi due.
Io e la mia anima.
Oddio. Momento di panico generale.
E' venuto il preside a distribuirle e mi ha fatto i complimenti. Come voti, vanno dal 7 al 9. Cioè, praticamente in classe siamo solo in due a non aver preso nemmeno un 6! E dire che da noi son proprio stretti, ma tanto, di voti. Ora, tutto quello che devo fare, è mantenere i voti che ho e migliorarli.
Sperem.
Ho deciso che guarderò più film in inglese, evitando i sottotitoli in italiano, che altrimenti leggo solo quelli e non sento le parole in English. Mi sto proprio appassionando, all'English, sapete? Sempre di più, e 'sta cosa mi piace.
Il primo autobus che ho preso per il ritorno era così caldo! Si stava benone, e delle ragazze avevano messo la musica e c'era un'atmosfera così... così confortante.
Nel secondo autobus c'era un silenzio assoluto ed è salita una cosa che nemmeno sembrava una donna. Un amico che era con me fa: "Ommioddio, ma cos'è?"
Alla fine abbiamo deciso che si trattasse di una specie rara di folletto, o magari un elfo, o magari un'aiutante di Babbo Natale che si portava avanti col lavoro. Cioè, a parte che era minuscola, ma completamente rossa! Aveva la faccia rossa e faceva davvero impressione. Forse si è tinta la pelle, come si fa coi capelli.
Oggi, nell'ora di diritto (che tra l'altro è stato uno dei 9 in pagella. Fuck yeah! Sì, continuo a dirlo perchè Fede S. mi ha attaccato 'sta cosa), abbiamo parlato di aborto. La prof diceva che praticamente è legale abortire prima dei tre mesi, poi va contro la legge, e si è discusso un po'.
Io, come mio solito, ho cominciato a farmi i miei bravi film mentali.
E se - mio Dio, spero di no, spero di no, spero di no - dovessi restare incinta, chessò, a 16 anni? Ci sono ragazze a cui è capitato. Tralasciando il problema genitori (come diamine glielo direi? Come minimo si prenderebbero un infarto), abortirei? Cioè, è pur sempre un bambino quello che un giorno ci galleggerà nella pancia. Ma... se arrivasse troppo presto? Se avesse qualche grave malattia, permetterei che una siringa lo risucchi via?
Se, boh, se fosse disabile dalla nascita? Lo lascerei vivere in un mondo come questo, lo lascerei vivere consapevole di se stesso? Consapevole di quello che la gente dirà e penserà di lui?
Ultimamente m'è preso lo schizzo e scrivo e scrivo e scrivo e immagino e sogno. Questo è ciò che ne è uscito poco fa (questa volta ha pure un titolo!):
Anima
Lasciaci soli, solo io e la mia anima.
Ce la fai a resistere, piccola anima?
Non lascerò che qualcuno ti spezzi, piccola mia.
Ti custodirò tra cuore e petto, dove nessuno potrà vederti.
Dove niente potrà portarti via da me.
Non crollare, piccola anima.
Ho bisogno di te, perchè da sola non riesco.
Riposa, piccola anima.
La strada è lunga.
E saremo solo noi due.
Io e la mia anima.
mercoledì 26 gennaio 2011
God bless you
Sono le 6 e tutto va bene.
Ho pensato, in questi giorni.
Per esempio che la gente vede solo la parte più bella di noi, cioè quella esteriore. Che alla fine dentro non ci vede nessuno. E' strano pensare che una modella bellissima alla fine non sia che un cumulo di ossa e muscoli rossi e caldi e sangue, non trovate? Che di fatto siamo... cosa siamo? Un'enorme borsa di pelle strapiena di... liquidi? Cioè, qualcosa di simile. Blah.
Che dentro siamo tutti uguali. Sì, questo ho pensato. E anche che il nostro carattere è là dentro, e che non lo vede nessuno, nemmeno quello, e che siamo uguali, ma altrettanto unici e preziosi, per il DNA che scivola tra le pieghe del nostro corpo.
E poi, di solito la gente non si fida di chi fa l'elemosina. Tutti cercano di starci alla larga, dalla gente che viene a citofonare per chiedere qualche spicciolo, da quelli che ti fermano per strada con un bicchiere di carta del Mc Donald in mano "Ce l'hai un euro?"
Anche io, oggi, tornando a casa, quando ho visto un tizio sul cancello di casa, ammetto di aver avuto un po' di fifa. In realtà non so nemmeno perchè; credo che sia la società che ci confonde, non trovate? Che non lascia libertà ed etichetta tutto e tutti e ogni comportamento.
E sì, c'era questo tipo con la pelle scura e un berretto sulla testa, e ho pensato che fosse un ladro o qualcosa del genere. Che fosse una persona violenta, o scortese, o arrogante.
E' che non ci fidiamo della gente. Degli estranei, che consideriamo tutti malvagi, capite? Tutti pericolosi, se solo si comportano in un certo modo o sostano vicino a casa nostra.
Invece, arrivata vicino a questo uomo, lui mi ha sorriso. Ed era un sorriso sincero, non uno di quelli maliziosi che certe volte certi uomini che incontro per strada mi rivolgono quando sono sola. Non mi ha squadrata dall'alto al basso, quel tizio, mi ha fissata in faccia con quegli occhi scuri e profondi e mi ha chiesto se ero tornata da scuola. Ovviamente lui lo sapeva, dato che avevo lo zaino in spalla, ma me l'ha chiesto lo stesso, per parlare. Mio Dio, per parlare, parlare e basta, senza battute squallide o roba simile. Ed è stato gentile e gli abbiamo dato qualche euro e lui mi ha detto "Che Dio ti benedica, carissima, che Dio ti benedica".
E' stato un bell'incontro, decisamente.
Ho anche scritto una piccola cosa, una sera che ho avuto l'ispirazione (ma questo non significa che la cosa in particolare sia decente o accettabile):
Ho pensato, in questi giorni.
Per esempio che la gente vede solo la parte più bella di noi, cioè quella esteriore. Che alla fine dentro non ci vede nessuno. E' strano pensare che una modella bellissima alla fine non sia che un cumulo di ossa e muscoli rossi e caldi e sangue, non trovate? Che di fatto siamo... cosa siamo? Un'enorme borsa di pelle strapiena di... liquidi? Cioè, qualcosa di simile. Blah.
Che dentro siamo tutti uguali. Sì, questo ho pensato. E anche che il nostro carattere è là dentro, e che non lo vede nessuno, nemmeno quello, e che siamo uguali, ma altrettanto unici e preziosi, per il DNA che scivola tra le pieghe del nostro corpo.
E poi, di solito la gente non si fida di chi fa l'elemosina. Tutti cercano di starci alla larga, dalla gente che viene a citofonare per chiedere qualche spicciolo, da quelli che ti fermano per strada con un bicchiere di carta del Mc Donald in mano "Ce l'hai un euro?"
Anche io, oggi, tornando a casa, quando ho visto un tizio sul cancello di casa, ammetto di aver avuto un po' di fifa. In realtà non so nemmeno perchè; credo che sia la società che ci confonde, non trovate? Che non lascia libertà ed etichetta tutto e tutti e ogni comportamento.
E sì, c'era questo tipo con la pelle scura e un berretto sulla testa, e ho pensato che fosse un ladro o qualcosa del genere. Che fosse una persona violenta, o scortese, o arrogante.
E' che non ci fidiamo della gente. Degli estranei, che consideriamo tutti malvagi, capite? Tutti pericolosi, se solo si comportano in un certo modo o sostano vicino a casa nostra.
Invece, arrivata vicino a questo uomo, lui mi ha sorriso. Ed era un sorriso sincero, non uno di quelli maliziosi che certe volte certi uomini che incontro per strada mi rivolgono quando sono sola. Non mi ha squadrata dall'alto al basso, quel tizio, mi ha fissata in faccia con quegli occhi scuri e profondi e mi ha chiesto se ero tornata da scuola. Ovviamente lui lo sapeva, dato che avevo lo zaino in spalla, ma me l'ha chiesto lo stesso, per parlare. Mio Dio, per parlare, parlare e basta, senza battute squallide o roba simile. Ed è stato gentile e gli abbiamo dato qualche euro e lui mi ha detto "Che Dio ti benedica, carissima, che Dio ti benedica".
E' stato un bell'incontro, decisamente.
Ho anche scritto una piccola cosa, una sera che ho avuto l'ispirazione (ma questo non significa che la cosa in particolare sia decente o accettabile):
E io lo so,
lo so
che sorridi
solo
per farti forza.
E io li vedo,
li vedo
i tuoi occhi
tristi,
che vuoi far sembrar felici.
E io lo sento,
lo sento
il tuo cuore
che batte
all'impazzata perchè
si sente solo.
Peace and love. Enjoy your life! (momento di positività della giornata)
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